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Filpucci lancia a Pitti Filati una linea a Km Zero Economia

Firenze – In occasione di Pitti Filati, Filpucci presenta una innovativa collezione realizzata con lana italiana, una nuova interpretazione di produzione Km Zero  lavorata nei propri stabilimenti di Firenze.

Per rafforzare il proprio impegno nel campo della responsabilità e della trasparenza. Filpucci ha inoltre realizzato l’indagine LCA sui quattro articoli best seller della propria collezione Woollen Selection realizzati con materiali riciclati: l’azienda è stata pioniera nell’impiego di queste fibre, valorizzandone la versatilità.

La new entry dei materiali in collezione AI 22/23 è l’impiego di lana italiana, che ha permesso di realizzare una collezione di filati a Km Zero. Si  tratta di lana proveniente da pecore autoctone del nord della Puglia, le Gentili di Puglia; un materiale che arriva da una filiera italiana, grazie alla collaborazione con alcuni allevatori che hanno imparato alcune tecniche per migliorare la qualità della lana di queste pecore, in genere utilizzate per il settore caseario. La gentile di Puglia è una pecora che ha un vello molto soffice, che lo rende particolarmente prezioso e versatile nell’interpretazione. Filipucci ha inserito due articoli in collezione fatti con questo materiale.

Il primo è Salentino , un filato dall’aspetto estremamente pieno e voluminoso, e dalla mano solida, di una qualità molto resistente, per capi che sembrano fatti a mano e dal sapore “vintage”.  Poi c’è l’articolo Altamura per look più estrosi e ricercati con un effetto“spugna” molto voluminoso.

L’altra novità della stagione è l’analisi LCA effettuata da Filpucci (Life Cycle Assestment) per misurare gli impatti ambientali della propria produzione. Consumo di acqua, energia, CO2 tutti misurati e verificati seguendo le più recenti linee guida per l’effettuazione di questo tipo di studi. Uno strumento a disposizione dei propri clienti per fornire il maggior numero di informazioni sugli impatti e aiutarli a fare scelte consapevoli. La misurazione è stata applicata a quattro articoli della collezione cardata, che hanno una composizione di materiale riciclato che oscilla tra 95% e il 75%.

Non si può parlare di sostenibilità se non viene effettuata una serie di misurazioni degli impatti: solo così si può impostare un percorso di miglioramento in totale trasparenza. La LCA, effettuata da Process Factory e validata da ICEA, ha permesso di misurare il ciclo di vita del prodotto, acquisendo informazioni importanti sul consumo di acqua, di energia, sull’impatto di CO2.

Emerge chiaramente che i materiali che contengono una percentuale maggiore di materiale riciclato, sono anche i più virtuosi per l’ambiente. L’articolo JFK riduce del 98% l’uso di acqua rispetto a un articolo fatto con la stessa composizione ma con materiali vergini. Il Ninetyfive riduce dell’83,5% il consumo di CO2; il Seventyfive riduce il consumo di energia del 42%, ma con il JFK si arriva al 75% di risparmio.
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