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Fiorentina indomita: diamo a Montella quello che è di Montella Opinion leader, Sport

Firenze – Nei tre anni in cui Montella è stato a Firenze come allenatore ha portato alla Fiorentina, insieme a Pradè, i seguenti giocatori: Aquilani, Borja Valero, Cassani, Cuadrado, Gonzalo, El Hamdaoui, Hegazi, Llama, Mati Fernandez, Pizarro, Roncaglia, Savic, Tomovic, Toni, Viviano, Pepito Rossi (Campionato 2012-13); Ambrosini, Gomez, Iakovenko, Ilicic, Joaquin, Matos, Olivera, Rebic, Vargas, Vecino, Matri (2013-14); Babacar, Badelj, Basanta, Bernardeschi, Kurtic, Lazzari, Alonso, Marin, Tatarosanu, Salah, Gilardino (2014-15).

Tralascio la valorizzazione di giovani della Primavera, come Mancini, Petriccione, Capezzi ed altri che hanno poi giocato in serie A. Tutti questi giocatori sono arrivati a costo zero o a costi bassi (tranne Gomez) e sono stati valorizzati (fate i conti su Transfermarkt) del 400%.

Siccome ieri abbiamo incontrato l’Inter capolista che aveva in campo due ex-viola, vi ricordo che Borja Valero e Vecino, a sommarne i prezzi, costarono alla Viola meno di 9 milioni. Meno del costo di Cristoforo e Eysseric! Di alcuni di loro, come Salah, Savic, Alonso e lo stesso Vecino, nessuno aveva sentito parlare.

Era comune l’espressione del cinico fiorentino al chiosco dei tifosi: “Eh, se erano boni un ce li davano a noi!”. E diciamo anche che si possono calcolare soltanto le plusvalenze dei giocatori rivenduti, ma anche un Gonzalo, preso a costo zero, che ha praticamente finito la carriera a Firenze, è stato valorizzato eccome.

Se poi un Ilicic è stato venduto a 5,5 milioni all’Atalanta quando ne valeva come minimo il triplo, e se Mancini è stato praticamente regalato (come Zaniolo), questo va a carico della gestione successiva, quando Montella era stato bellamente liquidato per incomprensioni con la società dopo aver conseguito 3 quarti posti consecutivi, dopo risultati internazionali che hanno reso in quegli anni la Fiorentina una delle squadre più popolari d’Europa, e dopo aver vinto il Premio Nazionale Enzo Bearzot come migliore allenatore.

Vi ricordo che l’anno precedente all’arrivo di Montella la Viola era 13sima in classifica e che Montella-Pradè praticamente cambiarono tutta la squadra. Della precedente gestione rimasero i soli Jovetic, Pasqual, Zahore e Romulo, più Neto e Ljajic che però fu Montella a valorizzare (soprattutto Neto). Vi sfido a trovare nella storia del nostro campionato un tecnico che abbia saputo essere aziendalista come Montella e che abbia saputo ottenere i suoi risultati nelle sue stesse condizioni di partenza.

Un’altra diceria dell’untore è che Montella non ha fatto nulla fuori da Firenze. Intanto a Roma prese la squadra in crisi subentrando a Ranieri, la portò al sesto posto, la fece giocare bene e si tolse diverse soddisfazioni (la vittoria nel derby, per esempio). L’anno dopo lo ritennero troppo giovane (quando prese la Roma non aveva ancora il patentino da allenatore e si appoggiava a Andreazzoli) e lo sostituirono con Luis Enrique. A Catania, oltre a valorizzare giocatori come Gomez, Izco (lo comprò la Juve l’anno dopo per 25 milioni, ricordate?), Castro, Barrientos, Bergessio ottenne 48 punti (record di sempre per il Catania) e arrivò 11simo.

Dopo la Viola entrò in corsa alla Sampdoria e fece un modesto 15simo posto. È vero. Ma la Samp di quell’anno veniva da una serie B, da un 13simo e da un 12simo posto, e finché c’era stato Zenga aveva fatto peggio che con lui. Diverso il discorso al Milan, dove Montella vince una Supercoppa, ottiene risultati lusinghieri (tra cui la vittoria 1-0 sulla Juve con gol di un altro dei “suoi” giovani, Locatelli) ma poi si arena in risultati modesti, in contenziosi con la società e con il preparatore atletico e soprattutto con i suoi “pupilli” Bonucci-Biglia-Higuain che aveva voluto come spina dorsale del Milan. Viene licenziato e sostituito con Gattuso che, con quella squadra, non ottiene nulla di più.

