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Festeggiati i 25 anni del periodico butese “Il Campanile” My Stamp

Una serata al parco Danielli l’area verde che sovrasta il centro storico di Buti. è sempre qualcosa di speciale perché spesso  ha capacità di aggregare persone che giungono da varie località ma hanno in comune un legame con Buti.

L’occasione, questa volta è stata di festeggiare i 25 anni di un periodico -edito dal locale Circolo Acli ma rivolto a tutta una popolazione –  non sono pochi. Specie se il “giornalino” è passato da 4 a 40 pagine ed è in continua crescita.   Per questo è stato deciso di festeggiare la presentando l’ultimo numero della rivista che oggi è tutta in quadricromia, in carta patinata con belle foto e una vasta gamma di argomenti che riguardano la vita della comunità affronta le problematiche attuali ma contiene anche ricerche storiche, testi letterari e molte notizie sulla cultura locale. Proprio articoli comparsi sul mensile hanno fatto da stimolo per una ripresa di studi storici e per la divulgazione di opere di poeti e narratori. E per l’occasione è stato anche realizzato un Dvd celebrativo .

E’ rilevante anche il fatto che raggiungendo anche i butesi che risiedono in altre località italiane e all’estero, Il Campanile consente loro di mantenere un legame saldo e di sentirsi sempre parte della comunità .

Nel corso di questi venticinque anni con una sapiente   alternanza di notizie di cronaca bianca con quelle sulla storia locale, sulle tradizioni popolari, su poeti e scrittori locali ha consentito non solo il duplice risultato di informare tutta la comunità locale a)sull’attualità , su molteplici aspetti della vita sociale e, quindi, dei bisogni sociali   b) di riscoprire elementi e personaggi della nostra tradizione culturale   di divulgare ricerche storiche e letterarie .

Ma l’aspetto più rilevante è che questi due fattori si integrano:   riscoprire il passato non è un’operazione nostalgia se serve a valorizzare le radici e senso d’identità .E senso d’ identità non significa affatto chiusura o tanto meno estraneazione . Anzi, proprio un senso di identità “forte”, riesce ad essere maggiormente inclusivo perché non teme di essere messa in discussione e può aprirsi al confronto con altre culture come rivelano, ad esempio, le forme di sperimentazione e di contaminazione di generi in campo teatrale . Insomma, un’identità che non è barriera, elemento di separazione ma dialoga, coinvolge, come hanno attestato molti butesi d’adozione e personaggi che hanno stretto legami con Buti e il suo patrimonio culturale.

All’evento, introdotto dal Presidente del Circolo Acli Otello Filippi e dal direttore editoriale e animatore (fin da 25 anni fa ! ) del periodico Gino Bernardini, erano presenti   il Vice Presidente nazionale delle ACLI Emiliano Manfredonia, il Presidente regionale Giacomo Martelli, il Presidente provinciale Paolo Martinelli, il Sindaco di Buti Alessio Lari, Mons.Stefano d’Atri , Proposto di Pietrasanta e Pievano a Buti nel 1993, il luogotenente dei Carabinieri Luigi Todini, Mons. Stefano Serafini butese e attuale Proposto di Barga e dallo scrivente  in qualità di  collaboratore del Campanile e  di autore del libro “Le strade che portano a Buti”.

Il regista e autore teatrale Enrico Pelosini ha cantato in ottave – da lui composte per l’occasione- un omaggio al venticinquestimo anniversario

Nel corso degli interventi è stato ricordato che Gino Bernardini si è prodigato per coordinare la redazione e i progetti editoriali fin da quando questa “passione” doveva essere compatibile con la sua attività di ingegnere che lo portava spesso in Asia e in altri continenti. Poi, dal momento della pensione si è potuto dedicare a tempo pieno ed esprime oggi soddisfazione per come il “giornalino” si sia accresciuto. In questa opera è stato validamente coadiuvato dai Presidenti di Circolo come Donatello Andreini e l’attuale Otello Filippi e naturalmente la direttrice resp. Francesca Scarpellini e i redattori Marco Felici e  Jacopo Serafini.

Nel corso della cerimonia la Prof. Daniela Bernardini ha poi presentato il libro di Vanda Gozzoli “Mi ricordo” che raccoglie articoli pubblicati sul “Campanile” dall’autrice, oggi novantacinquenne , e che costituiscono una preziosa fonte per studiare la vita locale, specie quella degli anni ’40 e ’50.

Tra le attività del Campanile devono essere, ricordata anche le raccolte di scritti pubblicati sulla rivista come i   tre volumi di “C’era una volta Buti” di Luigina Parenti. Inoltre, altre iniziative editoriali in collaborazione con il Centro studi Natale Caturegli hanno permesso di far conoscere al grande pubblico i loro autori o di pubblicare ricerche su famosi personaggi del passato.

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