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Figli si oppongono alla grazia per la madre, la Circe della Versilia Notizie dalla toscana

Niente grazia per Maria Luigia Redoli, meglio conosciuta come la Circe della Versilia, condannata all'ergastolo con l'accusa di essere la mandante dell'uccisione del marito Luciano Iacopi, accoltellato dall'ex amante della donna, Carlo Cappelletti, il 17 luglio 1989 a Forte dei Marmi. Ad opporsi ad ogni forma di perdono sono i due figli, Diego e Tamara. I due figli della Redoli sono stati ascoltati dalle Forze dell'Ordine in merito alla richiesta di clemenza avanzata dalla donna al Presidente della Repubblica. La Redoli, 72 anni, che nel frattempo ha ottenuto lo stato di semiliberta', e' tornata agli onori della cronaca grazie ad un libro di Mario Spezi ('Nel buio di una notte di luglio'). Parlando con il giornalista-scrittore la donna, che si e' sempre proclamata innocente, avrebbe accusato implicitamente la figlia Tamara di coinvolgimento nell'omicidio. Dopo l'uscita del libro, Maria Luigia Redoli, attraverso il suo avvocato, ha tuttavia smentito quelle dichiarazioni, confermate pero' da Spezi. ''Per tornare sulle pagine dei giornali o in televisione farebbe di tutto'', dicono i figli. ''Considerato quello che e' accaduto, oggi, non intendiamo neanche darle un'adeguata sepoltura: per noi e' gia' morta e sepolta''.

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