Montella entra in corsa anche a Siviglia e porta la squadra al quarto posto. Copio e incollo da Wikipedia: “in Coppa del Re e in Champions League il cammino è da sogno: nella prima Montella porta il Siviglia in finale [persa contro il Barcellona], dopo aver eliminato [tra gli altri] l’Atletico Madrid…; nella seconda riesce nell’impresa di battere il Manchester Utd con…clamorosa vittoria all’Old Trafford, portando così il Siviglia per la seconda volta nella sua storia ai quarti di finale…” (dove sarà eliminato dal Bayern).

Le squadre dove Montella è stato allenatore sono diverse, con diverse ambizioni e con premesse finanziarie e societarie diverse. Dunque dire “ma non ha vinto nulla!” serve soltanto per cambiare argomento. Anche Zeman non ha vinto nulla, neanche in Svizzara (sic!), ma nessuno toglie il valore delle innovazioni nel gioco e delle “scoperte” di giocatori che lui ha fatto. Montella ovunque ha fatto vedere cosa sa fare: sa valorizzare i giovani (che “vede” come pochi), sa valorizzare l’intera rosa, con la quale ha sempre un feeling perfetto, sa far giocare bene senza costringere la squadra in schemi rigidi e assecondando il più possibile le caratteristiche dei singoli giocatori. Osservo in questi giorni che prima Allegri e poi Sarri, a distanza di quattro anni, danno ragione a Montella: il ruolo di Bernardeschi è quello di centrocampista avanzato. Lui, che lo aveva lanciato, l’aveva “visto” subito, gli altri ci arrivano ora.

Non ci si può dimenticare che in Europa Montella ha sempre ottenuto grossi risultati, in casa e fuori, con il gioco e mettendo in mostra giocatori che poi sono stati comprati all’estero. Fece segnare in Europa League anche El Hamdaoui, Marin e Minelli! L’ultimo anno alla Fiorentina, il 2014-15, la squadra per i risultati ottenuti fu ottava nel ranking europeo. Ma tutto questo non conta.

Contano invece le sconfitte della Fiorentina nel finale dello scorso campionato (non viene in mente a nessuno che quella squadra si sentisse già “licenziata”, come di fatto è stato, formata com’era da mercenari che se ne sono tornati da dove venivano e da giocatori che erano già da tempo, anche da Pioli, messi pressoché fuori rosa?); e conta la partenza contraddittoria di quest’anno in cui la squadra è stata rinnovata per il 90% e si è posta come obiettivo un anno interlocutorio in cui dovrà dare spazio ai giovani e dovrà maturare un gioco.

Tra coloro che credevano (e che credono) in Montella, per il lavoro che gli è stato chiesto, c’è un altro incompetente: il tecnico della Nazionale Mancini, il quale sin dall’inizio avrebbe voluto che Firenze fosse un “laboratorio” sperimentale per le varie Nazionali (si sa che caldeggiava gli acquisti di De Rossi e Balotelli) e che dovesse prima di tutto pensare a far maturare i bravi giocatori in dotazione. Per ora Castrovilli, Vlahovic, Sottil, Dragowski e poi Venuti, Terzic, Ranieri, Montiel aumentano il loro valore a vista d’occhio. Molti di loro c’erano anche l’anno scorso, ma Pioli “vide” su tutti Beleko!

Il cinico fiorentino obietterà che vuol vincere. Intendendo, tra l’altro, che se la Viola perde è colpa di Montella, e se vince e fa campionati da record come ha fatto a Firenze, allora è perché le avversarie son deboli, oppure è per la società, per Pradè … magari anche per i tifosi che l’hanno sostenuta! Scusate ma non ne posso più dello strazio dei commenti che sento in questi giorni.

La Fiorentina di quest’anno è, più o meno, da metà classifica, cioè dove è ora. È vero che ha perso male partite apparentemente facili (e questo non viene perdonato), ma è anche vero che ha giocato alla pari con le squadre di alta classifica (non ne avrebbe perse una, se gli arbitri non avessero condizionato quelle con Napoli e Lazio). Ci sarà una ragione? Va trovata e bisogna correggere quello che c’è di sbagliato, ma intanto plaudiamo ai giovani, ad una squadra indomita (e che dura più delle altre in campo! Ve ne siete accorti?) e a un allenatore che ci mette la faccia. Conte, al suo posto, avrebbe subito convocato una conferenza stampa per dire che la società non gli ha dato quello che voleva …

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