energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Fiom Cgil, annuncia autunno caldo su molti settori Notizie dalla toscana

Firenze – Vertenze aperte sul territorio, stato di salute dei vari settori, prossime mobilitazioni. Sono questi gli argomenti che sono stati trattati questa mattina durante l’incontro della Fiom Cgil Firenze presso la sede di Cgil Toscana al quale hanno partecipato il Segretario Generale  Daniele Calosi e i membri della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze.

Una fotografia con luci e ombre che ha interessato diversi settori produttivi.

“Si preannuncia un autunno caldo non solo per il clima meteorologico – ha spiegato il segretario generale della Fiom Daniele Calosi –  ma sarà un autunno caldo per la semplice ragione che abbiamo tante vertenze che ancora stentano a trovare una soluzione. La più grossa è Beakert che in netto della tenuta o meno del governo, vorremmo arrivare ad una soluzione al più presto”

Crisi o non crisi, quello che il segretario generale della Fiom ha tenuto ha sottolineare con forza e che il tavolo deve restare aperto “l’importante è che ci sia un tavolo al Ministero dello sviluppo economico che provi a trovare una soluzione per tutte le persone in cassa integrazione”.

Non solo di Bekaert si è parlato, ma anche di settori come gli accessori moda, dove sono impiegati circa 4100 addetti tra Sesto Fiorentino e Scandicci. Di questi il 68% lavora per Gucci anche non in monocommittenza. In questo settore a breve dovremmo affrontare il problema della certificazione etica e su come si discute della gestione dei costi e degli orari e di altri variabili.

In questo settore si segna una decisa crescita a livello di fatturato e di personale sono in aziende come la Mami di Sesto Fiorentino, la Giosi 2 di Campi Bisenzio, l’FGF di Scarperia e San Piero, la LCS Stamp di Barberino di Mugello.  Un’espansione che comunque è sempre soggetta ai movimenti dei brand committenti con picchi di richiesta a brusche frenate. Movimenti che  mettono a rischio la tenuta dei piccoli artigiani e di tutto il distretto.

Non solo ombre per il sistema produttivo della provincia fiorentina. Ci sono anche risvolti positivi come l’ingresso di multinazionale e grandi industrie ha permesso di mettere in sicurezza un corposo tessuto produttivo di qualità.  Vedi la Neri di Barberini passata a Marchesini group, della Atop di Barberino Tavarnelle passata al gruppo IMA che è già presente a Calenzano o della Laika acquistata prima dal gruppo tedesco Hymer ed offri dagli americani di THOR.

“Secondo  – Daniele Collini funzionario  Fiom CGIL Firenze –  questo è dovuto alla grande professionalità dei lavoratori. La crisi non l’abbiamo superata, ma è passata meglio grazie alle professionalità dei lavoratori”.

Un altro settore che regge bene dal Chianti al Mugello è la meccanica di precisione, la produzione di impianti per l’industria di vino e olio mantiene i livelli degli anni precedenti. 

Un altro settore in crescita è quello dell’informatica, in particolare della telefonia, soprattutto con l’avvento del 5G. I fatturati aumento, ma le aziende non intendono redistribuire in maniera consistente e collettiva la ricchezza con i lavoratori.

“Settore all’avanguardia con fenomeni ottocenteschi – commenta Alessandra Scoscini membro della segreteria FIOm CGIL -. Gli informatici sono sempre connessi, h24 cercano di risolvere i problemi tutto a costo zero. In pratica il lavoro aumento, ma il salario rimane sempre quello. Aumenta il fatturato, ma l’azienda non redistribuisce”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »