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Festival de Popoli: i Rolling Stones e il potere rivoluzionario del Rock Cinema

Firenze –  “The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America”. Un titolo lungo, come è stata lunga la carriera della leggendaria band inglese, per il documentario di Paul Dugdale, presentato martedì 29, al Teatro “La Compagnia”, in occasione del 57° Festival dei Popoli.

Un road movie che celebra il potere rivoluzionario del Rock in modo divertente e indagatore.

Siamo nei primi mesi del 2016 e il regista  segue il tour dei Rolling Stones in America Latina, tour che  si conclude con un concerto all’aperto all’Avana, Cuba, dove la band si esibisce per la prima volta.

Il regista ci fa scoprire il fenomeno dei “Rolingas”, vera cultura underground ispirata alla band inglese, sviluppatasi in Argentina fin da quando, negli anni 60, la loro musica era vietata dalla dittatura.

Ma quello che rende questo documentario diverso da tutti gli altri film sulla famosa band, è il viaggio antropologico, alla scoperta di volti, suoni, rumori nei quartieri, nelle strade di Lima, Buenos Aires, Montevideo, San Paolo, Città del Messico e infine Cuba.

Il regista fotografa la gioia e la speranza negli occhi della gente che saluta questo tour come una nuova tappa di libertà ed emancipazione, si sofferma sulla prepotente forza della musica che diventa politica di dialogo da parte di un gruppo con una carriera di cinquant’anni alle spalle, ma ancora un traguardo da raggiungere.

Quando i Rolling Stones arrivano all’Avana, c’è  uno stadio in pessime condizioni e un pubblico che da lontano sembra uguale a tutti gli altri, anche se non se ne vede la fine. A questo punto Mick Jagger prende il microfono e in spagnolo urla: “Qualche anno fa non era possibile ascoltare la nostra musica, le cose stanno cambiando, siete pronti?”  e, sentendo il boato irrefrenabile e gioioso di risposta del pubblico cubano è difficile non commuoversi, non ricordarsi che quella gente per decenni ha vissuto in un regime isolato dal mondo. Non tanto i giovani, cresciuti quando un ponte verso il mondo era già in costruzione, quanto gli anziani, convinti che non avrebbero mai vissuto un evento così semplice, ma potente, come un concerto a casa loro di una delle più grandi rock band della storia.

 

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