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Fiorentina con il cuore: ma la testa dov’è? Opinion leader

Firenze – Cosa dovremmo dire, che siamo contenti per una partita della Fiorentina per una volta non soporifera, che ci ha emozionato e ci ha fatto gioire per una risultato meritato ottenuto (come al solito in extremis) contro una buona squadra? Sì e no. Sì per l’impegno, per la professionalità, per il “crederci” della squadra tutta; no per il gioco, per il solito gioco privo di senso, con giocatori fuori ruolo e in posizioni che già di per sé sono velleitarie (alludo alle due “ali” costantemente alte), soprattutto quando l’avversario riesce a leggerti nelle intenzioni e gioca un’altra partita da quella che ti aspetti e tu non riesci a prendere nessuna contromisura, se non quella della solita ammucchiata finale a cinque punte: un avversario che fa densità nel mezzo, che interrompe tutte le linee dei passaggi, che recupera un sacco di palloni col pressing, che non ti consente di ripartire e che approfitta sistematicamente di una difesa viola troppo alta e troppo poco protetta.

Ci ha salvato il secondo tempo, quando la Samp è calata (indebolendosi anche coi cambi) e abbiamo sfruttato meglio gli spazi nelle ripartenze, al punto che si poteva anche vincere. Ma come? Con i due centravanti, con Chiesa e Tello esterni, con Saponara…cioè con un assetto offensivo improvvisato, improponibile se non nell’emergenza di un finale disperato, giocato in barba agli equilibri e alla tattica, che ti può solo rispondere alla domanda se c’è cuore, ma non certo alla domanda (ben più urgente) se c’è “testa” e se c’è gioco.

Anche sui singoli, ogni domenica abbiamo conferme e indicazioni che a me paiono significative ma cui non segue alcuna decisione coerente da parte del tecnico. Per esempio, su Sanchez, che tutti apprezziamo, perché è sempre a disposizione, ha la mentalità giusta, ha carattere e qualità, ma non da terzino destro! Ieri ha giocato con attenzione e qualche numero apprezzabile, ma è responsabile su tutt’e due i gol. E non per colpa sua. Quando sapremo quanto vale in un ruolo che non lo sacrifichi? Quando potrà fare le sue incursioni da mezzala sinistra (come quella di ieri su calcio d’angolo, in cui ha sfiorato il gol in acrobazia) che ne esprimono anche le doti offensive?

E riparliamo di Tello. Il suo primo tempo è stato inguardabile (nonostante la impalpabile contrapposizione di Dodò), con un solo spunto e tanti palloni molli regalati agli avversari. Poi una ripresa più incisiva e coraggiosa. Ma a che pro? Nessun allenatore dopo Sousa giocherà con Tello, che comunque, a riscattarlo, sarebbe una spesa assurda per quello che ha mostrato fino ad oggi. E allora perché insistere su di lui? Per Ilicic vale lo stesso discorso: è un giocatore che sa di non essere più nelle corde della Fiorentina. Perché non far giocare Saponara, che oltretutto non è ancora nostro e dobbiamo decidere se lo debba essere? Le stesse considerazioni valgono per Badelj.

Insomma, a sette partite dalla fine del campionato l’unica certezza che abbiamo (speriamo!) è che De Maio non verrà confermato. Altra certezza sono le dichiarazioni del pifferaio magico a fine partita: “Il gruppo sta crescendo”, “faremo i conti a fine stagione”! Nessuno sa cosa voglia dire, né che differenza fa dal pensare e dire esattamente il contrario. Tanto la squadra in campo è sempre quella, lo schema di gioco non si cambia, i giocatori, se si alternano, è per scelte umorali e gratuite. Rivedremo Salcedo? Che faremo di Tomovic e di Olivera? Cristoforo è bocciato definitivamente per la prova scadente di domenica scorsa o sarà riproposto, magari terzino? Proveremo mai Hagi o Mlakar? Chi lo sa?!

Tra l’altro Sousa continua a dire che sta allenando una squadra “che non è sua“, mentre la società si sta dando da fare per assicurarsi un nuovo tecnico (il che vuol dire che “i conti a fine stagione” sono praticamente già stati fatti). E perché, allora, nessuno dice a Sousa di meritarsi lo stipendio provando ad allenare la Fiorentina per il futuro, magari alternando qualche schema, schierando il 4-3-3 caro a Di Francesco, o almeno una difesa a quattro che, stiamone certi, chiunque succeda a Sousa (Di Francesco, Pioli, Maran…) schiererà? Non c’è buon senso e non c’è logica. Sicuramente – ora le carte sono scoperte – non c’è progetto e probabilmente non c’è neanche società. A noi tifosi non resta che passare i prossimi due mesi a sentirsi dire che il gruppo cresce, sapendo che l’anno prossimo quel gruppo non ci sarà più…

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