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Fiorentina: Kalinic e un mercato convincente Sport

Firenze – Si pensava a un attaccante meno impegnativo, un Gila o un Borriello, pronti a tutti gli usi ma discretamente dietro le quinte, contenti di rendersi utili all’occorrenza e rispettosi delle precedenze date ai giovani e ai convalescenti illustri. E invece arriva Kalinic. Che vuol dire? Che su Rossi ci si conta poco? Che Babacar non convince fino in fondo? Anche Rebic non è stato lasciato a Lipsia. Magari va in prestito in Italia, ma anche la sua attuale presenza dà il senso di un attacco viola che è ancora un cantiere aperto.

In ogni caso, Kalinic è stato un affare. In questo mercato pazzo in cui Bacca costa 30 milioni, Dzeko 15 (e già mi pare poco), Destro più di 10, un attaccante da cento reti, nazionale, gran fisico e notevole velocità, a 5 milioni, si piglia e poi si vede. Bravo Pradè! Ora però mi sembra assurdo, se è vero quanto riporta la stampa, che si continui a lavorare anche su Gila e Borini; a meno che non si punti con quest’ultimo all’affare economico e poi lo si giri in prestito a farsi le ossa in Italia.

Le urgenze, infatti, sono altrove. Manca ancora un centrocampista, e io sono convinto che Kazami, per le sue caratteristiche e per Raiola che intercede, sia il rinforzo ideale, e mancano due difensori, se è vero che vanno via Hegazi e Basanta. Su questi lavorerei di fino, perché quest’anno la difesa sarà molto di più sotto pressione. Moreno non mi dispiace (ma si dice sia destinato altrove), non mi dispiacerebbe Tonelli, che non dovrebbe neppure cercar casa, e punterei su un big di piede sinistro come Juan Jesus.

Ingaggio troppo alto? Qui veniamo alle considerazioni più delicate e dubbiose di questo mercato della Fiorentina. Si stanno facendo i conti. La squadra è forse la meglio amministrata della serie A: tetto ingaggi diminuito di più di 10 milioni e affari finora vantaggiosi, con 10 milioni d’avanzo attivo nell’affare Savic-Suarez. Sembra che, con l’acquisto di Kalinic, la Fiorentina vada pari per quest’anno; ma senza contare il risparmio ingaggi e quel tesoretto non speso accantonato con la cessione di Cuadrado a gennaio.

Perché non dimentichiamolo: i DLV, appena poche settimane fa, avevano sbandierato una trentina di milioni per tenersi Salah. Che fine hanno fatto quei soldi, se ora bisogna stare attenti a non esagerare con le spese e a vender bene Hegazi e Basanta per poter comprare due difensori all’altezza? È qui che non ci sto a sentir dire che un Juan Jesus è fuori portata perché troppo caro. Se non è lui, ci sarà pure uno Zouma (che però è destro) o qualche altro pezzo pregiato che la Viola si possa assicurare.

Sarei deluso, lo dico chiaro, se gli acquisti fossero del tipo prestito di Andreolli. Comunque, complessivamente, la campagna acquisti-cessioni della Fiorentina mi convince e mi convince la “politica” della società, almeno fino al punto critico di quella sua endemica reticenza a tentare un colpo per il futuro. Mi chiedo infatti perché Gerson, 18 milioni, un diciottenne brasiliano che è ben di più di una promessa, non sia stato preso dalla Fiorentina e sia anche lui appannaggio dell’onnivora Roma, che oltre a rafforzarsi per il presente sta “copiando” alla grande la Juve nel garantirsi il futuro.

In due anni, Sanabria, Peredes, Iturbe, Uçan, Gerson; per non dire di Verde e Romagnoli. Questa è la politica che la Fiorentina dovrebbe avere il coraggio di perseguire, invece di contentarsi del piccolo cabotaggio dei Piccini, Bittante, Matos… Dai quali, se ricavi tanto, ricavi per comprarti, appunto, un Andreolli! E allora, per trovare una via di mezzo, una spesa “azzardata” per Donsah, anche se non tornerà utile subito, la farei; così come penserei a un investimento per Januzai (ma che fine ha fatto, questo gioiellino dei Reds?). Tanto, male che vada, ci riprendi la spesa, se fatta al momento giusto.

Ma poi, è così giusto pensare a programmare per il futuro senza tener d’occhio il momento del nostro calcio, che fino all’anno scorso è stato così favorevole alla Fiorentina? Siamo sicuri che gli equilibri siano così cambiati, quest’anno, con i mercati pazzi di Inter e Milan? Mi permetto di dire di no. Il Milan, senza Ibra, è ancora inferiore alla Fiorentina; l’Inter è da rivedere, se tifosi e dirigenza avranno pazienza, tra un paio d’anni; la Lazio è in prevedibile discesa, fa ottimi acquisti giovani, ma ha un tipo di gioco per cui le tre partite a settimana sono ingiocabili (e poi è in Champions; e, come si vede dai casi Keita e Biglia, la gloria logora!).

Il solo Napoli mi sembra che abbia messo la freccia per risorpassarci, puntando realisticamente più agli equilibri che alle pirotecnie offensive. Ma siamo lì, e la Fiorentina che abbiamo intravisto quest’estate non deve assolutamente perder d’occhio gli obiettivi immediati alla portata. Perché quando poi diventerà grande, allora ci sta davvero che anche i “grandi vecchi” siano tornati!

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