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Festival dei Popoli: case popolari creative a Napoli e Rio Cinema

Firenze – Aperti al pubblico è un documentario creato e prodotto nell’Atelier di Cinema del reale, nel centro di formazione e produzione di Ponticelli a Napoli. era necessità urbanistica di abbattere la favela. Le persone povere che ci vivono dichiarano, nel documentario, di amare la vita nel quartiere e di voler continuare ad abitare in questa zona.

Il primo lungometraggio della giovane regista Silvia Bellotti, passato al Festival dei popoli sabato 14 ottobre, ci fa conoscere da vicino gli uffici dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari di Napoli che gestisce i 40.000 alloggi presenti in città e nella provincia. Tra gli utenti e gli impiegati nascono continue incomprensioni, perché spesso le persone presentano casi di difficile soluzione.

Il ritratto degli impiegati e degli utenti mette in evidenza in modo ironico il carattere ambivalente dell’impiegato partenopeo, tra lo scortese e l’“apprendista stregone”, che cerca di inventare delle soluzioni al di là dell’iter burocratico. Dall’altra parte sta l’utente, povero e sprovveduto, attaccato da un’assurda burocrazia. Nelle ‘maschere sociali’ degli uffici dell’Istituto, ritroviamo i toni del teatro partenopeo che spesso ha messo in scena la dialettica tra uno Stato burocratico inefficiente e un popolo alle prese con la fame e costretto ad arrangiarsi. Attraverso le figure dell’impiegato e dell’utente, il pubblico può riflettere su una questione sociale che non si limita al macroscopico caso napoletano, ma riguarda l’intero paese, in cui lo Stato sociale sta scomparendo e la burocrazia cavillosa spesso aggredisce il cittadino con continue vessazioni burocratiche.

Dalle Case Popolari di Napoli ci spostiamo alle Favela di Vila Autodromo a Rio de Janeiro. Da un continente all’altro la questione abitativa è scottante per i cittadini poveri. In Favela Olimpica di Samuel Chalard, proiettato subito dopo Aperti al Pubblico, il sindaco di Rio de Janeiro Eduardo Paes vuole espellere gli abitanti della Favela di Vila Autodromo, per utilizzare quest’area urbana, integrandola nel nuovo Parco Olimpico in costruzione. Gli abitanti si ribellano perché vogliono restare nella favela. L’amministrazione non sembra avere una v

Gli abitanti provano ad organizzarsi e fare delle piccole manifestazioni di protesta, ma subiscono delle aggressioni da parte della polizia municipale. Dietro l’immagine seducente di un Brasile liberale che ambisce ad un primato economico tra i paesi dell’America-Latina, si nasconde un governo che usa ancora metodi non democratici. Lo Stato brasiliano agisce in modo violento, senza la mediazione politica che consentirebbe un dialogo tra le parti in causa. Favela Olimpica del regista svizzero Samuel Chalard rappresenta in modo emblematico il focus tematico a cui appartiene la sezione del festival “Effetto Domino, sogni e incubi del potere contemporaneo”: il potere politico spesso crea un’immagine mediatica e una comunicazione falsa che servono a mistificare un dominio illiberale e anti-democratico. Nel caso di questo documentario, vediamo in atto la disparità assoluta tra il cittadino e il potere politico; il contrappunto tra la comunicazione politica e la situazione reale della favela è eclatante. Come accade spesso in tante parti del mondo, la macchina politica nasconde o manipola i fatti per raggiungere i suoi scopi, negando i diritti e i desideri della cittadinanza.

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