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Fiorentina: ottimo attacco, pessima partita Opinion leader

Firenze – Carletto Muraro, commentando su Sky la partita della Fiorentina, a un certo punto ha osservato che vedeva sempre a centrocampo quattro giocatori della Sampdoria contro due della Fiorentina. E bastava saper contare per essere d’accordo. Ovviamente non è una novità; semmai meraviglia un po’ che, dopo alcune buone prove con uno schema diverso (le due contro il Liberec, ma anche quella di domenica contro il Bologna), Sousa sia tornato al suo schema prediletto: quel 3-4-2-1 che per lui evidentemente è diventato un punto d’onore, o addirittura un motivo di orgoglio e di vanto, se è talmente fanatico da credere di aver ottenuto gli ultimi (pochi e facili) successi per “merito” tattico. E non si dica, per assolvere il gioco, che ieri è “mancato” qualche giocatore! I giocatori sono tutti sani e in buona forma. Ora arrivano spesso in anticipo sul pallone e riescono a tessere anche buone trame offensive (ieri forse è stata la miglior partita d’attacco giocata dalla Viola quest’anno); ma sempre con grande spreco di energie, con l’affanno tutte le volte che devono coprire sulle ripartenze avversarie, mai con un possesso di palla sicuro, anche quando gestiscono la partita. E tutto per la posizione dei giocatori davanti: larghi, troppo distanti tra di loro e dai centrocampisti, e sempre a rincorrere quando perdono palla. Se qualcuno insinuasse che alcuni forse erano stanchi per la partita di giovedì, allora sì che mi inalbererei contro il tecnico! Si deve far stancare i giocatori che fanno la differenza, i Kalinic e gli Ilicic, per vincere in casa col Liberec? Sarebbe una ragione in più per dare a Sousa dell’incompetente.

Eppure ieri la Fiorentina ha giocato la migliore partita d’attacco, anche considerata la qualità dell’avversario. Ma quanto ha concluso? Anche ieri, se fosse stata vittoria, sarebbe stata vittoria da calcio piazzato con gollonzo. Oltre a quella, di azioni lineari da gol se n’è viste sì e no due. Sempre due di più delle altre volte, mi direte; ma sempre troppo poco per entusiasmare, anche se tanto per far capire che è il gioco a non funzionare. Quel gioco non funziona in Italia, dove tutti ti prendono facilmente le contromisure con la densità a centrocampo, ma non funziona forse in assoluto, visto che ormai nel mondo di centrocampi a due se ne vede sempre meno, e quei pochi che lo giocano non fanno storia. Ma Sousa non può smentirsi. Lo disse quando venne in Italia che avrebbe insegnato calcio “europeo”! Peccato che nel frattempo sia stato il calcio europeo a imparare da quello italiano, e peccato che si sia tutti, giocatori e osservatori, così duri di comprendonio nell’imparare. Certo, sarà dura convincere che è meglio togliere un centrocampista per mettere in campo Tello! Ma Sousa è fissato con le ali larghe. Cerca sistematicamente ampiezza e profondità, il più possibile in velocità (per questo l’anno scorso scartò subito “Kuba” Blaszczykowski!), e non prende neppure in considerazione che il gioco sulle ali lo si possa fare allargando i centrocampisti e le punte o facendo avanzare i terzini.

Vi faccio osservare cosa è successo ieri: la Fiorentina teneva sempre alto Tello per dare un punto di riferimento offensivo costante; dall’altra parte, il meno geniale e il “meno offensivo” Giampaolo (quanto lo rimpiango, visto che era un nome che si era fatto per la Viola!) occupava le fasce con i terzini spesso alti, sia Sala che Regini, e teneva la squadra corta e compatta per proteggere le loro avanzate. Morale della favola? Tello è stato come al solito prevedibile, evenescente e alla fine inutile. E Regini non solo lo ha praticamente annullato, ma ha anche fatto indisturbato il cross per il gol di Muriel. Colpa di Tello che non lo ha seguito? No, signori, come non era colpa dello sciagurato Bernardeschi quando faceva l’ala-terzino senza saper essere né ala destra né terzino. Colpa invece di quel maledetto gioco che esige che quattro giocatori restino sempre davanti alla linea del pallone, con le ali larghe, costringendo i due malcapitati centrocampisti a lavorare per quattro, a perdere posizione e lucidità, e infine anche convinzione. E con quale esito poi? Lo ridico: per tirare in porta quattro volte meno di quanto tirava la Fiorentina con Montella, e per rischiare in difesa tanto, troppo, di più!

La cosa che comunque mi ha sconcertato maggiormente, ieri, è il rimedio finale che Sousa ha escogitato per vincere la partita. In genere, negli ultimi minuti, scompagina tutto: mette due centravanti, toglie un difensore per un attaccante…Ieri ha tolto Badelj (uno dei migliori) per Sanchez (uno dei peggiori) e ha immolato Chiesa (stanco da giovedì, oltreché troppo giovane per reggere la responsabilità di dover essere decisivo) per Tello. Non ha pensato di cercare di prendersi il centrocampo, dove era visibilmente in inferiorità numerica. Non ha pensato che tenere di più in mano il gioco a centrocampo avrebbe automaticamente accorciato la squadra e giovato agli attaccanti. E io continuo a non capacitarmi: Vecino, Sanchez e Cristoforo (oltretutto dopo la bella prova di giovedì) in panchina, per fare il centrocampo a due e per tenere Tello sulla fascia! E la nostra dirigenza che prepara l’allungamento del contratto all’artefice di questi prodigi…

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