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Festival dei Popoli: 70 opere, anteprime, retrospettive, ospiti Breaking news, Cinema

Firenze – Dal 25 novembre al 2 dicembre si terrà a Firenze, la 57° edizione del Festival dei Popoli, tra il cinema La Compagnia, lo Spazio Alfieri e l’Istituto Francese. Il festival internazionale del documentario è stato presentato oggi nella nuova sala principale – La Compagnia, casa del cinema della Toscana – dal direttore, Alberto Lastrucci, e da Stefania Ippoliti, responsabile area cinema di Fondazione Sistema Toscana, insieme alla direttrice dell’Istituto francese, Isabelle Mallez.

Il festival prevede due retrospettive: una dedicata alla cineasta franco-libanese Danielle Arbid e l’altra al brasiliano Sergio Oksman. Più di 70 le opere, in anteprima mondiale, europea o italiana, 21 concorreranno all’interno della sezione Concorso internazionale e 6 parteciperanno al Concorso italiano. Tra le novità di quest’anno, un focus sui rifugiati, dal titolo “Looking for Neverland”, composto da 12 titoli, e la nuova sezione dedicata ai documentari musicali “Hit Me With Music”: 5 film per conoscere da vicino i protagonisti della scena musicale mondiale attraversando generi, paesi, epoche e generazioni.

Tra gli oltre 60 ospiti del festival, Elio Germano (25/11), Valeria Bruni Tedeschi (28/11), il regista israeliano Avi Mograbi (1/12) e i due cineasti a cui sono dedicate le retrospettive, Danielle Arbid e Sergio Oksman.  In particolare, venerdì 25 novembre, giorno dell’inaugurazione, al cinema La Compagnia, alle 18.30, Danielle Arbid presenterà il cortometraggio Raddem del 1998 e Seule avec la guerre del 2000, entrambi incentrati sulla guerra civile in Libano. Alle 21 l’attore Elio Germano presenterà il corto No Borders (Italia 2016, 15’) del regista fiorentino Haider Rashid.

Il documentario, che apre uno spaccato sulla vita quotidiana nei centri di accoglienza per migranti in Italia, è stato realizzato tra il centro Baobab di Roma e il presidio No borders di Ventimiglia. Subito dopo passerà la prima mondiale di Un altro me (Italia 2016) di Claudio Casazza, proiezione organizzata in occasione della Giornata mondiale contro la violenza verso le donne. Al centro di questo lavoro sono Sergio, Gianni, Giuseppe, Valentino ed Enrique, condannati per reati sessuali che, una volta usciti dal carcere di Bollate dove sono reclusi, potrebbero cadere nella recidiva. Un’equipe di criminologi e terapeuti porta avanti con loro il primo esperimento in Italia per evitare che questo possa accadere.

Da segnalare nella sezione Looking for Neverland, l’appuntamento dal titolo “La barca è piena? Luoghi comuni e domande scomode sui rifugiati” (domenica 27 novembre, alle ore 15, Spazio Alfieri), in collaborazione con Cospe, TerraProject e Multiverso Firenze. Tra i film da non perdere After Spring di Steph Ching e Ellen Martinez (Usa 2016) che fotografa il campo profughi più grande del mondo, quello di Zaatari in Giordania, gestito da UNHCR (26/11, evento in collaborazione con Publiacqua  e Water Right Foundation). In collaborazione con la mostra Ai Weiwei Libero di Fondazione Palazzo Strozzi, si terrà la proiezione di Between Fences del celebre regista israeliano Avi Mograbi, che racconta un’esperienza di “Teatro dell’Oppresso” realizzata in un centro di detenzione nel deserto di Israele, vicino al confine con l’Egitto, partendo dalle vite dei richiedenti asilo eritrei e sudanesi che non possono essere rimpatriati ma non hanno prospettive in Israele. Il focus continua con la Permanence di Alice Diop su un centro di assistenza sanitaria per migranti dell’ospedale Avicenne di Bobigny, nella banlieue parigina (29/11 Istituto Francese) e Les Sauteurs di Moritz Sibert, Estephan Wagner, Abou Bakar Sidibè, sull’enclave spagnola di Melilla nel nord del Marocco (28/11).

