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Fiaccolata, più di mille persone contro razzismo e violenza Cronaca

Più di mille persone hanno partecipato al presidio commemorativo di protesta contro la follia consumatasi ieri, contro l’assassinio di Samb Modou e Diop Mor per mano di un killer razzista, Gianluca Casseri, che ha seminato il panico per tutta Firenze prima di uccidersi nel parcheggio sotterraneo di piazza del mercato Centrale. Una fiaccolata con duplice significato: il primo, solidarizzare con i cittadini senegalesi e con tutti i migranti; il secondo, contrastare ogni tentativo di creare un clima d’intolleranza, di esclusione e per respingere ogni provocazione e gesto di stampo fascista e criminale. Numerosi sono stati gli interventi di oggi pomeriggio e unanime è stato il ringraziamento verso tutta la comunità fiorentina.
“Oggi- esordisce Dia Papa Demba, esponente della comunità senegalese della Toscana – grazie ai fiorentini non ci siamo sentiti soli. Come ha detto il nostro grande rappresentante Pape Diaw, questo non è un momento di vendetta, i senegalesi non la vogliono ma chiedono giustizia. La nostra Toscana non è mai stata una regione razzista, diamoci una mano per ottenere i nostri diritti”.
Tantissime sono stati interventi dei cittadini fiorentini che hanno chiesto la parola per esprimere il loro appoggio alla comunità senegalese e il loro sdegno nei confronti del razzismo, ma nel presidio ancora più intense sono state le parole di coloro che vivono sulla loro pelle il clima difficile di questi giorni.
La folla ha come trattenuto il respiro quando ha preso la parola Pape Diaw, portavoce della comunità senegalese: “La risposta della gente ai fatti criminali di ieri è sentita, ma dobbiamo dare una risposta concreta e forte. Con questo voglio dire che stiamo organizzando un corteo non violento per sabato pomeriggio alle 15.00 che parta da qui, piazza Dalmazia, e arrivi in centro. La manifestazione deve essere una risposta alla violenza attraverso il silenzio, perché esso a volte dice più di mille parole. Mi auspico che i partecipanti non portino strumenti perché è un momento di dolore non di festa. Con il corteo chiederemo, innanzi tutto, la chiusura di Casa Pound alle istituzioni e contemporaneamente la proposizione di una nuova legge per la cittadinanza. Questo è un momento di grave lutto, ma che tutti insieme potremo ribaltare, creando una situazione positiva e di nuova sensibilità. Le colpe per ciò che è accaduto ricadono, senza dubbio su una politica che per dieci anni ha fomentato il razzismo. Come possiamo dimenticarci  delle parole del ministro leghista che dichiarò: «Spariamogli» parole che hanno, purtroppo, colto l’animo di certe persone, non solo a Firenze. Con il corteo di sabato chiederemo alla politica di attuare leggi e lasciare da parte i proclami”. Il presidio di protesta è iniziato alle sei ed è durato due ore: solidarietà e risposte concrete da parte della politica locale e nazionale sono state le parole d’ordine della serata.

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