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Fiorentina: fatti e ipocrisie danno ragione agli scettici Sport

Firenze – “Sentiamo scetticismo intorno a noi e non capiamo perché”. Ora ci si mette anche Pradè con le frasi fatte e ipocrite. Ma noi, pazienti, lo prendiamo alla lettera e gli spieghiamo. Siamo scettici perché la Fiorentina ha perso giocatori esperti e di peso internazionale come Pizarro, Aquilani, Vargas, Neto, Gomez, Savic, Gila, Diamanti e Richards (quasi una squadra), ha perso un grande allenatore come Montella (vedi sotto) e per ora ha sostituito solo Neto con Sepe (si parva licet), Richards con Gilberto (chi era costui?), e ha dato fiducia a un tecnico di belle speranze ma ancora tutto da verificare come Sousa.

Suarez, nell’economia complessiva della rosa, praticamente è andato a sostituire Kurtic! Ovviamente diamo credito alla dirigenza e aspettiamo i colpi di mercato. È quello che chiede Pradè rassicurandoci con la constatazione che, risultati alla mano, in tre anni questa dirigenza non ha mai sbagliato (mai!? e chi l’ha portato a Firenze Gomez? e chi l’ha gestito con tanta sagacia l’affare Salah? e soprattutto: chi l’ha licenziato Montella?). Pradè dunque reclama fiducia. Ma promettendo cosa? Per ora si parla del rinnovo a Roncaglia (sic!), dell’acquisto di Astori (capirai!) e di Gila o Borriello (largo ai giovani!) a tappare i buchi dell’attacco.

E intanto si perde, coprendoci di ridicolo, Milinkovic-Savic e si perde anche Walace, giocatori che pure sembravano i prediletti del tecnico per il centrocampo e che non costavano cifre proibitive (lo dice il fatto che poi le spende Lotito). Ma il tecnico stia tranquillo, aveva già dichiarato Pradè, perché alla fine sarà soddisfatto del mercato; non accennando al fatto che il tecnico è già soddisfatto, solo per esser venuto a Firenze, con disponibilità somma e senza pretese. Mentre noi, che a Firenze ci eravamo già e forse con qualche pretesa in più, soddisfatti non lo siamo proprio.

Perché, caro Pradè, tu non c’eri, ma i DLV si sono già comportati in passato in  maniera controintuitiva (per usare un eufemismo) e sul più bello, cioè quando la squadra sembrava sul punto di fare il salto epico, l’hanno disfatta. Successe dopo Prandelli, e successe per le stesse ragioni per cui a noi sembra che stia succedendo ora: i DLV non reggono il peso di aspettative in grande, paventano l’impegno finanziario rovinoso, guardano al monte ingaggi sperando che da monte si trasformi in collina, o meglio ancora in valle.

Per cui anche Destro fa paura, perché ha troppe pretese; e anche Fernando, Juan Jesus, Moreno, Calleri, lo stesso Ljajic finiscono per “non interessare”. Si tratta gente che, se ha un gran nome, si chiama Andreolli, Paloschi o Mario Rui. Si pensa a contentini nostalgici come il ritorno di Cerci (ovviamente a stipendio decurtato). Magari si guarda tra i lungodegenti e pluriinfortunati (come Afellay, per esempio) se si trova qualche giocatore con dieci presenze negli ultimi tre campionati da rianimare.

Bene, benissimo. Ma non ci chiedete perché siamo scettici. Perché è difficile che si ripetano i miracoli di Montella, lui sì un vero taumaturgo. Che da un manipolo di usati insicuri, di mezzi acciaccati, di quasi pensionati, ha tratto una squadra da Champions League, con un gioco da far lustrare gli occhi all’Europa, e che ha valorizzato in modo assolutamente ineguagliabile tutta la rosa a sua disposizione. Ci vogliamo dimenticare che Montella ha tenuto sulla corda e ha utilizzato giocatori come Lazzari e addirittura El Hamdaoui? Che ha resuscitato e riportato al loro alto livello giocatori come Pizarro e Joaquin? Che ha costruito con la sua longimiranza e la sua ostinazione le plusvalenze di Alonso, di Badelj, di Savic, di Gonzalo, di Borja, di Mati, di Tatarosanu, di Basanta e anche di Neto (se gli avessero rinnovato il contratto per tempo) e dello stesso Salah? Che ha gestito alla grande la crescita di giovani come Babacar e Bernardeschi? Che ha “salvato” dal linciaggio morale (e dallo sperpero finanziario della società) Ilicic?

Fatemi il nome di un giocatore che, dopo la cura Montella, vale di meno. Potremmo dire Kurtic, che la Fiorentina avrebbe dovuto riscattare a 6 milioni e che invece è stato venduto all’Atalanta per 3,5. Ma Montella volutamente non ha valorizzato né lui né Richards, per fare un favore alla società che li avrebbe dovuti riscattare. Tutti gli altri, messi insieme, fanno una plusvalenza di una quarantina di milioni; e lo ha dimostrato la cessione di Savic, che ha fruttato Suarez (valutato 15 milioni) più 10 milioni (senza contare che quello che di Montella non si può monetizzare, ma che è un inestimabile valore che rimpiangeremo, è il carattere, la personalità, il crisma internazionale che era riuscito a infondere nel gioco e nei giocatori).

Ma tutti questi milioni in attivo e in plusvalenza, compresi quei 14 (tale è la stima della stessa società) risparmiati sugli ingaggi dei giocatori in esubero e di Gomez, cui avrebbero dovuto aggiungersi quei 30 pronta cassa millantati dai DLV per l’acquisto e l’ingaggio di Salah, dove andranno? Siamo rosiconi a pensare che resteranno in gran parte in cassaforte?

Per ora ci restano tutti, perché le sole spese in uscita sono 1 milione per Gilberto e qualche spicciolo per il rinnovo di Bernardeschi e di…Roncaglia! In attesa, fiduciosa fino a un certo punto, che il nostro scetticismo non venga smentito solo a parole.

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