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Festival Medtown 2: temi e problemi della comunità mediterranea Cronaca

Prato –  Nella saletta del Museo di Palazzo Pretorio nel cuore della città di Prato che accoglierà  la seconda edizione di Medtown, Dialoghi-Culture-Società, si è tenuta “l’ultima conferenza”con il direttore artistico Raffaele Palumbo, il vicesindaco Simone Faggi, l’assessore alla cultura Simone Mangani e Anna Meli responsabile comunicazione di Cospe onlus.

Un ulteriore appuntamento  per ribadire quanto sia importante la cornice pratese entro la quale si muove  quello che Raffaele Palumbo ha definito  “il festival dei festival”, perché qui più che in ogni altra città d’Italia, i numeri hanno fatto la differenza.
Si parte dalle numerose associazioni che hanno aderito al progetto, ai tanti volontari, agli sponsor che hanno contribuito in maniera decisiva perché quest’appuntamento avesse un così forte richiamo, all’accoglienza e alla determinazione dell’amministrazione comunale. Inoltre Prato accoglie ben 119 etnie diverse e dunque è la città d’Italia che può esportare importanti progetti di convivenza, condivisione e inclusione.

“Medtown è un evento – ha poi spiegato il vicesindaco Simone Faggi – che è voluto da questa amministrazione comunale per approfondire tutti quei temi che ci stanno a cuore e che riguardano la nostra società. Sentiremo parlare di conflitti, di povertà che arrivano da un Mediterraneo che ci unisce in una tre giorni che invitano alla riflessione,attraverso testimonianze importanti.”

“Rispetto allo scorso anno – conclude il vicesindaco Faggi – abbiamo cercato di coinvolgere la città in modo più adeguato e il punto di partenza della manifestazione sarà venerdì quando in Palazzo Comunale verrà firmato un protocollo con la Procura, che prevede l’uscita da un percorso di sfruttamento e che sarà da esempio per tutto il territorio nazionale.”

Un grande lavoro di squadra che secondo l’assessore alla cultura Simone Mangani, si sviluppa su più piani e che coinvolge non solo le importanti personalità presenti alla manifestazione,ma riguarda i programmi e le strutture messe a disposizione per l’evento. Non mancheranno, infatti, dichiarazioni documentate che diranno, in luoghi diversi,  cosa accade nel mediterraneo,nelle città e in  luoghi lontanissimi da noi,o a pochi passi da casa nostra.  “Se l’anno scorso Medtown fece scoprire la Campolmi – cosí l’assessore Mangani – oggi abbiamo deciso che per tutta la durata del Festival, tutti i musei cittadini saranno aperti e vi si potrà accedere pagando solo un euro”.
Infine, per ricordare “la solidarietà non è un reato”, quest’anno -, dice Anna Meli di Cospe onlus,- il Premio Mediterraneo di Pace andrà all’associazione “Tous Migrants”di Briançon, un movimento di cittadini che si è mobilitato per rispondere alle criticità dell’accoglienza in quel particolare territorio di confine e a Benoit Ducos, la guida alpina indagata dalla magistratura francese per aver prestato aiuto il 17 marzo scorso ad  una famiglia di migranti al confine tra l’Italia e la Francia, che rischiava l’assideramento.

Per aver trasportato la donna incinta a bordo della propria auto nell’ospedale più vicino, Ducos rischia adesso 5 anni di carcere e 30mila euro di multa, anche se lui stesso ha apertamente ammesso che “lo rifarei di nuovo”, perché è un gesto di umana solidarietà.”

Tutto pronto, dunque, per dare il via a Prato, alla seconda edizione Medtown (prevista una terza edizione l’anno prossimo), l’iniziativa  che parla dei grandi temi dell’immigrazione, della rigenerazione urbana, del riciclo, dei grandi cambiamenti climatici, di economia circolare, dei nuovi linguaggi e mezzi espressivi e che guarda soprattutto alle donne.
Un messaggio che, sottolineano gli organizzatori, nulla ha a che fare con il buonismo o con i gesti caritatevoli verso chi ha bisogno,ma piuttosto potrebbe aiutarci a capire meglio noi stessi restituendoci quel senso di dignità e umanità,che crediamo perduti.
 
In foto la guida alpina Benoit Ducos,
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