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Fiorentina: cari Della Valle, è l’ora di parlare chiaro ai tifosi Opinion leader

Firenze – Era l’anno Domini 2010. La Fiorentina si era qualificata per la Champions League e aveva superato brillantemente il girone di qualificazione (ricorderete tutti la doppia vittoria con il Liverpool). Già nella campagna acquisti estiva i DLV avevano manifestato un certo disagio, come se quella Champions fosse uno scomodo, più che un onore. Avevano fatto dire a Corvino che bisognava ridimensionare le spese  e lo avevano dimostrato con i rinforzi scelti già in estate: Castillo (ennesimo bluff di un Corvino che evidentemente non poteva evitare di comprare un giocatore all’anno dal Lecce, per una qualche sua ragione), De Silvestri, Marchionni, Natali, Savio (chi era costui?) e Zanetti; a fronte di cessioni assai remunerative, come quelle di Felipe Melo e Kuzmanovic (più Da Costa, Semioli e altri).

Dicevamo, comunque, di una Fiorentina bella e vincente, che arrivò a qualificarsi per gli ottavi di Champions, a giocarsi la Coppa Italia con l’Inter e a lottare in alto in campionato. Successe però l’imprevisto: la squalifica di Mutu a dicembre. Ma fortunatamente c’è il mercato di riparazione. E cosa compra la Fiorentina per giocarsi i tre fronti? Felipe e Bollati a rinforzare difesa e centrocampo; Lljaic, Keirrison e Seferovic per sostituire Mutu: tre ragazzini, due dei quali fermi da mesi, tutti provenienti da campionati minori, che, anche qualora si fossero dimostrati dei campioni, ci avrebbero comunque messo mesi prima di adattarsi al nostro calcio.

Con la sfida contro il Bayern alle porte! E pensare che per sostituire Mutu bastava un Brienza, un Palladino, un Floccari, un Pellissier,un Juninho che aveva finito il suo ciclo col Lione, per non dire un Di Natale o un Cassano, che sarebbero venuti più che volentieri per sei mesi a Firenze. Ma come lo dovevano dire più esplicitamente i DLV che della Champions non gliene fregava niente, che erano spese, impicci, illusioni che poi dovevano essere necessariamente disattese? Nessuno capì il messaggio. E meno male che i tifosi furono distratti da Oviedo (ma che avesse capito lui i disagi dei DLV, e gli fosse andato misericordiosamente in soccorso?) che ci eliminò contro il Bayern, e non fecero neppure caso a quei venti minuti di forcing della Fiorentina, alla quale mancava un solo gol per eliminare il Bayern, con Keirrison a aiutare l’attacco, ma desolatamente inutile, protagonista solo di uno stop aereo con palla in fallo laterale!

Perché ricordo questo episodio amaro? Perché ci risiamo. La Fiorentina si ostina a stare in alta classifica, a puntare sempre più su; i tifosi cominciano a rumoreggiare alla prima sconfitta inattesa. Ma chi dice loro chi siamo, qual è la nostra dimensione? Nessuno della dirigenza, che si nasconde. Allora lo fa Montella, cercando anche di dire ai tifosi di essere un po’ più educati nel contestare (secondo me, con pieno diritto e piena ragione, e se non altro in linea con il suo stile personale, di persona educata e responsabile) e caso mai di indirizzare meglio la contestazione.

E cosa fanno i DLV? Approfittano del momento, vedono l’occasione per scaricare il fulmine, spalleggiamo i tifosi che si sentono offesi , si dicono increduli del comportamento del tecnico e lo scaricano (lo fanno alla svelta, perché Milan, Napoli e altre società in crisi tecnica potrebbero ancora pagare quei 5 milioni di clausola rescissoria). E nessuno ha capito l’antifona neanche questa volta! I DLV vogliono ridimensionare l’impegno, e non lo possono fare con questo Montella dei miracoli. E allora di Montella bisogna liberarsi, e poi dargli la colpa anche dei ritardi con cui si va sul mercato.

Poi bisogna prendere un allenatore che capisca poco di ipocrisie italiane, come Sousa (perché anche Donadoni avrebbe voluto delle garanzie), e via alla “rivoluzione”, resa necessaria dall'”inatteso” contegno dell’infedele! Guarda caso, una rivoluzione che parte da un ridimensionamento di un terzo del monte ingaggi, con quel che ne consegue: che la Fiorentina perderà molti dei campioni che ha, comprerà il nuovo Castillo (neanche il nuovo Felipe, che costò 9 milioni di euro!) e ricomincerà un altro triennio. Con la speranza, questa volta, che non ci sia il tecnico che fa subito il miracolo di portare la Fiorentina in alto, perché poi chi glielo spiega ai tifosi che, senza stadio, senza indotto, senza giocatori cinesi o giapponesi che diano una spinta ai prodotti DLV, non si può tenere in alto la Viola?!

Intendiamoci: io sono d’accordo con i DLV, e sono riconoscente per quello che hanno fatto per la Fiorentina. Vorrei però che fossero più franchi e diretti, che non scaricassero più responsabilità su altri, e che ci prendessero meno per i fondelli. Qualche tifoso mi ha detto che un allenatore non può comportarsi come si è comportato Montella con i DLV. A parte il fatto che non ho ancora capito, e forse nessuno l’ha capito, qual è il capo di imputazione. Ma ricordo un paio di episodi che fanno luce sui rapporti tra allenatore e dirigenza.

L’anno scorso, correva la settima giornata di campionato, Conte, che vedeva la Juve dietro la Roma, convocò una conferenza stampa dove disse che la società gli aveva venduto Giaccherini senza dirglielo e che non gli aveva dato una rosa sufficiente. Mesi dopo, lo stesso Conte fece di peggio, anche nei confronti dei tifosi e della storia della sua società: disse a Capello che lui era stato buono solo a vincere due campionati revocati! Come se Montella avesse ricordato ai DLV di essere stati implicati in calciopoli!  Conte è stato licenziato? No, di certo. Perché le società serie mica si tagliano i santissimi per far dispetto alle mogli! Prima vincono, e poi, magari, ci pensano. E così è stato sempre nel calcio. Quando una squadra ha un vincente, un campione, prima lo difende con tutti i suoi mezzi, a costo di non “impermalirsi”, e poi si lava i panni sporchi in casa. Ma la Juventus vince sempre, e noi non vinceremo mai.  E qualcuno è contento così, forse i DLV più di tutti!

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