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Fiorentina: gioco zero, confusione tanta Opinion leader

Firenze – E questa sarebbe la squadra “che ci crede”? Quella che con la “convinzione” e il “lavoro” mette in pratica sempre meglio il Verbo del tecnico? Questa è la squadra dalla “personalità europea”? ERA una squadra di alto livello europeo, a un passo dall’essere davvero una grande. Ora è la squadra di Sousa: un tecnico che è venuto in Italia a allenare se stesso, non la Fiorentina, con supponenza, menefreghismo per la società e per i giocatori, palesi carenze caratteriali e di conoscenza. Un tecnico che in genere non parla di calcio, ma di religione (credenze, devozione, dedizione, lavoro, coscienza, responsabilità), e l’unica volta che ha parlato di calcio, in precampionato, ha detto che era venuto per aiutare la Fiorentina a diventare una squadra veramente europea (e mi auguro che intendesse per il gioco, non per la prova di catechismo) e a vincere la Champions tra cinque anni!

Ebbene ieri abbiamo avuto la misura di quanto grande sia questo tecnico. Era una partita quasi accademica contro l’ultima in classifica: da parte nostra, un gollonzo (l’ennesimo) al primo tiro in porta e poi un tiro al 94′ di Kalinic; dall’altra parte, oltre al gol, quattro o cinque grosse occasioni e un rigore che c’era e che gli arbitri (quest’anno non si può dire avversi) in due non hanno visto. Gioco? Zero. Confusione, tanta, in tutte le parti del campo. Qualcuno dirà che mancavano Badelj e Vecino, e che Borja non era lui. Ma io ricordo che l’anno scorso la Fiorentina andava in Europa (quella vera, non quella inventata da Sousa) a giocare e vincere d’autorità con Rosi, Lazzari, Kurtic, Marin, Minelli… Non sarà per caso che l’anno scorso avevamo un tecnico e quest’anno no? E allora vi dico che cosa avrebbe fatto un tecnico che avesse appena sfogliato l’abbacedario del calcio in una situazione di (chiamiamola pure) emergenza come quella di ieri. Intanto non avrebbe stravolto la squadra in tutti i reparti, visto che il solo reparto in difficoltà era il centrocampo. Sull’idea di togliere Alonso dalla fascia, anche un bambino capiva che non solo si rischiava a metterlo in un ruolo non suo, ma che oltretutto si privava la squadra di uno dei pochi assist-men in attacco; l’operazione ha comportato poi che Astori, sinistro di piede, fosse spostato a destra, dove è stato sempre in difficoltà (ha provocato una punizione dal limite da brivido proprio per la sua desuetudine a calcare quella zona e avrebbe anche provocato il rigore arrivando in ritardo su Rebic). E a centrocampo? Andavano bene quei tre, anche perché non ce n’era altri (Kone per ora non si sa se è una promessa o una minaccia!), ma messi come? Io non ho capito perché Mati è stato per tutta la partita più indietro di Borja, in una zona di campo dove non poteva fare giocate utili e dove ha perso palloni pericolosi. E veniamo all’attacco. Ha giocato Babacar. Nel dopopartita, tradotto in diretta da Costacurta e Condò perché nessuno aveva capito il senso della sua farneticazione, Sousa avrebbe detto che lo ha fatto giocare perché lui vuole rispettare e valorizzare tutti i giocatori della rosa! Questa poi è bella! Perché, che io ricordi, ha fatto vendere Basanta senza neanche farlo entrare in campo; ha fatto vendere Suarez, un patrimonio della società (che forse ieri ci serviva), perché non sapeva giocare nel suo centrocampo a due (e ora gioca con il centrocampo a tre!); ha fatto andar via Rebic (ieri il migliore del Verona) perché non sapeva fare l’ala destra (e infatti con Del Neri ha giocato a sinistra!). Sinceramente, non mi è mai sembrato che Sousa pensasse a valorizzare l’intera rosa, perché finché ha potuto ha fatto giocare i suoi fidati undici, anche a costo di farli giocare fuori ruolo e di stremarli fino al punto in cui sono ora.

La mia versione è che invece Mister Sousa abbia ancora da capire che cos’è il calcio italiano e che sottovaluti (o magari non conosca) molti dei suoi avversari. Lo ha già dimostrato contro Torino, Empoli e Sassuolo in campionato, e praticamente in tutte le partite di Europa League e in Coppa Italia! E ora Imparo da Sousa che si fa un favore ai giocatori a farli giocare quando non sono in condizione e magari a farli giocare fuori ruolo, come è sistematicamente capitato a Berna. E a proposito di queste genialate tattiche, anche ieri se n’è viste di belle: straordinaria l’invenzione di portare Tello a sinistra nell’ultimo quarto d’ora, proprio quando ci sarebbe stato bisogno di un minimo di lucidità in più nell’arrembaggio, quando si vedeva che ognuno andava per conto suo, senza neanche alzare la testa, da Berna, a Zarate, allo stesso sfinito Tello!

Io credo che ieri un tecnico dell’interregionale (dove, state certi, se ne trova meglio di Sousa) avrebbe coscienziosamente schierato, se proprio Gonzalo non ce la faceva, una difesa a quattro con Roncaglia e Tomovic, lasciando Alonso al suo posto. Avrebbe accorciato la squadra per non sfinirla in corse a vuoto e l’avrebbe fatta palleggiare corta con tutte le linee ravvicinate, e magari con un centrocampista di qualità in più, come Ilicic, a velocizzare la manovra dalla trequarti in su. E senz’altro non avrebbe tolto Kalinic (sinora Alonso e Kalinic sono stati la premiata ditta di giocate vincenti dalla fascia sinistra). Quel tecnico dell’interregionale avrebbe anche intuito che, se si ha una squadra a corto di fiato e di salute, non si dovrebbe mettere la partita sulla corsa, aprendo spazi dove ovviamente quelli fisicamente a posto arrivano prima. E quel tecnico avrebbe anche pensato che, se hai tre centrocampisti come Borja, Costa e Mati, e se proprio vuoi tener fuori Ilicic per “generosità” verso qualche seconda linea o perché tu credi che l’attaccante in più significhi più gioco offensivo, almeno devi portare Mati, che ha il tiro da fuori e l’imbucata facile, vicino alle punte, e non il convalescente Borja, costretto a fare doppia fatica per rientrare a centrocampo dopo il suo (inutile) pressing alto sui difensori avversari.

Insomma, ieri ho visto un campionario completo di fesserie da parte di Sousa e chiamo alle loro responsabilità quei critici che, alla fine in TV, hanno detto che in fondo quello è il livello della Fiorentina e che la Fiorentina di più non può fare. Faccio notare che l’hanno scorso, con la squadra falcidiata dai continui infortuni, ben di più di quelli di ieri, non solo la Fiorentina era, come sempre negli anni precedenti, quarta, ma stava arrivando in semifinale di tutte le coppe, vincendo a Torino contro la Juve, eliminando il Tottenham…

Qualche amico mi rimprovera, quando parlo di Sousa, di essere il solito toscano cinico e negativo. In effetti mi sento molto toscano, e soffro a vedere che tre grandi intelligenti tecnici toscani sono primo secondo e terzo in classifica nel campionato italiano, lontani da Firenze. Due di loro dopo aver sostituito tecnici stranieri che avevano fatto solo danni in Italia. Ma qualcuno doveva pur dimostrare che noi non siamo esterofobi (o addirittura sciovinisti fino al campanilismo!). E allora ci abbiamo pensato noi a Firenze a andare a prendere un tecnico in Svizzera!

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