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Fiorentina: piccole considerazioni senza far rumore Calcio, Opinion leader

Si parla quindi di manutenzione. Una manutenzione che a Udine, così come nelle due reti prese con il Pescara, pare sempre più necessaria. Sarebbe ingiusto adesso gettare fango sull’operato del gruppo-Fiorentina, che ha operato alla grande dal punto di vista dirigenziale e sul campo, così come altrettanto fuori luogo sarebbe appellarsi a presunti torti di natura arbitrale. Perché semplicemente la Fiorentina sta vivendo una flessione più che naturale, visto l’altissimo ritmo imposto fino a questo momento, e perché a prescindere dalle sviste dei direttori di gara, i film degli ultimi due match parlano di due reti subite dagli abruzzesi su altrettante dormite difensive e di, praticamente, nessun tiro in porta contro i friulani.

Situazioni che vanno analizzate. Difesa. All’inizio della stagione l’esplosione di Facundo Roncaglia aveva acceso i riflettori su un reparto che in realtà è un po’ zoppicante. Tralasciando la delicata questione portiere che meriterebbe un discorso a parte che però non faremo in questa sede e senza dare troppo peso a qualche minima sbavatura del difensore argentino idolo del tifo viola, è il resto che spesso non è sembrato all’altezza della situazione. Gonzalo Rodriguez, al di là della straordinaria vena realizzativa, appare quasi costantemente in netta difficoltà in fase di copertura, soprattutto quando attaccato in velocità, mentre Savic, il cui futuro da stella non si discute, non può essere colui che a 22 anni si carica sulle spalle le responsabilità del reparto, non senza un’esperta guida al suo fianco che in questo momento pare non esserci. Il buon Tomovic infine è quello che è, ovvero un ottimo mestierante, grande lavoratore, ma che purtroppo non è all’altezza di una squadra che ormai deve credere a lottare per un terzo posto in campionato. Senza contare che la cifra spesa per il suo acquisto, 2,5 milioni di euro per la sola comproprietà, appare senza dubbio esagerata.

Attacco. Anche in questo caso qualche minima domanda va fatta. Le qualità dei quattro che si alternano davanti – Jovetic, Ljajic, Toni, El Hamdaoui – non si discutono, mentre Seferovic appare sempre più inadatto ai ritmi del nostro campionato. C’è stato il fattore sfortuna con il lungo stop di Jo-Jo, tuttavia adesso che la fatica si fa sentire, l’assemblamento dell’attacco pare un po’ azzardato: Ljajic continua ad avere, dopo tre anni di serie A, incredibili difficoltà a buttarla dentro (e non trinceriamoci dietro la solfa dell’inesperienza: El Shaarawy, Icardi, Dybala e altri ventenni d’oro non hanno certo esordito nella massima serie a 12 anni…), mentre la coppia designata per l’alternanza nel ruolo di prima punta appare un po’ rischiata, dal momento che Toni non ha perso il vizio del gol ma non ha più fisico e fiato per lottare 95 minuti, mentre il marocchino dalle grandi e indiscutibili qualità non poteva non avere difficoltà di ambientamento, oltre alla questione Ramadam che da sempre crea problemi quando si parla di calciatori.

Almeno per quanto concerne l’attacco, Pradè ed i suoi uomini hanno già compiuto una mossa importante come l’acquisto di Giuseppe Rossi, mentre è lecito attendersi qualcosa di più in difesa, dove da migliorare ce n’è. Queste tuttavia sono solo considerazioni in seno al primo periodo difficile della squadra viola, che sta comunque facendo un grandissimo campionato. E che non può che essere ringraziata, dopo gli ultimi anni di buio pesto al quale sono stati costretti i suoi caldissimi tifosi.

Niccolò Bagnoli

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