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Filosofi ed economisti a consulto sul futuro del calcio italiano Sport, STAMP - Azienda

Firenze – Il campionato del mondo senza gli azzurri è ormai alle porte, le grandi finali dei tornei europei si stanno disputando senza i club italiani. Un finale di stagione modesto, come modesti sono stati i risultati dell’arte pedatoria italica degli ultimi anni.

Seppure colma di nostalgia, siamo nell’atmosfera giusta per riflettere sul futuro del calcio italiano. Per farlo in un’ottica che non sia solo quella dei grandi allenatori e delle stelle internazionali si sono messi al lavoro due filosofi e un economista con un saggio, “Dove va il calcio italiano? Filosofando prima e dopo l’Apocalisse” (thedotcompany editore) che verrà presentato il 22 maggio a Firenze (ore 18, Libreria Ibs-Libraccio, via de’ Cerretani).

Alessandro Pagnini, docente a Firenze di Storia della Filosofia e Corrado Del Bò, docente di Filosofia del Diritto alla Statale di Milano, assistiti da un economista militante, Emilio Becheri, grande esperto di economia del turismo, si sono dati da fare per smontare alcuni luoghi comuni dello sport più popolare e diffuso.

Si può parlare di calcio, con gli amici di sempre, dalla finestra dello studio? Può aiutare la filosofia a pensare più correttamente di calcio? E’ vero che “chi sa solo di calcio non sa niente di calcio? I tre autori si sono proposti di dare risposte a questi interrogativi con l’aiuto di Sergio Givone, uno dei più conosciuti esponenti della filosofia italiana, scrittore e saggista.

Per rilanciare il calcio italiano, ammonisce Pagnini nel suo saggio, occorre liberarsi di dogmi e pregiudizi pensando a passati allori: “La vera sfida della creatività – afferma – non è tanto quella dell’avere idee nuove, quanto quella di saper cambiare le idee vecchie, come minimo di saperne vedere i limiti, magari con una buona dose di ironia”.

Foto: Del Bò, Pagnini e Becheri

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