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Fiorentina, a Sinisa sono mancati gli Uomini Sport

Si perché, in effetti, l'esonero di Sinisa Mihajlovic (al quale in società, tra l'altro, nessuno ha chiesto di dimettersi come si favoleggiava nella giornata di ieri) e, soprattutto, l'arrivo scontato di Delio Rossi sulla panchina viola sanno tanto di scelta populista. Una scelta che potrebbe anche rivelarsi positiva ma che sembra essere stata concessa alla tifoseria "per sfinimento", viste le contestazioni sempre crescenti e il clima in città ormai insostenibile. Mihajlovic, purtroppo, non era piaciuto alla maggioranza dei tifosi già dal giorno della presentazione allo stadio. Poca gente, troppi proclami, nessun risultato concreto. Questi tre fattori hanno quindi scatenato la reazione a catena che tutti ben conosciamo e portato all'esonero di un allenatore che (bisogna riconoscerlo!) non ha mai avuto paura di entrare in uno spogliatoio sulla porta del quale, in senso figurato, c'era ancora attaccato il nome di Prandelli.
Un nome radicato ancor di più nella mente dei giocatori, incapaci di adattarsi al nuovo stile dell'allenatore serbo e diffidenti verso un uomo che poche settimane dopo il suo arrivo li definì in conferenza stampa dei "bambini viziati".
Aveva ragione lui. I vari Montolivo, Gilardino, Gamberini, ecc… non sono dei lottatori, dei combattenti, e mai lo saranno. Sono piuttosto degli allievi diligenti e bisognosi, di conseguenza, di un maestro come lo era Prandelli e come potrebbe esserlo Rossi.
A Sinisa, invece, sarebbe piaciuto allenare degli Uomini pronti sempre a lottare per la maglia viola, terminando la partita (come diceva un mio allenatore) con "i parastinchi degli avversari tra i denti".
Tutto ciò non sarebbe mai potuto accadere, nonostante gli sforzi di Mihajlovic. In fondo, non si può insegnare a una lepre a cacciare. Se risultati e gioco, quindi, non arrivavano la colpa non deve e non può essere addossata solo al tecnico serbo ma anche, e soprattutto, agli stessi protagonisti in negativo delle ultime cinquanta e più partite disputate in giro per l'Italia in queste due stagioni. Protagonisti, in senso negativo, che adesso si ritrovano con l'allenatore acclamato dalla piazza ma senza quel
parafulmine che rispondeva al nome di Sinisa Mihajlovic. Loro lo sanno e lo sa la gente, che non perdonerà ai calciatori altri errori eclatanti.  Delio Rossi, dal canto suo, inizia quest'avventura con il consenso della tifoseria; cosa che in una città come Firenze è importante se non fondamentale. L'augurio, quindi, è che riesca a trasformare questa Fiorentina per iniziare un ciclo vincente. A Mihajlovic, di cuore, che si ritrovi presto ad allenare la squadra di Uomini che tanto avrebbe desiderato a Firenze dove, al momento, rimangono dei sorridenti e innocui leprotti.

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