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Fiorentina: Kokorin e gli altri, segnali positivi dal mercato di gennaio Opinion leader, Sport

Firenze – Si dirà che a Firenze è arrivato capitan Kokoricò, che Malcuit (mal voluto) non è mai troppo, che invece di cotanto centrocampista in regia alla Viola arriverà…Pochettino! Ormai la sfiducia sulla nostra “classe dirigente”, dopo lo spettacolo dei tre allenatori e dei sette-otto acquisti inutili in un anno che non hanno cambiato nulla, è totale; ma si sa, a Firenze il dramma si prende con sarcasmo. Qualcuno avrà da celiare anche sulle amicizie di Commisso, tra Trump e Putin, che gli hanno fatto pescare in Russia un attaccante di cui è più nota la fedina penale che il CV del calciatore!

Ma io non sono così pessimista e tanto meno ho voglia di riderci. La società sta facendo quello che c’è da fare dato e concesso che non ha alcun progetto da perseguire se non quello, mortificante, della salvezza da raggiungere. A proposito, mi dispiace che Prandelli si sia opportunisticamente adattato alla retorica della salvezza, dicendo che riterrà di aver fatto del bene alla Viola se la lascerà in serie A. Un vero signore del calcio, Galeone, che in questi giorni ha compiuto ottant’anni, ci ricorda che una volta una società lo aveva contattato per fargli salvare la squadra, e che lui nobilmente aveva declinato obiettando che le squadre non le salvava, ma le faceva giocare! A Firenze, gente del genere non ci metterebbe piede! E poi la Fiorentina non ha bisogno di essere salvata da nessuno!

Ma, scherzi a parte, torniamo al mercato. Si stanno acquistando esattamente i giocatori (i tipi di giocatori) che caldeggiavo: una seconda punta con capacità di realizzatore (e non un centravanti come Piatek!), un esterno destro che sappia fare le due fasi da quinto in un 3-5-2, un centrale di centrocampo che sappia stare davanti alla difesa e sappia far ripartire l’azione. A dire il vero, sembrava che quest’ultimo si fosse trovato in Maleh del Venezia, ma stranamente il perfezionamento dell’acquisto sembra rimandato all’anno prossimo. Sembrava anche in stato avanzato la prospettiva di Torreira, ma anche in questo caso niente da fare fino a giugno.

Eppure sono assolutamente convinto che il giocatore indispensabile per far girare la Viola sia un simil-Badelj o un simil-Pizarro, per ricordare giocatori che in quel ruolo sono serviti da equilibratori e da veri perni. Non conosco Pochettino, non conosco neanche la squadra dove gioca, ma mi fido di Pradè sempreché sia consenziente Prandelli (chissà come mai, tra i sarcastici “rosiconi” fiorentini, nessuno ha ancora giocato sul Pra-Pra di Pradè-Prandelli…), anche perché tutti noi siamo ancora traumatizzati dalla politica “corvinesca” della coppia Pradè- Iachini, Pra-Iak): comprarne tanti, e un po’ a caso, per vedere se se ne fa uno titolare (Amrabat, Kouamé, Agudelo, Igor, Callejon, Cutrone, Barreca, Duncan, Quarta, Bonaventura…). Dunque, evviva il gennaio 2021!

Al resto, ci ha già pensato il saggio Prandelli, sposando finalmente il 3-5-2, che alla fine è stato lo schema anche di Montella e di Iachini, e mettendo un freno all’emorragia di giocatori presunti sbagliati (dopo Pedro, Cutrone, Lirola e ora Barreca, rischierebbero di andarsene Kouamé, Pulgar e prossimamente Ribery). Prima di disfarsi di giocatori pagati salatamente (ricordo che tra Lirola e Traoré la Viola ha regalato al Sassuolo una quarantina di milioni, cui aggiungerne i 17 spesi per Duncan) bisogna accertarsi che se ne sta facendo un uso corretto. Quest’anno sono troppi gli esempi di giocatori, anche blasonati, che non rendono in un tipo di gioco, cambiano squadra o allenatore e si trasformano (Igor, comprato e ignorato da Iachini, ora gioca e benino con Prandelli).

E siccome la Fiorentina un gioco per il futuro non l’ha ancora scelto, dovrebbe almeno stare accorta e comprare uomini bonnes a tout faire. Perché se domani (malauguratamente) ci allenasse Sarri, che di epurazioni ne fa eccome quando va in una squadra nuova…? Alla prossima vi spiegherò perché ho scritto “malauguratamente”.

Foto: Aleksandr Kokorin

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