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Fiorella Mannoia, una ‘nuova’ cantautrice alla scoperta del Sud del Mondo Cultura

"Come si cambia", cantava Fiorella Mannoia al Festival di Sanremo nel 1984. A distanza di ventotto anni, la cantante romana dai capelli rosso fuoco è cambiata davvero. Nel suo 15° disco di inediti, "Sud", uscito il 24 gennaio, la Mannoia si cimenta per la prima volta in veste di autrice, firmando due brani: "In viaggio", in cui ipotizza un dialogo con una figlia che sta per partire verso 'il viaggio della vita', e "Se solo mi guardassi", musicata da Ivano Fossati. Ed è proprio Fossati ad aver composto molti dei pezzi cantanti finora dalla Mannoia, così come De Gregori, finchè un giorno, come ha spiegato la cantante durante la presentazione del nuovo disco a Firenze, "scrivere è diventato naturale". E' una Mannoia nuova quella che si ascolta in "Sud", un album ispirato dalla lettura del libro "Terroni", di Pino Aprile, che ha permesso alla cantante di scoprire un'altra verità sul Sud del mondo: "il libro di Aprile mi ha colpito profondamente – ha dichiarato la Mannoia – perché mi ha fatto conoscere una storia diversa dell'Italia e del Sud che non si trova nei libri di testo. Da lì, il concetto di Sud si è esteso fino a comprendere il meridione di tutto il mondo, dal Sud dell'Africa al Sudamerica: tutte queste terre sono state depredate, saccheggiate, offese ed abbandonate, ed è pensando a loro che ho deciso quale dovesse essere il tema del disco". Il Sud attraversa tutto il concept album della Mannoia, dall'immagine in copertina, con la cantante che cammina in una strada di Salvador de Bahia, in Brasile, alla sonorità prevalentemente acustica, caratterizzata dalle percussioni, alle collaborazioni (oltre a Frankie Hi Nrg, Bungaro, Barbarossa e Fossati, la Mannoia ha collaborato con l'artista senegalese Natty Fred, il palestinese Faisal Thaer, gli spagnoli Niño Josele e Israel "Piraña" Suarez), fino alla dedica del disco a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dal 1984  al 1987. "La figura di Sankara mi ha folgorata. Non conoscevo la sua storia – ha confidato la cantante romana – ma mi sono informata e ho scoperto quanto sia stata grande la lezione umana e poltica che ha lasciato al Burkina Faso, assicurando a tutti l’assistenza sanitaria, incrementando la scolarizzazione, eliminando i privilegi della classe dirigente e riducendo la povertà. Inoltre, da donna non posso che apprezzare il lavoro svolto da Sankara per promuovere l'emancipazione femminile". Un'emancipazione che nel caso della Mannoia ha sicuramente dato i suoi frutti: è di questi giorni la notizia dell'inaugurazione di un nuovo edificio che ospiterà le aule didattiche del Polo Universitario di Coppito in Abruzzo, creato grazie all'impegno dell'Associazione culturale Madraxa e ai fondi raccolti dal concerto e dalla vendita del dvd del progetto "Amiche per l'Abruzzo", a cui hanno partecipato Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Elisa, Giorgia e Laura Pausini. Adesso è la volta del tour della Mannoia, che aprirà la stagione di concerti a Napoli, il 21 marzo, e sarà a Firenze il 30 marzo presso il Nelson Mandela Forum. Nel tour sarà coinvolta anche l'associazione Axè, fondata da Cesare de Florio La Rocca, che si occupa di ridare dignità, ed una nuova vita, ai bambini brasiliani che vivono per strada e restano vittime di criminalità e droga. Per aiutarli, l'associazione Axè, di cui la Mannoia è testimonial italiana, ha inventato la 'pedagogia del desiderio', una forma di rieducazione attraverso l'arte, la musica e perfino la capoeira. "Questo metodo ha riscontrato un notevole successo – ha spiegato la cantante – e per questo cercheremo di esportarlo in Italia attraverso il mio tour, facendo incontrare i pedagogisti con le associazioni nostrane". "Ma non ha paura di cogliere il pubblico impreparato da tutte queste novità?", chiedo a Fiorella Mannoia. "Cercare nuove ispirazioni e nuove sonorità è fondamentale nel mio lavoro, altrimenti finirei con ripetermi continuamente". Che domanda, ho dimenticato che è proprio lei a cantare, in "Sud"…"Io non ho paura/Di quello che non so capire/Io non ho paura/Di quello che non puoi vedere/Io non ho paura/Di quello che non so spiegare/Di quello che ci cambierà". 

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