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Fiorentina, ci vorrebbe un grande acquisto. Che non verrà Opinion leader

Firenze – Non è tutto chiaro, ma ci proviamo a capire. Che i DLV fossero in vena di smobilitazione, quello era chiaro già dal “licenziamento” di Montella e dalla “sorpresa” per l’affaire Salah: gran sfoggio di milioni, sia per l’ingaggio sia per l’acquisto definitivo, di un giocatore che tutti sapevano che non sarebbe rimasto (lo sapevano i compagni, e perché non lo sapevano i dirigenti?). Io avevo pensato subito male, e si sa che i DLV prima fingono di indignarsi per eventi che provocano, poi si indignano quando qualcuno pensa male.

E allora avevo suggerito una controprova: volete scommettere che tutti quei milioni, quel tesoretto che già dalla cessione di Cuadrado doveva servire a rinforzare la Fiorentina, è solo un luccichio per occhi che non riconoscono gli orpelli? E infatti. Quei milioni sono spariti. Anzi, se ne cercano e se ne trovano altri, con la cessione di Savic, con l’imminente cessione di Gomez, e addirittura 14 (così ha dichiarato la stessa società) con la riduzione della rosa e il mancato rinnovo per i vari Pizarro, Aquilani, Vargas e compagnia cantante.

Al momento si è speso un milione per Gilberto, il resto sono prestiti in entrata e in uscita. Da Savic pare che si ricavino 10 milioni più Suarez; da Gomez, oltre al risparmio dello stipendio, si dovrebbero ricavare 6 o 7 milioni. Più il fantomatico tesoretto che Cuadrado-Salah hanno assicurato. Inutile aggiungere che, se in serie A c’è una squadra che si potrebbe davvero permettere un grande acquisto, quella è la Fiorentina.

Ma il grande acquisto non verrà, e ci dovremo accontentare di una Fiorentina giovane, piena di entusiasmo e di promesse, tutta proiettata verso un futuro che, come la tartaruga di Zenone, i DLV fanno di tutto perché sia irraggiungibile. Non me ne dolgo più di tanto, anche se continuo a provare un certo fastidio per le bugie e le prese di giro (del tutto gratuite) da parte della proprietà e per la dabbenaggine di troppi tifosi.

Ma vediamo, in positivo, di fare il punto. La cessione di Savic è un bel colpo. Ci si aggiudica un grosso centrocampista come Suarez e si fa cassa. Il ricavato potrebbe servire pari pari per acquistare Milinkovic-Savic, un gigante di centrocampo di cui si dice un gran bene e che (garanzia assoluta sul valore!) anche la Lazio avrebbe voluto. Se ne inferisce che la Fiorentina proporrà un centrocampo di peso, forse a due, giacché Badelj (1,86), Suarez (1,88), Milinkovic (1,92) sono tre giganti tutt’e tre portati al recupero palla e alla protezione della difesa.

Mati e soprattutto Borja diventeranno sempre più marginali, anche se per loro si dischiude una prospettiva nell’eventuale terna di centrocampisti avanzati da tenere dietro il centravanti nel 4-2-3-1 prediletto da Sousa. Un unico problemino: a questo punto la Viola ha ottimi centrocampisti (da far invidia alle grandi) ma tutti destripedi. Borja, Mati, Badelj, Vecino, Joaquin e i due nuovi in arrivo sono destri. Meno male che sono sinistri Pepito, Berna e Ilicic; perché se arriva … Destro, abbiamo anche in attacco, con Babacar, altri due destri.

Eccesso di attenzione pedante? Forse, data la tecnica acclarata e il quasi ambidestrismo di tutti. Ma a centrocampo ci penserei un po’ a riempire le linee di giocatori simili, nella stazza, nel tipo di gioco che privilegiano e nel piede prediletto. Quell’attimo in più che impediva ai nostri centrocampisti di tirare efficacemente da fuori era dovuto anche all’innaturalezza del gesto cui erano costretti dalla posizione in cui spesso si trovavano, e anche i tempi e i ritmi del gioco non possono che essere condizionati dalla immediatezza e dalla precisione dei lanci. Se questo dovesse essere un problema, Walace non rimedierebbe, perché anche lui è un destro alto 1,88.

Sono comunque, queste, riflessioni per capire, e non per criticare. Il tipo di gioco voluto da Sousa mi pare delinearsi nitido: una difesa abbastanza bloccata (credo che Tomovic sarà titolare, e che Gilberto giocherà le partite più “facili” e più spregiudicate più quelle internazionali), un centrocampo che protegge basso e che crea spazi là davanti, dove imperverseranno Ilicic (o una “mezza punta” di valore, se dovesse essere ceduto), Mati e Rossi dietro a un centravanti. Con Joaquin e Borja pronti a subentrare nella linea avanzata del centrocampo. Mancherebbe uno stopper affidabile (dietro il quale darei una prova d’appello a Hegazi) e la squadra sarebbe ottimamente costruita per un campionato di bel gioco e di possibili sorprese. E a questo punto, però, dico: perché non cogliere l’occasione favorevole per investire in un “numero dieci” di classe, come il contesissimo Gerson, per esempio?

E non lo dico per rinverdire illusioni su un grande “progetto”, nel quale non ho mai creduto e nel quale credo sempre meno, ma perché a volte la prudenza è autolesionista. Ricordo quando Corvino confessò di avere avuto in mano Balotelli e non osò chiedere ai DLV di spendere per lui, diciottenne, 5 milioni. Ecco, sono questi gli affari che la Fiorentina è timida a concludere, perché sempre incerta tra un presente che deve dare l’illusione del progetto in atto e quel futuro di periodiche liquidazioni che puntualmente verrà. Eppure, basterebbe da parte della dirigenza una dichiarazione onesta, e sono sicuro che i tifosi sarebbero con loro: con meno illusioni e obiettivi più realistici, ma non meno eccitanti.

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