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Film Middle East Now: non solo cinema Cinema, Middle East Now

Il Medio Oriente sarà protagonista nella quarta edizione di Film Middle East Now, il festival internazionale di cinema, progetti artistici, incontri ed eventi che ha avvicinato Firenze al mondo mediorientale. Oltre al cinema che verrà presentato tra Cinema Odeon e Auditorium Stensen anche l'arte contemporanea, in particolare quella pop, sarà protagonista della rassegna in diverse location della città. Due saranno i grandi esponenti di questa corrente artistica, Rana Salam, la regina dell’estetica pop mediorientale e Hassan Hajjaj, considerato nella scena dell'arte internazionale l'Andy Warhol del mondo arabo.

La graphic designer libanese Rana Salam, artista tra le più affermate e celebrate di tutta la scena mediorientale di oggi, sarà sotto i riflettori a questa edizione del festival con un'installazione e un temporary shop, curati dal gruppo di architetti Archivio Personale di Firenze, e una lecture in collaborazione con il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, su come ha reso chic l'immaginario più popolare del mondo arabo. L'artista dopo gli studi a Londra è stata tra le prime a riscoprire e rilanciare un immaginario pop della cultura araba più recente, mescolando le immagini dei poster dei famosi film egiziani degli anni ’80, alle colorate confezioni dei chewing gum libanesi Chicklet, ispirandosi a figure mitiche della cultura popolare come la cantante Oum Kalthoum. E’ stata scelta per realizzare l’interior design e le atmosfere per department store come Harvey Nichols, per catene di ristoranti alla moda come Le Comptoir Libanais a Londra, e la stessa Rana è stata anche coautrice del famoso libro “The secret life of Syrian Lingerie”, la pubblicazione che indaga il ruolo della Siria come il più importante produttore di biancheria intima di tutto il Medio Oriente. Rana Salam è stata anche una delle iniziatrici di un trend forte della scena di Beirut: quello di aprire negozi temporanei nel centro della città, e iniettarci atmosfere pop e creatività contemporanee.

A Firenze, in occasione del festival, sarà protagonista di un temporary shop – in cui saranno presentati e venduti gli oggetti firmati Rana Salam – che resterà aperto dal 6 al 27 aprile negli spazi del concept store fiorentino in via della Mattonaia 24,Societé Anonime. Una sua installazione andrà in scena al Cinema Odeon nei giorni del festival, e la graphic artist terrà anche una lecture giovedì 4 Aprile alle 18.30 al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina dal titolo “Dalla cultura popolare allo chic: il pop design Middle East di Rana Salam”. La presenza di Rana Salam a Firenze è supportata anche da IED Istituto Europeo di Design, con avrà alcuni dei suoi studenti coinvolti nel documentare in modo creativo la presenza della graphic artist libanese Rana in città.

Il festival ha anche il grande pregio di portare per la prima volta in Italia una mostra personale dell’artista marocchino Hassan Hajjaj. Dal 5 aprile al 5 maggio nell'Aria Art Gallery di Borgo Santi Apostoli 40 sarà opsitata la mostra dal titolo VogueArabe, un progetto in collaborazione con l’Ambasciata del Marocco in Italia. A Firenze saranno presentati 12 suoi lavori più una serie di abiti concepiti per questo progetto: fin dal titolo, il progetto è un ironico e provocatorio richiamo al magazine Vogue, ai suoi shooting glamourous e patinati, molto spesso ambientati proprio nelle casba di Marrakesh o Casablanca. Se Vogue mette in scena modelle europee, questa volta Hassan Hajjaj propone al pubblico una serie di ritratti delle sue donne, di marocchine che indossano vestiti ideati dallo stesso Hajjaj.

VogueArabe è una mostra in cui presento una serie di lavori realizzati negli ultimi anni – dice l’artista Hassan Hajjaj metto in scena alcune amiche dal Marocco, o in definitiva dal cosiddetto mondo arabo, che sono al tempo stesso fiere e reali: persone che vogliono mostrare la nostra cultura, l’orgoglio, la forza, i nostri abiti tradizionali, lo stile, urban. swaga… ho usato tanti riferimenti alle griffe e ai marchi per aggiungere un pizzico di gusto, per osservare come alla fine siamo tutti uguali”.

L’uso degli accessori, il rimando a quelli delle griffe d’alta moda e all’abbigliamento sportivo, i loghi che trascendono da qualsiasi memoria per l'orientalismo o la condizione della donna – giovane, molto velata, e al tempo stesso donne vestite che si trasformano in icone da riviste e star hip-hop: sono questi gli stilemi tipici degli utlimi lavori di Hassan Hajjaj. Kitsch e molto colorate, sovversive e stravaganti, le opere di Hassan Hajjaj cercano di riflettere sul modo in cui Oriente e Occidente si vedono reciprocamente, e sul confronto culturale che si innesca tra questi due mondi.

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