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Festival dei Popoli: dai King Crimson al cinema di Frammartino Cinema

Firenze – Dai 50 anni di storia dei King Crimson (foto), una tra le band più importanti per il rock progressive mondiale nel documentario work-in-progress “In the court of the Crimson King” al cinema d’autore con la masterclass di Michelangelo Frammartino sono alcuni degli eventi della quarta giornata del 62esimo Festival dei Popoli, il 24 novembre al cinema La Compagnia di Firenze. 

Si parte alle 11.30 con la masterclass di Michelangelo Frammartino a ingresso libero. L’autore de “Il Buco”, successo di critica internazionale, riceverà poi il premio Energie Rinnovabili, per la capacità di trasmettere nei suoi film un’energia vitale, di un respiro che non è soltanto quello umano, ma anche della terra e dei suoi elementi. In collaborazione con Enegan e CNA Toscana e CNA Firenze, la cerimonia di conferimento avrà luogo alle ore 21, sempre al cinema La Compagnia.

Serata di emozioni, anche nella proiezione serale. “In the Court of the Crimson King – Work in progress” di Toby Amies (Regno Unito, 2021) porta in viaggio al seguito di Robert Fripp e soci, e si trasforma in un diario, in una riflessione sulla caducità di uomini e cose. Nell’ottobre del 1969 i King Crimson pubblicavano il loro primo album in studio, “In the Court of Crimson King”: da allora l’influenza della band britannica sui suoni del futuro fu notevole. Per i 50 anni del Re Cremisi una celebrazione intima e spirituale all’insegna della musica di chi per l’arte e la ricerca della perfezione ha dato tutto.

Nella stessa sede, come di consueto, continuano per tutto il pomeriggio le proiezioni in gara per il concorso internazionaleAlle 15.30 c’è “Half a Year-Light”, il corto di Leonardo Mouramateus (Portogallo, Brasile, 2021, ritratto di un delicato incrocio di sguardi che fissa e rievoca piccoli momenti di vita urbana a Lisbona. A seguire “First time (The time for all but sunset – Violet)” di Nicolaas Schmidt (Germania, 2021), una storia d’amore sognata, sulla metropolitana di Amburgo, oltre la finestra del vagone dove scorre il passaggio mutevole della città, tra il buio dei tunnel e la luce del panorama urbano al tramonto. Alle 18 “Charm Circle” di Nira Burstein (U.S.A., 2021), dove la regista ricompone e fotografa il suo strano microcosmo familiare mescolando riprese di oggi e immagini dal passato, tra rabbia e amore.

Allo Spazio Alfieri apre la porta sezione Habitat, i film dedicati al tema ambientale: alle 15.30 ci sarà la proiezione di “Holgut” di Liesbeth De Ceulaer (Belgio, 2021), avventura di tre yakutiani nel deserto del permafrost siberiano, che si sta sciogliendo e dove antiche ossa emergono dal terreno e gli animali selvatici sembrano essere scomparsi. Le proiezioni del concorso italiano continuano alle 17.30 con “La Zita” di Tiziano Doria e Samira Guadagnuolo (Italia, 2021, 49’), un quadro intimo ma dalla portata mitica di un Sud Italia in cui convivono le contraddizioni di mondi distanti, in un paesaggio fuori dal tempo, e alle 21.30 “The war to come” di Marco Pasquini (Italia, 2021), storia siriana di Baraq e del suo plotone, che vivono in trincea in uno stato di attesa permanente, in un conflitto che non sembra avere mai fine.

La retrospettiva dedicata ai francesi Nicolas Klotz ed Elisabeth “Frontiere in fiamme” sarà sullo schermo ancora allo Spazio Alfieri alle 19.30 con Mata Atlantica (2016), sulla foresta omonima, in Brasile, dove resiste il suo ultimo brandello, il Parque Trianon nel cuore di San Paolo, e intreccia le storie di chi lo vive. A seguire “Vendredi 13” (2016), che ritrae Michka Assayas, fratello del regista Olivier, mentre conduce la puntata del suo noto programma musicale due giorni dopo gli attacchi terroristici nel teatro Bataclan a Parigi del novembre 2015. Alle 20.30, invece, all’Istituto Francese sarà in sala “Saxifrages, four white nights” (2021), omaggio alla forza dell’utopia e della giovinezza.

Dal cinema al dibattito: alle 11 nell’Aula Magna del Rettorato avrà luogo il focus “Tra Natura e Cultura: Problemi del Naturalismo occidentale” con l’antropologo Philippe Descola in conversazione con Eliza Levy, regista di Composer Les Mondes, a cura di Nadia Breda e Silvia Lelli. Alle 19 il terzo incontro a firma PopCorner, al Cinema Paradiso del 25HoursHotel: tema “Ambienti”, con Annalisa Corrado, ecologista e portavoce per Green Italia, e Francesco Ferrini, professore ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all’Università di Firenze, sul bisogno di cambiamento del pianeta, su come migliorare la comunicazione dell’emergenza.

Infine, la mattinata al MAD – Murate Art District inizia alle 10, con altri lavori di cortometraggio per il progetto Doc at Work Future Campus, per il cinema di domani. “Scum Mutation” di OV (Francia, 2020) interseca l’immaginario cyborg e il mondo queer, e costruisce un manifesto di resistenza bio-politica a un sistema pervasivo, omologante e violento. “Children should only be kissed at night” di Chiara Canale, Chiara Ferretti, Letizia Salerno Pittalis e Giulia Zini (Italia, 2021) è il viaggio di quattro registe alla ricerca delle parole degli uomini che sono stati figli e che saranno padri. “Madrid, Bad Life” di Ignacio Ruiz Gómez, Isabela Bianchi, Pablo Adiego e María Gómez (Spagna, 2021) recupera le parole di uno studio psico-sociologico che denuncia quelle che erano considerate devianze sociali nella Madrid di inizio ‘900.

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