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Filotex e Padre Agostino, una storia indimenticabile Sport

Firenze – Il Monastero di Santa Lucia alla Castellina, situato sulle colline di Sesto Fiorentino, è un punto di riferimento importante del ciclismo. E’ ufficialmente il Centro Spirituale della Federazione ciclistica italiana; nel mese di novembre, da molti anni, si tiene un evento ciclistico a livello nazionale, con al centro la consegna, ad un corridore che si è particolarmente distinto, del prestigioso e popolare “Premio Coraggio ed avanti” che richiama circa 300 sportivi.

E’ pure la sede di tante iniziative legate allo sport della bicicletta. Si svolgono ogni anno diverse assemblee tra le quali quelle dei direttori sportivi italiani e del Gruppo giudici di gara toscano; l’annuale convegno dei soci, sono circa 200, delle “Glorie del ciclismo toscano”; il raduno di squadre ciclistiche dilettanti, una volta anche una selezione azzurra giovanile.

E regolarmente ogni anno si ritrovano al Monastero gli ex corridori della Filotex squadra ciclistica professionisti di Prato sulla scena dal 1965 al 1975. Questo club ciclistico pratese ed il monastero sono  “legati” da una lunga, indimenticabile e singolare storia.

Ai primi degli anni sessanta ai tre proprietari e dirigenti della azienda tessile Filotex – Gelli, Giovannelli e Santanni – ed al team manager Gianbene – nasce l’idea di entrare e subito a livello professionisti nel mondo del ciclismo. Ma si posero anche un interrogativo : sarà una decisione giusta?.

Per avere un parere, a loro giudizio determinante, raggiunsero in auto il convento di Lugo di Romagna nel quale c’era il Padre carmelitano Agostino Bartolini nativo di Sagginale di Mugello e del quale erano devoti. E’ un’iniziativa giusta ed interessante disse ai suoi ospiti e di quella squadra sarò il Padre spirituale.

Nacque così la squadra Filotex e nel 1969 Padre Agostino da Lugo fu trasferito al Monastero della Castellina dove è rimasto fino alla sua recente scomparsa (ora riposa in una piccola cappella per lui costruita nel  bosco del monastero).

Questa vicenda spiega anche perchè all’intero del monastero è sorto un museo Filotex ristrutturato e completato in questi giorni grazie all’impegno di Giacinto Gelli, Luca Limberti e loro collaboratori.

Il museo – tre stanzette – contiene un centinaio di “pezzi” tra cimeli, trofei, targhe, tantissime foto alcune uniche, attestati. E le maglie dei corridori compresa quella tricolore di Bitossi. Ci sono pure le biciclette di Franco Bitossi e Francesco Moser i leader che in tempi diversi hanno guidato la squadra la quale in 11 anni di attività ha totalizzato oltre 200 vittorie.

Ci sono anche i nomi dei 53 corridori che hanno indossato la maglia della Filotex : Andreoli, Ballini, Bariviera, Emanuele e Marcello Bergamo, Bitossi, Bodei, Bortolotto, Carlesi, Cavalcanti, Caverzasi, Chiarini, Colombo, Cumino, Dallai, Della Torre, Pasquale e Fabrizio Fabbri; Favaro, Fontanelli, Gallon, Giuliani, Grassi, Laghi, Lenzi, Mannucci, Marchetti, Marzoli, Aldo, Diego e Francesco Moser, Muccioli, Gabriele e Marcello Mugnaini, Nencini, Passuello, Picchiotti, Poggiali, Poli, Rimessi, Rosolen, Rossignoli, Salutini, Simonetti, Soldi, Sorlini, Spinelli, Talamone, Tempestini, Urbani, Vicentini, Zanchi e Zilioli.

 

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