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Festival delle tautologie: Badelj non è Pizarro e la palla è la palla Opinion leader

Firenze – Modestissima la prima! Ma cerchiamo di essere realisti. Rispetto a quella che sarebbe stata la squadra di titolari nell’Album Panini lo scorso agosto, ieri alla Fiorentina mancavano Savic, Pizarro, Aquilani, Cuadrado, Rossi e Gomez. Tanto per citare un’altra squadra che somiglia nel modulo alla Fiorentina (o almeno  le somigliava, quando giocava il 3-5-2 di Conte), è come se alla Juve fossero mancati Chiellini, Pirlo, Lichtsteiner, Marchisio, Tevez e Llorente.

La Roma, in questo periodo, sta soffrendo le stesse pene della Viola. Ieri notte non aveva Gervinho, De Rossi, Strootman, Castan, non aveva neanche Destro e Borriello (le uniche alternative in attacco, dove ha dovuto schierare il baby Verde), e gli è mancato subito anche Iturbe (il suo uomo più in forma al momento). Eppure anche lì si sente ripetere che “la Roma non è più quella dell’anno scorso!”. I logici la chiamano “tautologia”: una squadra che non è quella dell’anno scorso, non è quella dell’anno scorso! Quando capiranno i tifosi che la classifica la fanno certe situazioni contingenti, ancor più dei presunti errori di mercato e delle deficienze dei singoli?

E quando capiranno i tifosi che infierire sulle carenze delle seconde linee che spesso ogni squadra è costretta a mettere in campo, non per scelta tecnica, è puro autolesionismo, oltre ad essere sesquipedale immaturità sportiva? Dico questo perché, anche ieri, ho sentito i commenti di radio private fiorentine e oggi ho visto i giudizi di molta stampa su Badelj. “Non è Pizarro” (altra tautologias), “È lento”, “Non si propone in attacco”… e chi più ne ha più ne metta. Io, che evidentemente ho visto un’altra partita, dico che Badelj insieme a Vargas, è stato il migliore della Fiorentina nel primo tempo: tempista, presente, sempre sulla linea di intercettazione dei palloni avversari, anche pronto a rilanciare l’azione (in modo lineare, ma efficace). Poi, nel secondo tempo, è scomparso. Ma qualcuno si è chiesto perché? Badelj non si allena da due settimane. Era in ballottaggio con Aquilani, altro infortunato “storico”, per vedere chi dei due stava meno peggio per sostituire Pizarro (dato che ora non c’è più neanche Brillante e, di riserve a centrocampo, c’è il solo inguardabile Kurtic). Aquilani non è andato neanche in panchina e dunque ha giocato forzatamente il croato; mettendoci tutto quello che aveva, e anche con l’intelligenza tattica, a benzina finita, di mettersi a fare lo stopper aggiunto in area (nel secondo tempo, tra i palloni che ha recuperato e respinto, diversi  erano in area, dove Pizarro non è mai, neanche a fare la comparsa).

Certo che non è Pizarro. Ma, oltre a Pirlo e Xavi, c’è qualcuno nel mondo che è Pizarro? In Nazionale neanche De Rossi è Pirlo. Quando manca il genio della Juve e c’è il romanista la squadra gioca diversamente. Anche nella Roma De rossi, pur occupando la stessa “mattonella” di Pirlo, diversamente da Pirlo copre, aiuta la difesa, raddoppia sugli avversari. Avete sentito qualche sportivo dire che De Rossi non vale perché non è Pirlo, perché non tira le punizioni, o perché non sa fare i lanci di trenta metri? Temo che a Badelj stia succedendo quello che forse è già irrimediabilmente successo a Ilicic. Non lo si potrà mettere in campo perché partiranno i pregiudiziali fischi, a lui, alla società che lo ha comprato, all’allenatore che ci crede…

Insisto su questo punto perché temo che sia il vero limite della Fiorentina quest’anno. Ieri, a Genova, doveva giocare Ilicic. E lo sa anche Montella. Ma vi immaginate se avesse fatto magari la stessa partita di Diamanti, ma chiamandosi Ilicic, cosa avrebbero scritto i giornali oggi? Che non sta in piedi, che non si impegna, che non fa nulla di risolutivo, che è fuori dal gioco della squadra…Ci scommetterei! E lo scriverebbero senza attenuanti. Io invece sono pronto a spiegare e giustificare certe prestazioni di certi giocatori, che vanno aspettati quando giocano in una posizione difficile come quella del centrale di centrocampo, e vanno rispettati soprattutto quando finora hanno giocato poco e sono stati trattati solo come tappabuchi, e non come giocatori con una personalità e un ruolo.

Qualcuno si chiede anche, dopo l’insufficiente prestazione di ieri, cosa fare ancora sul mercato. Forse quel Meunier potrebbe essere una buona idea (certo migliore dell’idea Maggio che sento ventilare). Ma l’unica cosa che forse va fatta è rispettare e responsabilizzare i giocatori che abbiamo in rosa, meno Kurtic. Ecco, quello non è davvero da Fiorentina. Strano, perché l’inizio, con gol, non fu negativo, anzi. Ma da quando Montella è stato costretto a riproporre un gioco manovrato e di possesso palla, Kurtic soffre troppo le sue carenze tecniche, e non può mettere in mostra le sue doti di corsa e di fisicità. Nel suo ruolo davvero un Fernando sarebbe l’ideale. Ma anche un Kucka, o un giovane che la nostra dirigenza potrebbe trovare in Europa, rischiando qualcosa. E poi, torno a dire, bisogna insistere su quelli che abbiamo dando loro fiducia. Sempreché non la ripaghino come ha fatto ieri Babacar! E meno male che quei pochi minuti di Gila ci hanno fatto ricordare come’è fatto un vero centravanti!

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