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Fiorentina Babbo Natale, regali a tutti e bastonate per se’ Opinion leader

Firenze – Cosa si può inventare di più per farsi del male? Come si può continuare a regalare gratuitamente senza essere sospettati? Attenta Fiorentina, perché non è escluso che la giustizia sportiva intervenga a indagare su fatti che potrebbero avere a che fare col calcio scommesse! Una partita come quella di ieri si deve vincere quattro o cinque a zero, fermandosi a un certo punto per rispetto del povero avversario. E invece la Viola continua a mirare ai pali, a prendere a pallonate i portieri, a spadellare a porta vuota. Poi, per sbaglio, due palloni entrano; ma sul due a zero sarebbe troppo facile, anche poco divertente. E allora regala due gol agli avversari in tre minuti con altrettanti retropassaggi da oggi le comiche. Sfortuna vuole, però, che su un cross di Pasqual destinato a Gomez (che tanto si sa che non ci arriva) malcapiti Cuadrado che la mette dentro; e poi c’è anche quel narcisista di Joaquin, che pensa “tanto ormai abbiamo vinto pur senza volere, perché gli avversari non sono in grado di tirare in porta, e allora posso anche segnare un inutile bel gol!”. Ah, imprevidente! Joaquin non aveva calcolato che, se non c’è la Fiorentina a regalare, ci sono sempre gli arbitri a penalizzarla. E infatti spunta dal nulla un rigore più che dubbio, dopo che nel primo tempo ne era stato negato uno solare a Pizarro. Insomma: per colpa di Joaquin, non siamo riusciti nell’ennesima impresa autolesionistica dell’anno!

L’ho messa sullo scherzo, ma è uno scherzo amaro. Perché a una giornata dalla fine del girone d’andata siamo a piangere fiumi di latte versato. Basti ricordare i quattro punti regalati a Sassuolo e Genoa in casa, ai tre punti regalati domenica al Parma (dovrei aggiungere anche i punti persi con Samp e Empoli), per rendersi conto che abbiamo mancato un’occasione più unica che rara di essere addirittura ai vertici della classifica. L’anno scorso la Fiorentina girò a 37 punti. Li potevamo avere anche quest’anno, e quest’anno sarebbero stati punti molto più pesanti, visto che le avversarie per i posti Champions viaggiano a medie decisamente inferiori. Comunque, se finissimo il girone d’andata a 30 punti, faremmo comunque meglio del girone di ritorno dell’anno scorso (28): quel girone in cui sono cominciate le pratiche autolesionistiche della Fiorentina la quale, non paga di sbagliare lo sbagliabile in campo e non contenta degli infortuni che la falcidiavano, decise anche di fallire in pieno la campagna acquisti di riparazione (Matri, Anderson e Diakité, tanto per tornare dal mercato con la sporta piena!). E ora ci risiamo.

Siamo al gennaio dell’anno dopo a vedere di rimediare alle tante disgrazie; alcune volute, Neto, per esempio; altre subite, come Gomez; che pure non ci è piovuto dal cielo, ma ce lo siamo comprati a caro prezzo senza vedere che non poteva e non potrà mai, neanche il giorno che recupera un po’ di autostima e di fortuna, essere il centravanti che ci vuole alla Fiorentina. E poi basta con questa psicologia pietistica! Non ricordo quale comico si chiedeva perché si debba parlare sempre di complessi di inferiorità, quando ci sono persone che sono davvero inferiori! E nonostante tutto siamo lì, in lotta per il terzo posto, con la consapevolezza di essere una squadra forte già ora e con buone possibilità di migliorarci con due o tre acquisti mirati. Li vogliamo sbagliare anche quest’anno? No? E allora provvediamo nel modo più sensato e meno sospetto per chi indaga sul calcio scommesse. Diamanti, inutile, ormai c’è; ora ci vuole un centravanti, e al momento, se non sarà Vucinic (il mio preferito) deve essere Osvaldo, perché ha i piedi sudamericani, perché non è male neanche di testa, e perché, sia pure con alti e bassi, è un giocatore che vede la porta. Via Gomez e Marin, una coppia da regalare a una squadra tedesca in cerca di gloria (o di vecchie glorie!),via Iakovenko, Lazzari e El Hamdaoui, via in prestito Brillante e Hegazi. Magari rinnoverei il contratto anche a Diakité, se a costo zero, perché in difesa urge un rincalzo veloce che conosca un po’ le esigenze di Montella. Ma soprattutto ridarei il numero uno a Neto, perché anche il masochismo più morboso ha un limite. Che la Fiorentina ha già ampiamente varcato…

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