Nella sezione Hit Me With Music, troviamo il film “David Bowie, l’homme cent visages ou le fantome d’herouville” di Christophe Conte e Gaetan Chataigner (26/11) e la vita e l’opera di Frank Zappa raccontata da lui stesso nel documentario “Eat that question” di Thorsten Schutte (27/11). Tra gli eventi più importanti del festival, la proiezione The Rolling Stones Olè Olè Olè!: A Trip Across Latin America (Uk, 2016), il road movie di Paul Dugdale sulla mitica band durante il tour che, nel 2016, li ha portati in dieci città dell’America Latina.

Per il concorso internazionale sono 21 i documentari in gara (lunghi, medi e corti: tutti inediti in Italia) che saranno valutati dalla giuria internazionale composta da Jasmin Basic (Svizzera), Giovanni Cioni (Belgio/Italia) e Nikolaus Geyrhalter (Austria). I premi assegnati saranno quelli al miglior lungometraggio (8.000 euro, divisi equamente fra regista e produzione), al miglior mediometraggio (4.000 euro, divisi equamente fra regista e produzione), al miglior cortometraggio (2.500 euro divisi equamente fra regista e produzione), e la targa “Gian Paolo Paoli” al miglior film etno-antropologico. I film in Concorso Internazionale competono anche per il premio del pubblico, nato dalla partnership con Mymovies.it. I documentari all’interno delle sezioni Concorso Internazionale e Concorso Italiano competono inoltre, novità di questa edizione, per il premio “Lo sguardo dell’altro. La sfida del dialogo tra culture e religioni” assegnato dall’Istituto Sangalli per la Storia e le Culture religiose, di Firenze.

Da segnalare per il concorso italiano, sei documentari tutti in anteprima mondiale. Castro, di Paolo Civati (Italia 2016, 82’), storia dell’omonima occupazione abitativa romana, per più di dieci anni rifugio per molte famiglie ed oggi sgomberata. Il film Hotel Splendid di Mauro Bucci (Italia 2016 90’) segue invece la vita di un gruppo di migranti provenienti dalle coste africane, ospitato presso una struttura per richiedenti asilo politico a Cesenatico (30/11). Da non perdere Mani nostre di Caterina Pecchioli (Italia, Germania, Svezia, 2016, 64’), un’indagine sul rapporto degli italiani con la corruzione, portata avanti dalla regista durante un lungo viaggio in treno dal punto più a Nord a quello più a Sud della penisola (26/11). Infine, da segnalare, La prima meta di Enza Negroni (Italia, 2016, 74’), che racconta la vicenda della squadra multietnica di rugby composta dai detenuti dalla Casa Circondariale Dozza di Bologna (1/12).

Tra gli Eventi Speciali, in anteprima italiana e alla presenza degli autori, Une jeune fille de 90 ans (Francia 2016, 85’), esordio nel documentario di Valeria Bruni Tedeschi, che, insieme a Yann Cordian, realizza il ritratto delicato di un’anziana ammalata di Alzheimer alle prese con una nuova passione, la danza. Da non perdere Weiner, il film di Josh Kriegman e Elyse Steinberg (Usa 2016, 96’), che segue la corsa di Anthony Weiner per diventare sindaco di New York nel 2013, finita per gli scandali che hanno portato alla crisi con la moglie Huma Abedin, la più fidata consigliera di Hillary Clinton (26/11). La chambre vide di Jasna Krajinovic (Belgio, Francia, 2016, 58’), documentario ambientato nella Bruxelles post-attentato racconta la storia di Sabri, diciannovenne fuggito in Siria per combattere la Jihad, e di sua madre, impegnata in un’associazione di famiglie i cui figli hanno aderito al terrorismo islamico (30/11).Infine, l’evento speciale, Le Mystère Ettore Majorana, un physicien absolu, di Camille Guichard (Francia 2016,52’), sulla vita geniale del fisico e scienziato Ettore Majorana, a quasi 80 anni dalla sua misteriosa scomparsa. Alla proiezione (il 27/11) sarà presente il nipote Wolfgang Schultze.

Appuntamento consueto del festival è il focus dedicato alla città: Matinée Firenze 1943 (domenica 27 novembre, La compagnia, alle ore 11), vedrà la proiezione di Shalom Italia (Israele, Germania,2016), organizzata in collaborazione con la comunità ebraica di Firenze. Il documentario di Tamar Tal Anati racconta la storia di tre fratelli fiorentini (che saranno presenti in sala) che, sfuggiti alle persecuzioni razziali del 1943, si sono trasferiti in Israele.

 

 

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