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Fiorentina: Cuadrado addio, benvenuto Salah Sport

Firenze – Se a agosto, a fine mercato, si fosse dovuto dire qual era la forza della Fiorentina, quali erano le certezze e dunque le speranze, si sarebbe detto: la forza è un attacco che nessuno, a parte forse il Napoli, ha in serie A; Gomez, Rossi (quando ci sarà), Cuadrado, ma anche Ilicic, Marin (l’assist man di Gomez anche in  Nazionale) e Babacar. Poi si sarebbe detto di Borja Valero, di Pizarro e di Gonzalo, campioni che garantivano esperienza e classe a centrocampo e in difesa. Molte speranze erano riposte anche negli acquisti: un nazionale croato come Badelj, un lottatore di fisico, giovane ma già navigato nel nostro campionato, come Kurtic, e quel Brillante, che sin dalle prime apparizioni sembrava ben più che una promessa. Un grande attacco, dunque, un ottimo centrocampo e magari una difesa su cui lavorare, ma ci cui difetti venivano ampiamente compensati dalle nostre potenzialità offensive. E se ci si fosse chiesti, con queste prerogative, a cosa volevamo ambire, avremmo senz’altro detto: il terzo posto.

Il calcio è proprio curioso. perché l’unica previsione mantenuta, a ripensare le cose cinque mesi dopo, è proprio l’ultima, il fatto che la Fiorentina sia in lotta per la Champions.  L‘attacco? Uno dei più deludenti del campionato, completamente rivoluzionato ora a gennaio con gli arrivi di Gila e Diamanti e con le partenze di Marin e (forse) di Ilicic. E gli altri “campioni”? Beh, sono sempre i nostri idoli, ma sia da Borja che da Gonzalo ci si sarebbe aspettati assai di più, almeno una maggiore continuità. E invece i protagonisti del girone d’andata sono stati Mati e Joaquin (addirittura esclusi in partenza dalla lista per l’Europa League!), un Vargas che sembrava ormai allo sportello a riscuotere la pensione, un Savic cresciuto a dismisura, un Neto nel quale neanche il più ottimista dei tifosi avrebbe scommesso, e la difesa tutta (che in molti avremmo temuto sarebbe stata il nostro tallone d’Achille). Ma anche Alonso. Chi credeva che avrebbe preso il posto a capitan Pasqual? E lo stesso Pasqual!

Chi credeva che, una volta messo in panchina e addirittura in vendita, si vestisse dei panni del fedelissimo che in più di un’occasione prende in mano la squadra e la toglie dai guai? E Aquilani? Chi avrebbe detto che per tutta la prima parte del campionato sarebbe stato titolare inamovibile e avrebbe anche riconquistato, con merito, la Nazionale? Per non dire del modulo scelto da Montella. Sembrava, sin dal precampionato, che avremmo visto una difesa a quattro e davanti un albero di Natale o un centrocampista avanzato dietro due punte. E invece siamo al 3-5-2 in campionato e al 4-3-3 (con varianti) nelle coppe. Se avessimo scommesso, il banco avrebbe fatto l’en plein!

E ora su cosa scommettiamo? Diciamocelo sinceramente. L’aver venduto Cuadrado ci libera da una lacerante contraddizione. Fieri di avere quello che è stato battezzato “uno dei cinque migliori giocatori del nostro campionato”, ma anche consapevoli della sua involuzione e della sua palese “distrazione”. Ora ha realizzato i suoi sogni di gloria. E noi siamo contenti di volare bassi con giocatori che giocheranno, questo di sicuro, più per la squadra. Salah? Mi dispiace solo che se ne parli, per il suo integralismo religioso, come di persona  poco politicamente corretta. Ma ha fama di gran bel giocatore, a meno che il Chelsea non si sia accorto per tempo che non lo è e ci abbia dato in prestito il secondo pacco dell’anno (dopo Marin).

Io però, a questo punto, toglierei Ilicic dal mercato. Non si sa mai. Salah deve ambientarsi; uno o due dei tre acquistati (lui, Gila, Diamanti) dovranno rinunciare all’Europa (e ricordiamoci che anche Joaquin e Mati reclamano a buon diritto un posto in rosa). Ilicic tra i venticinque c’è, e sono convinto che nel suo ruolo può tornare utile, soprattutto se nelle coppe si continuerà a impiegare il 4-3-1-2. Ora, comunque, non ci sono più scuse. L’alternativa a Gomez, se continua a non funzionare, è di prim’ordine: il sostituto di Cuadrado farà senz’altro più squadra di lui; e con Diamanti si può aspettare Pepito con meno impazienza. C’è dell’altro da fare? Secondo me no. Ho comunque un solo rammarico. Non capita mai che si investa un tesoretto per dei giovani. Io contavo sull’arrivo di Januzai dallo Utd. Ma a Firenze, se si compra un giovane, lo si fa maturare in panchina o in prestito, e poi lo si perde per non avergli rinnovato il contratto per tempo. Così è stato per Neto, così sarà per Baba, e forse così sarebbe stato per Januzai. E allora meglio investire su giocatori sicuri. Anche se, come abbiamo visto, di sicurezze nel calcio…

Foto: www.violanews.com

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