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Festival dei popoli: migranti e rifugiati nelle banlieue parigine Cinema

Firenze – C(h)amp de réfugiés è un cortometraggio sperimentale diretto da Ligia Ramos e Leandro Muniz Barreto, giovani cineasti che vivono a Parigi. Il film mostra alcune immagini di rifugiati siriani in fuga dalla guerra civile, proiettate nello spazio urbano parigino. Nel film sono inseriti dei brani tratti da dibattiti e dichiarazioni estratte dai media francesi che testimoniano l’incapacità dello Stato francese nel gestire in modo adeguato la questione sociale dei profughi. Le immagini dei profughi e i brani tratti dai media denunciano lo stato di indifferenza morale della Francia.

La permanence di Alice Diop

Siamo nell’ospedale di Avicenne a Bobigny, nella banlieue parigina, il dottor Jean Pierre Geeraert visita senza appuntamento dei migranti.  Il Paas (Permanence d’Accès aux Soins de Santé) dell’Ospedale Avicenne di Bobigny permette di assistere i migranti che hanno dei problemi di salute e non hanno ancora la tessera sanitaria francese. Alice Diop, cineasta africana che vive in Francia, dopo un lungo lavoro di ripresa nell’ufficio dell’Ospedale, filma le visite, durante le quali emerge il disagio psicosomatico dei pazienti. Il dottore Geeraert, affiancato da una psichiatra, aiuta i migranti, ascoltando, caso per caso, i problemi di salute, insonnia, mal di testa, di schiena.

La permanence ci mostra la capacità dei medici di comprendere il disagio psicologico e i problemi di salute dei pazienti, con un atteggiamento di solidarietà e un senso etico della cura. La cineasta filma con uno stile molto innovativo: la camera dissolve il dispositivo sociale ospedaliero, lasciando emergere la dimensione umana di ogni migrante. Il documentario si spinge al di là dello sguardo socio-antropologico interculturale. La relazione tra il paziente-migrante e il medico non è un momento di assoggettamento culturale da parte del sistema sociale. Lo spettatore può conoscere e avvicinarsi in modo diretto ed empatico alle persone che nell’ ufficio del dottor Geeraert ricevono rispetto, dignità e cura.

Foto: La Permanence

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