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Fiat-Chrysler, buone premesse con incertezze Economia

"L'accordo raggiunto fra Fiat e Veba per l'acquisizione del controllo del 100% di Chrysler è una notizia molto positiva. L'operazione, perseguita con determinazione dalla proprietà e dal management di Fiat nel corso di questi anni, dimostra come il nostro Paese abbia nel proprio patrimonio industriale e tecnologico una forza competitiva di primissimo piano, grazie alla quale è stato possibile costruire un produttore di autovetture di importanza globale”.  Questo il commento del Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato sulla nascita del nuovo gruppo globale dell'auto che, secondo gli analisti finanziari, potrebbe entro la fine dell'anno essere quotato a New York con una presenza "secondaria" a Piazza Affari e quindi potrebbe spostare la propria sede principale. “L'accordo – ha proseguito ieri Zanonato – è la premessa affinche la Fiat-Chrysler consolidi ulteriormente la propria posizione a livello europeo e internazionale, mettendo al centro delle proprie strategie di crescita gli stabilimenti, le competenze e la tecnologia italiana. Così come è la premessa per portare a termine gli investimenti avviati nei siti produttivi di Grugliasco e Melfi e concretizzare quelli recentemente annunciati sul sito di Mirafiori”. “Come Governo – ha ocncluso – siamo pronti a supportare le strategie di crescita e occupazione di questa grande multinazionale dell'auto che si è venuta a creare".

Intanto, chiusa la partita finanziaria con il sindacato di Detroit che ha portato Chrysler per intero nelle mani di Fiat, si comincia a delineare lo scenario internazionale futuro, nel decennale della guida di Marchionne a Torino: la patria del lingotto potrebbe rimanere la roccaforte del mercato europeo, con l'Olanda come miglior sede legale per usufruire di vantaggi fiscali e la guida operativa della multinazionale confermata a Detroit o poco distante. Poichè il percorso che attende Fiat e Chrysler è molto simile a quello che hanno compiuto Fiat Industrial e l'olandese Cnh fondendosi nella Cnh Industrial operativa dalla fine di settembre 2013 con sede legale in Olanda, ci sono incongnite dal punto di vista delle scelte produttive. Se dalla fusione, come noto, arriverà una grande opportunità come la riserva di liquidità che fa capo a Chrysler, che ora potrà essere utilizzata da Fiat e che in parte sarà dirottata ad esempio sui nuovi modelli Alfa Romeo, con un gruppo sempre più americano crescono le incertezze per gli stabilimenti italiani, come emerso dalle prime dichiarazioni di politici e sindacato dopo l'annuncio dell'accordo Fiat e Veba per l'acquisizione del controllo del 100% di Chrysler.

A  tradurre le incertezze e le incognite del momento in veri e propri rischi per l'Italia è la stampa tedesca, nella quale la fusione Fiat-Chrysler è vista come l'accellerazione dl distacco della Fiat dal paese d'origine. La "Sueddeutsche Zeitung" scrive "Fiat compra Chrysler e diventa americana", sottolineando che "se gli italiani non fanno attenzione e non modernizzano finalmente il loro Stato, assisteranno presto ad un'altra metamorfosi: la Fiat diventerà la Faad, Fabbrica Americana Automobili Detroit". Dello stesso avviso sostanzialmente anche il 'Frankfurter Allgemeine Zeitung' (Faz), per il quale "Fiat-Chrysler diventerà più americana di quanto pensano gli italiani", precisando che Marchionne deve ancora lottare perchè Fiat e Alfa Romeo sono in ritardo quanto ad investimenti e presentazione di nuovi modelli. Lo Spiegel titola "Il colpo della Fiat mette a rischio il futuro di Alfa Romeo" spiegando che il controllo della Chrysler "potrebbe avere brutte conseguenze per Alfa Romeo", poichè le priorità si concentreranno ora sulla casa americana.

Ad aprile Marchionne presenterà il nuovo piano industriale e quindi il calendario delle nuove uscite di modelli. Le aspettative nel nuovo scenario sono il rilancio dell' Alfa Romeo e i modelli del segmento di lusso al quale guarda il Lingotto. Per gli stabilimenti italiani, da Cassino nel Lazio potrebbe lanciare la rincorsa dell'Alfa Romeo, con una nuova erede della "Giulietta" e con una nuova ammiraglia. Quanto al segmento del lusso, un Suv a marchio Biscione potrebbe arrivare dalla Mirafiori, da dove arriverà anche il fuoristrada a marchio Maserati. A Pomigliano rimarrebbe la Panda e a Melfi i due mini-Suv a marchio Fiat e Jeep, oltre alla Punto. Per la Lear e la Clerprem, aziende dell'ex indotto Fiat di Termini Imerese specializzate nella produzione di sedili e imbottiture, sembra proprio non ci sia spazio perchè proprio in questi giorni i 174 lavoratori si stanno iscrivendo alle liste di mobilità dopo aver ricevuto le lettere di licenziamento.

 

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