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Fiorentina, come ritrovare la fiducia perduta Sport

Firenze – Non è facile capire cosa sta succedendo. Di sicuro abbiamo tutti, io compreso, fatto male a criticare Montella per il turn over totale della partita contro il Verona. Anche ieri avrebbero dovuto giocare i Rosi,i Lazzari, ma forse anche i Minelli e gli El Hamdaoui. Peggio di quello che hanno fatto i titolari non avrebbero potuto fare.

Ma quella della stanchezza non mi pare una spiegazione soddisfacente. Badelj, Basanta, Gila, Diamanti, Pasqual erano freschi. Salah non mi sembra che abbia addosso il peso di un’annata dispendiosa. Lo stesso vale per Gomez. È la squadra che sembra fuori di testa. Non entra in campo con la giusta concentrazione, e sembra sfiduciata al primo incidente. Contro il Napoli era partita con un attacco assurdo (Ilicic, Diamanti, Vargas), ma nei primi venti minuti non aveva fatto veder palla agli avversari. Poi il gol per un’incertezza di Richards e partita finita.

Incapacità di reagire, di cambiare passo, di inventare schemi  offensivi adeguati. Con la Juve in Coppa Italia era successa la stessa cosa. La partita era tranquilla; gli avversari cattivi, ma anche penalizzati dall’aver messo in campo sei riserve. Entra il gol di Matri e la Viola sparisce. Diciamolo sinceramente: la Fiorentina sembra proprio finita dopo la vittoria contro la Juve a Torino.

Anche il doppio confronto contro la Dinamo di Kiev è stato una sofferenza. Partite dominate e risolte per caso negli ultimissimi minuti contro un avversario decisamente inferiore (e in dieci al ritorno!). Temo che sia l’assoluta deficienza nel gioco d’attacco a demoralizzarla. È come se i giocatori sapessero che hanno da ripetere all’infinito la fatica di Sisifo. Portano palla, ma sanno che non c’è sbocco. I tiri da lontano sono velleitari, i cross sono senza destinazione, i triangoli nello stretto sempre magnifiche incompiute.

E temo proprio che quello 0-3 casalingo contro la Juve abbia fatto perdere alla Fiorentina quel minimo di autostima che le restava e che, diciamocelo, era stato Salah a farle trovare. Anche la sfortuna ci tormenta, soprattutto in attacco. Avevamo detto, finalmente, basta con Gomez; e Babacar, al rientro dopo un noioso infortunio, ci aveva dato l’illusione di poter essere protagonista nel finale d’annata. E invece, per lui stagione finita per aver giocato tre minuti in una partita persa! Rossi avrebbe dovuto già essere in gruppo e avrebbe dovuto già giocare qualche spezzone. E invece lo rivedremo (speriamo!) l’anno prossimo.

Bernardeschi è ancora in rodaggio, anche lui dopo l’infortunio; e poi non si può affidare una stagione a un ragazzo di vent’anni. Dovremo forzatamente puntare su Gomez, fare i soliti commenti benevoli (in fondo tiene alta la squadra, si dà da fare, aiuta anche la difesa…!) per non demoralizzarlo,ma anche qui diciamocelo: con Gomez la Fiorentina gioca in dieci. Non so se avete visto ieri il colpo di testa (che sarebbe stato del pareggio) che chiunque altro avrebbe appoggiato in rete e che lui ha preso di testa-spalla, come ha preso di stinco-corpo il pallone del gol contro la Dinamo, come ha svirgolato storcendosi un ginocchio il più facile dei palloni quando ebbe il suo primo infortunio l’anno scorso. C’è da chiedersi come ha fatto a segnare 40 gol in Europa uno come lui; e c’è anche da chiedersi come abbiamo fatto a liquidare Toni (37 reti da quel giorno!) per prendere un bubbone del genere.

E ora? Si rischia grosso. Si rischia di perdere tutto, anche il piazzamento in Europa che sembrava  in cassa. Già mi figuro un altro stress nel doppio confronto col Siviglia, con altri punti persi in campionato per giocare le due partite al meglio. Ma se troviamo in finale il Napoli che in attacco non sbaglia un colpo? Da un possibile triplete di un mese fa a un fallimento totale! Ora Montella deve tornare lui. Parlerà alla squadra, insegnerà umiltà e concentrazione. Ma dovrà anche ridare fiducia a troppi giocatori in questo momento sfiduciati.

Richards deve giocare (e non Rosi!); Ilicic deve essere sempre preferito a Diamanti; Kurtic e Lazzari devono poter giocare contro quelle provinciali che ci stanno mettendo foga e corsa (che noi non abbiamo neanche quando siamo al meglio). Anche Tatarosanu deve alternarsi a Neto, come all’inizio di annata. E un pensierino a ridare minutaggio a Bernardeschi lo farei. Ma soprattutto proverei in campionato quello che non abbiamo mai provato davvero: un 4-2-3-1, con due centrocampisti di fisico che recuperino palla e tre dietro una punta (Gila), che potrebbero essere Joaquin, Ilicic e Vargas, con Salah (o Bernardeschi) che entra in corso d’opera.

Una squadra un po’ più spregiudicata e offensiva, con meno possesso palla e più gioco negli spazi. Fatta apposta per riprendere fiducia nei propri mezzi e per provare qualche schema offensivo diverso. E magari per tenere sveglio il pubblico con qualche conclusione in porta! Certo poi ci sarà da prendere qualche decisione per l’anno prossimo. E qui, al momento, la vedo proprio dura. I migliori sono vecchi e stanchi; gli altri o se ne andranno o saranno lì a leccarsi le ferite dopo i lunghi infortuni. E non vorrei che Montella sentisse cantare qualche sirena…

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