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Festival dell’educazione 2019 sul tema integrazione Cultura, STAMP - Università

Arezzo – Quale ruolo può svolgere l’educazione per prevenire i fenomeni di radicalizzazione religiosa, politica e sociale nelle società multiculturali e per promuovere l’integrazione? Intellettuali, scrittori, imprenditori, attori ed esponenti della società civile dal 3 al 5 giugno ad Arezzo, nel campus universitario del Pionta (viale Cittadini). si confronteranno su questo tema, scelto per la terza edizione del “Festival dell’educazione”.

L’evento è organizzato dal Dipartimento di Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale dell’Università di Siena in collaborazione con la libreria Feltrinelli di Arezzo. Tra i tanti ospiti ci saranno anche il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, lo storico Ernesto Galli della Loggia, la giornalista e regista Francesca Mannocchi e la performer Chiara Bersani per riflettere sulle sfide e i problemi di società sempre più multiculturali, nelle quali accanto ai processi di inclusione possono nascere forme diverse di radicalizzazione.

“La multiculturalità è ormai una caratteristica della vita quotidiana, nella quale tutti, dai giovani agli adulti, alle comunità, sono chiamati a trovare soluzioni nuove per gestire modi diversi di abitare gli spazi sociali, di relazionarsi, di organizzare i tempi di vita e di lavoro – ha spiegato Loretta Fabbri, coordinatrice scientifica del festival e presidente del Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Siena, che questa mattina ha presentato il Festival – . Abbiamo così deciso di circoscrivere il focus di questa nuova edizione del Festival sulla sfida educativa di prevenire e arginare i processi di radicalizzazione che l’alta densità multiculturale può innescare. Parleremo di radicalizzazione religiosa, ma anche politica e culturale, intesa come processo in cui la diversità si trasforma in esclusione e in alcuni casi in violenza e discriminazione”.

Il tema centrale della prima giornata, lunedì 3 giugno, sarà la relazione tra lavoro, educazione e multicultura. Gli incontri, aperti e gratuiti, spazieranno dall’esperienza del medico di Lampedusa Pietro Bartolo (ore 16), da sempre in prima linea nel soccorso ai migranti – ai bambini in particolare ha dedicato il suo ultimo libro “Le stelle di Lampedusa” e si ricorda anche tra i protagonisti del pluripremiato documentario “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi – , al capitalismo neo-umanistico dell’imprenditore Brunello Cucinelli (ore 17,30) per terminare con un confronto con il professor Ernesto Galli della Loggia (ore 19) sulla storia dell’istruzione, partendo dal suo ultimo libro “L’aula vuota”.

La seconda giornata, martedì 4 giugno, si aprirà con la prima performance ad Arezzo di “Human Library”, progetto internazionale creato in Danimarca nel 2000 dalla ong Stop the Violence. Nella Human Library si possono prendere in prestito persone in carne e ossa che raccontano la parte della loro storia che più spesso suscita diffidenza e pregiudizio per aiutare il “lettore” a superare i propri pregiudizi verso diversità di origine etnica, di genere, di fede, di stili di vita. Seguiranno gli incontri con Ivano Dionigi, (ore 17,30), presidente di Almalaurea e della Pontificia Accademia di Latinità e autore del libro “Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza”, e con la giornalista e regista  Francesca Mannocchi (ore 19), che recentemente ha pubblicato il libro “Io Kahled vendo uomini e sono innocente”.

Il festival si concluderà mercoledì 5 giugno con la performer Chiara Bersani, premio Ubu 2018 come migliore attrice under 35, che dalle ore 11 e fino al pomeriggio condurrà un workshop con gli studenti per comprendere le sfide della diversità e della costruzione di società inclusive attraverso le arti performative.

Foto: Brunello Cucinelli

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