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Fiorentina, con il Napoli sarà già partita scudetto Opinion leader

Firenze – Un tifoso, ieri sera, chiedeva simpaticamente in uno striscione che per favore non lo si svegliasse. D’accordo. Culliamoci questo sogno, ma cerchiamo di farlo durare anche di più non abbandonando quel minimo di senso critico che potrebbe aiutare ad allontanare un brusco risveglio. Ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo caparbio tentativo da parte di Sousa di schierare un centrocampo a due con Borja Valero. Io sono altrettanto caparbio nel sostenere che la soluzione è suicida.

A parte il fatto (ieri sera dimostrato) che Borja serve di più nella tre quarti avversaria, resta forte l’impressione che quella inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo, resa ancor più allarmante dalla inconsistenza di Borja nei contrasti (anche questo dimostrato ieri sera come altre volte), sia puro autolesionismo. Se questa è la “rivoluzione” profetizzata da Sousa, non posso esimermi dal dire che è una rivoluzione innecessaria (si gioca a memoria il classico 3-5-2, con un bel mediano a supporto di Badelj; perché cambiare?) e avventata.

Detto questo, e ribaditi i miei dubbi su Sousa, voglio anche tirare le somme su quello che intravedo di positivo, oltre ai risultati, nella Fiorentina di quest’anno. Vedo una difesa più forte, che gioca allineata e compatta, spesso più bassa, sempre protetta da un centrocampista votato al recupero palla e a trovare la posizione giusta per l’interdizione (Badelj, quest’anno, pare davvero un gigante nel ruolo). Vedo uno stupefacente Alonso che sta scalando la classifica dei top players nel suo ruolo. Vedo un gioco più lineare e meno lambiccato, con movimenti studiati a tavolino e meno decisi dall’estro dei singoli (sembra che l’estro sia un peccato perdonato al solo Borja).

Vedo un centravanti vero, che oltretutto sa giocare per la squadra (l’assist di Kalinic a Verdù per il terzo gol è stato un gesto da campione assoluto). E poi continuo a vedere la convinzione e l’applicazione degli anni passati da parte di tutti. Se dovessi dire che cosa manca, direi che manca qualcosa sulla fascia destra, dove ci eravamo abituati ai Cuadrado, ai Joaquin, ai Salah, e dove ora troviamo un compassato Kuba; che però, anche lui come tutta la squadra, sembra il manifesto vivente dell’essenzialità e della praticità (con la speranza che poi trovi anche la gamba per creare superiorità numerica).

Dunque siamo primi, siamo forti e, come tutte le pretendenti al titolo (che però non sono prime come noi!), non siamo perfetti. Proviamo allora, visto che siamo a quasi un quinto del campionato, a fare un po’ di comparatistica che ci faccia valutare più obiettivamente le relative “imperfezioni” e le relative ambizioni.

Ho pensato di stilare una classifica avulsa tra le otto squadre per le quali sono state spese parole di fiducia e di speranza circa l’esito del campionato: Fiorentina, Lazio, Roma, Napoli, Juventus, Torino, Inter e Milan. Una di queste vince. E allora vediamo come si confrontano. Per ora ne esce prima in classifica il Napoli, che avrebbe 9 punti, avendo incontrato e battuto Juve, Lazio e Milan. Seconda la Fiorentina con sei, avendo battuto le due milanesi, e poi la Roma a 3 (vittoria sulla Juve), l’Inter a 3 (vittoria col Milan e sconfitta con noi), il Torino a 3 (vittoria con noi). La Juve è a zero avendo perso da Roma e Napoli, insieme alla Lazio e al Milan.

Tutto sta a indicare che la prossima tra Napoli e Fiorentina, dopo la sosta, sarà una partita scudetto, e che l’altra sfida tra Inter e Juve ci dirà molto sulle loro rispettive quotazioni. Il Napoli, dunque: secondo me la squadra meno “imperfetta”, che ha messo in cascina punti preziosi in scontri diretti, che di partita in partita migliora nel gioco e nella convinzione. Roma e Juve sono ancora in rodaggio e piene…di assenze! Ma indubbiamente sono le due più forti a giudicare dalla somma dei valori in rosa, e hanno l’obbligo di continuare a provarci, con la Roma che sembra avere più chances se aggiusta appena appena la difesa.

Il Milan, con o senza Balotelli, è il ricordo di una grande. L‘Inter, nonostante i risultati, è sempre meno convincente. Ieri poteva perdere a Genova, e non sarebbe stato uno scandalo, perché la Samp è fresca e forte. Ma è il gioco del suo centrocampo che non convince; troppo poco creativo, e anche poco veloce e aggressivo, a dispetto della sua fisicità. E questo non credo sia un difetto facilmente emendabile, come credo, purtroppo per l’Inter, che quest’anno più di sempre aranno i centrocampi a fare la differenza. Aanzi, me lo auguro . Perché se vince la difesa, vince la Juve, e se vince l’attacco vince il Napoli.

Ma se dovessero essere decisivi il centrocampo, l’imposizione dei tempi di gioco, la tecnica nei passaggi e negli assist, il saper leggere le partite e avere la duttilità per interpretarle secondo necessità, allora le speranze si colorerebbero di viola. Purché, e scusatemi la ripetizione ossessiva, non si regali il reparto agli avversari con un uomo in meno e un Borja dove non può stare.

 

Foto: www.fiorentina.it

 

 

 

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