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E Fidi diventa banca d’investimento Economia


Primo, importante passo verso la modifica di statuto che porterà Fidi Toscana a partecipare alle società allo scopo di reindustrializzare le aree in crisi: la finanziaria regionale potrebbe non solo partecipare a società già esistenti, ma anche costituirne ex novo per favorire la ripresa industriale dei territori sfiancati dalla crisi, attirando anche l’insediamento di nuove imprese.
Un passo che è stato compiuto oggi, 27 dicembre, dalla commissione sviluppo economico del Consiglio regionale presieduta da Caterina Bini (Pd) che ha votato a maggioranza la modifica. Contrari Pdl e Marina Staccioli, Gruppo Misto.
E le novità più rilevanti introdotte dalla modifica votata sono state illustrate dal dirigente del settore politiche per il sostegno alle imprese della Regione Simonetta Baldi. Fra queste, l’aumento della quota di partecipazione di Fidi Toscana in imprese ad alto contenuto innovativo create da giova che viene innalzata al 49 per cento per un massimo di 100 mila euro di investimento. Una modifica su cui tutti i presenti si sono dichiarati d’accordo, anche le opposizioni.
Ma il ruolo più importante la finanziaria regionale se lo giocherà nell’ambito della reindustrializzazione delle aree di crisi della Regione, come nel caso della Eaton di Massa: in questo caso potrà costituire società e partecipare a realtà già esistenti per riconvertire o rilanciare le aree, permettendo l'insediamento di nuove aziende. Ed è proprio questo il punto rovente che ha scatenato le polemiche più accese.
Forti perplessità sono state espresse da Giuseppe Del Carlo, capogruppo Udc, che ha rilevato che la possibilità di Fidi Toscana di partecipare a società potrebbe aprire la porta ad interventi di carattere assistenziale, opinione condivisa dal vicepresidente della commissione Nicola Nascosti, Pdl. Che ha anche aggiunto: ''Fidi Toscana è divenuto lo strumento economico-finanziario capace di 'blindare' anche finanziariamente il progetto neo-centralistico ideato dalla sinistra toscana per governare lo sviluppo socio-economico della nostra Regione. La crisi e le situazioni di sofferenza aziendale come la Eaton sono solo un grimaldello, una scusa''.
Su questa linea si è posta anche il consigliere del Gruppo misto Marina Staccioli, che ha commentato, riferendosi alla finanziaria regionale: ''E’ stata trasformata in una banca 'di regime', pronta a intervenire per salvare le solite aziende amiche. Grazie a questo intervento Fidi Toscana potra'agire come una vera e propria banca, non solo nel fornire garanzie, ma anche finanziamenti veri e propri anche a soggetti privati''.
Sull’attività svolta nel 2011 da Fidi Toscana si era espresso lo stesso governatore Enrico Rossi il 23 dicembre scorso, illustrando i dati annuali della finanziaria, e traendo spunto per dichiarare l’intenzione di rafforzarla e qualificarla.
“All'inizio del 2009 la Regione ha varato il programma 'Emergenza economia' dotando Fidi di 80 milioni di euro, che hanno attivato nuovi finanziamenti per 1,3 miliardi di euro – aveva ricordato Rossi – questo significa che ogni euro stanziato dalla Regione e messo a disposizione da Fidi ne ha prodotti 14 di nuovi investimenti. Solo nell'ultimo anno i 100 milioni garantiti a sostegno dell'occupazione hanno permesso di consolidare 7000 posti di lavoro in 500 imprese che si sono impegnate con le parti sociali a non licenziare e a non ricorrere alla cassa integrazione''.  Aveva poi aggiunto:''Circa 90 milioni sono stati utilizzati per permettere a 500 aziende di ricapitalizzarsi fino al 20% del totale del loro attivo. Negli ultimi due anni con le garanzie prestate Fidi Toscana ha consentito alle piccole imprese di realizzare 500 milioni di investimenti, con altri 85 milioni di euro ha contribuito alla nascita di 800 nuove imprese e alla creazione di 2500 nuovi posti di lavoro''.

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