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Filiera corta: a Sesto il primo mercato stabile Economia

Fare in modo che i prodotti tipici della tradizione agronoma toscana transitino direttamente dal produttore al consumatore, per garantire l’alta qualità delle produzioni, abbattere i costi e contribuire alla difesa dell’ambiente con la vendita di prodotti “a chilometro zero”, cioè provenienti solo dal territorio: a Sesto fiorentino è attivo il primo mercato stabile “di filiera corta” su area pubblica dell’intero territorio provinciale fiorentino. Previsto a cadenza mensile, in prospettiva quindicinale, per tutto l’anno offre la vendita diretta di prodotti agroalimentari locali: una realtà il cui il lieto esordio era stato annunciato dall’assessore sestese all’economia Roberto Drovandi in conferenza stampa alla fine dello scorso Novembre, dettagliando la delibera approvata dal consiglio comunale. La sede adibita ad ospitare il nuovo mercato è il parcheggio di viale Ariosto, tra via Lazzerini e via Corsinovi, di fronte ai giardini della Zambra, il primo lunedì di ogni mese con orario 8-14. Nell’area sono stati previsti venti posteggi standard di tre metri per tre da assegnare ai produttori agricoli, convertibili anche in dodici posteggi standard e quattro posti più grandi riservati a camion negozio, oltre a quattordici spazi dedicati alla sosta dei veicoli a uso del mercato. L’assegnazione degli spazi è avvenuta, si legge nel comunicato stampa diramato, “nel rispetto del criterio di territorialità delle imprese, attribuendo la priorità alle aziende provenienti dal territorio di Sesto Fiorentino, e a seguire a quelle degli altri comuni della Piana, dei territori di Fiesole e Vaglia (sottoscrittori del protocollo per la costituzione della Strada dell’Olio dei Colli Fiorentini) e del resto della Toscana”. Le aziende presso cui è possibile acquistare prodotti rispondono a una serie di requisiti di qualità e di trasparenza: i prodotti commercializzati nel nuovo mercato “di filiera corta” sono inseriti nell’elenco regionale dei prodotti agro-alimentari tradizionali, in sistemi di tutela e valorizzazione (Dop, Igp, Doc, Docg, Igt e marchi collettivi) oppure oggetto di certificazione del processo produttivo (agricoltura biologica, biodinamica ecc.). Sui banchi si potrà così acquistare, con abbondanti garanzie, frutta, verdura, conserve vegetali, carni, uova, pesce, insaccati, latte, prodotti caseari, miele e derivati, così come erbe officinali, aromatiche, piante e fiori. “Favorire le produzioni locali – ha spiegato l’assessore Drovandi – vuol dire anche incentivare un acquisto consapevole da parte dei consumatori, con un occhio di riguardo alla tracciabilità e alle caratteristiche qualitative dei prodotti”.
Mario Agostino

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