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Festival dei Popoli: i carnefici impuniti del regime di Franco Cinema

Firenze – Il presidente del festival dei popoli Vittorio Iervese ha presentato ieri sera allo Spazio Alfieri The silence of others di Robert Bahar e Almudena Carracedo.

Il film racconta il primo tentativo di perseguire in Spagna i crimini del regime franchista. Dopo la morte di Franco, nel 1977, il governo spagnolo di transizione democratica decise infatti di promulgare una legge di amnistia, il cosiddetto ‘Pacto de l’olvido’, che dichiarava non punibili i crimini della dittatura franchista. Il patto dell’oblio ha imposto alla nascente democrazia spagnola una rimozione forzata e ha impedito lo svolgimento di processi che rendessero giustizia e consentissero il risarcimento dei torti subiti dalle vittime.

In questo contesto storico, per la prima volta, alcuni avvocati esperti di diritti umani hanno raccolto un ingente numero di prove e testimonianze che riguardano i crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal franchismo. Nel 2013 un team di avvocati ha infatti deciso di avviare un processo internazionale per superare il muro giuridico del Pacto de l’olvido. La giudice argentina Maria Romilda Servini è così stata investita del caso spagnolo ed è riuscita, in breve tempo, ad emettere mandati di arresto contro alcuni ex funzionari governativi del regime di Franco.

Tra i colpevoli da estradare in Argentina ricordiamo uno dei torturatori più feroci della dittatura franchista, Antonio Gonzalez Pacheco, conosciuto con il soprannome di Billy el Niño. Nel documentario lo vediamo ritratto mentre conduce tranquillamente la sua vita nelle strade di Madrid, insignito di onorificenze da parte del governo democratico spagnolo che, infatti, non lo vuol far processare. I testimoni, come José Galante, che sono stati torturati negli anni sessanta e hanno perso amici o parenti, vivono in una città come Madrid accanto ai carnefici impuniti, non solo, ma alcune strade di Madrid sono dedicate ai  generali di Franco.

Il franchismo ha commesso migliaia di omicidi, lasciando le vittime nelle fosse comuni, come racconta Maria Martin, che sta combattendo perché le ossa di sua madre siano riesumate da una fossa comune e sepolte vicino ai resti di suo padre. Il regime franchista, già dagli anni trenta, rapiva negli ospedali i bambini alle ragazze madri in nome delle convinzioni eugenetiche propugnate dal dottor Juan Antonio Vallejo Nagera, fautore dell’eugenetica nazista in Spagna.

Come ci dicono i testimoni intervistati da Roberto Bahar e Almudena Carracedo, non è possibile dimenticare e perdonare se non si è avviato un processo di giustizia e di adeguata ricostruzione delle colpe commesse. Nel 2007 il governo Zapatero ha approvato una norma, la legge della memoria storica, che condanna il franchismo e rende possibile la riapertura dei processi politici.

The silence of others mostra tuttavia come lo stato spagnolo respinga e boicotti le indagini nei confronti dei franchisti, mettendo in evidenza l’inefficacia della legge della memoria storica che viene respinta dalla magistratura e da una parte della società spagnola. Il processo internazionale guidato dalla giudice argentina Servini ci fa riflettere sull’importanza di uno strumento giudiziario sovranazionale che può garantire un percorso di giustizia, al di là del sistema giudiziario del paese in cui sono avvenuti i crimini.

Franco è morto quarantatré anni fa, ma i suoi seguaci sono ancora molto numerosi. Il dittatore è stato spesso ritratto come un generale autoritario, cattolicissimo, che ha combattuto il comunismo e ha fatto rimanere la Spagna neutrale nel secondo conflitto mondiale. Franco e il suo regime, in nome dell’anticomunismo e della guerra fredda, hanno del resto ricevuto una grande considerazione negli anni cinquanta dagli Usa di Eisenhower, da papa Pio XIII e dal generale De Gaulle. Fino agli novanta, solo una minoranza colta era a conoscenza delle atrocità che aveva commesso il franchismo. The silence of others invita a non sottovalutare i processi di mistificazione che sono spesso messi in atto da logiche politiche nazionali e internazionali, le quali ridisegnano la storia, occultando la verità e impedendo un vero processo democratico.

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