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Festival della Salute: la riforma delle Asl tema caldo a Viareggio Cronaca, STAMP - Salute

Firenze – Cade in un momento particolare l’VIII edizione del Festival della Salute di Viareggio, la più grande kermesse del  settore che si terrà dal 24 al 27 settembre lungo la Passeggiata e nella zona prospiciente il centro  Congressi Principe di Piemonte.

E’ lì che verrà montata la “cittadella della salute”, circa 2500 mq di superficie, che ospiterà oltre 350 appuntamenti, fatti di convegni, esibizioni sportive, camminate e soprattutto gli screening gratuiti, una trentina, sempre particolarmente apprezzati dai visitatori, in crescita di anno in anno.  Al punto che Stefania Carraresi, consigliera comunale di Viareggio, azzarda un paragone con i grandi festival che in Italia mettono sotto i riflettori Mantova, Modena, Trento e Sarzana. C’è poi tutta l’attività destinata ai ragazzi delle scuole e saranno in diecimila a partecipare ai vari momenti didattici o ricreativi.

Tuttavia l’attenzione quest’anno sarà soprattutto concentrata sui grandi cambiamenti che nel sistema della salute regionale introdurrà la riforma prevista dalla legge 28 approvata quest’anno nello scorcio finale della legislatura. Il nuovo assessore regionale Stefania Saccardi che sta mettendo a punto un concetto il “valore salute” che comprende un’integrazione sempre più stretta fra territorio e strutture sanitarie basata sulla prevenzione e l’assistenza di base, sarà impegnata in discussioni e confronti serrati.

Il programma prevede per il 25 settembre l’incontro con il ministro Beatrice Lorenzin, ma è da prevedere che la tensione del dibattito fra il governo regionale  e il contato referendario che si oppone alla riorganizzazione prevista dalla legge (da 12 a 3 Asl) sarà costante fra gli stand del festival. “Chi propone il referendum  fa il suo lavoro e noi facciamo il nostro che è quello di portare responsabilmente a termine la riforma”, ha detto ai giornalisti la Saccardi.

La Giunta sta preparando un testo che verrà discusso con tutti i soggetti interessati e poi presentato al Consiglio regionale per l’approvazione si aspetta avverrà entro l’anno. Poi si vedrà che risultato avrà l’iniziativa referendaria, ma intanto l’assessore non lesina a nessuno la sua posizione: il vero limite del referendum, dice, è che si discute a colpi di messaggi  semplificati, che proprio per semplificare perdono il senso e la realtà di quanto prevede la riforma. Come per esempio dire che “la Regione mette la sanità nelle mani del privato”, o che verranno smantellati presidi ospedalieri e sanitari: “Al contrario – puntualizza Saccardi – lo spirito della riforma è quello di diffondere e distribuire capillarmente, vicino ai cittadini, quello che a loro serve e invece accentrare percorsi e trattamenti che devono stare in presidi più organizzati”.  E’ anche una questione di  sicurezza per i pazienti.

Che cosa dirà al ministro Lorenzin? “Che il governo non agisca sulle regioni come se fossero tutte uguali, ma che consideri anche la specificità dei singoli territori e quello che hanno già fatto”.  La Toscana certo non verrà meno alla solidarietà con chi è in difficoltà, ma rispetto ad altre regioni ha già fatto un bel pezzo della strada indicata dalla politica nazionale.

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