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Francoforte: la nuova destra tedesca e il successo politico dell’Afd Politica

Francoforte –  La nuova destra in Germania  non si riduce a gruppi di estremisti con simpatie neo-naziste. Quella che conta oggi è rappresentata da un gruppo di intellettuali che elaborano idee e organizzano azioni e situazioni per promuoverle anche utilizzando i social media.  Hanno letto molti libri e i loro riferimenti sono autori come Ernst Juenger. Hanno abbandonato l’antisemitismo, ma hanno un’anima razzista. Il cuore della loro ideologia è l’identitarismo.

La novità sta nel fatto che ora questi intellettuali hanno la possibilità di far passare le loro idee anche attraverso il nutrito gruppo parlamentare di Alternative fuer Deutschland (Afd) che è entrata trionfalmente nel Bundestag con il 13% dei voti.

Questo è il risultato dello studio del sociologo tedesco Thomas Wagner contenuto nel volume Die Angstmacher – 1968 und die Neuen Rechten (quelli che fanno paura, il 1968 e le nuove destre) che è stato presentato oggi alla Fiera del libro di Francoforte. In qualche modo – dice Wagner a Stamp – “siamo vicini al modus operandi e alla struttura di Casa Pound , anche se quest’ultima è partita con due anni di vantaggio”.

Secondo lo studioso tedesco l’area di estrema destra negli anni 60 si è divisa nelle due anime che  si manifestano: quella  dei nostalgici del nazismo, prendendo comunque le distanze dai suoi crimini, e quella di coloro che avevano come punto di riferimento i partiti della destra parlamentare.

 Wagner sostiene che molte delle riflessioni che hanno portato alla nuova destra partono anche da una sorta di “fascinazione” nei confronti dell’estrema sinistra e della costrizione di una solida base ideologica dalla quale far scaturire le idee. Ed è per questo, per aver assunto modalità proprie della sinistra ideologica, che la nuova destra attira quella parte dei ceti operai delusi dal comunismo e dalla socialdemocrazia.

Punto di riferimento  è Götz Kubitschek fondatore del think tank di estrema destra  Denkfabrik Institut für Staatspolitik e titolare della casa editrice Antaios , uno degli animatori del movimento identitario. “Alcune delle sue idee vengono direttamente dal giro di Rudi Dutschke, l’esponente della sinistra che morì in seguito alle ferite provocategli da un avversario politico”, dice Wagner.

 

Foto: Thomas Wagner

 

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