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Fiorentina, quel che c’è da capire è: cosa fanno i DLV? Opinion leader

Firenze – Qui ormai, con i signori Tod’s, si riforma il Devoto-Oli. Inutile, per esempio, andare a cercare una definizione di “progetto” che calzi con la semantica dellavalliana. Nel vocabolario si legge, alla voce “progetto”, “ideazione per lo più accompagnata da uno studio relativo alle possibilità di attuazione e di esecuzione”; e non mi pare che questa accezione razionalistica, che addirittura invoca una forma di calcolo, abbia a che vedere con la giaculatoria rituale, assolutamente priva di contenuti, che i DLV ripetono quando su di loro si insinua disimpegno e ignavia. E a proposito di disimpegno, anche qui i DLV negano, fieramente e “furiosamente”, come riporta oggi un quotidiano sportivo. Ma ancora il vocabolario, a “disimpegno”, recita “espediente per uscire da una difficoltà”, o anche “adempimento puramente formale di un obbligo”; che mi sembrano ritrarre fedelmente il comportamento dei nostri patròn, sempre alla ricerca di parafulmini per scaricare responsabilità e fedeli soltanto a delle vuote promesse.

Certo, non hanno venduto la società (anche se l’evento mi pare sempre più prossimo), e continuano a dire di non voler indebolire la Fiorentina. Ma come? Perdendo sistematicamente ogni “asta” per un giocatore sul mercato (vedi Donsah)? Anzi, evitando accuratamente le aste e i confronti, perché consci di non essere (di non voler essere!) all’altezza? Io finora ho accettato e addirittura incensato la saggezza di Pradè & C. Largo ai giovani, benissimo. Acquisti oculati, perfetto. Rottamazione, meno bene, ma in linea con la politica antigerontocratica renziana e dunque verbo. Ma siamo a dieci giorni dalla chiusura del mercato e l’unica operazione veramente importante è stato lo scambio, davvero vantaggioso, Savic-Suarez. Poi c’è stato l’inatteso “colpo” Kalinic, giocatore con dei numeri e soprattutto con una preparazione atletica già perfezionata perché comprato quando il campionato ucraino era in corso. Buon acquisto? Ci auguriamo di sì, anche se con le stesse credenziali e più o meno allo stesso costo si disse così anche di Rebic due anni fa (la differenza è solo nell’età e nell’esperienza, perché Kalinic ha cinque anni di più). Abbiamo però qualche dubbio sull’opportunità. Perché già abbiamo sperimentato cosa ha voluto dire puntare su Neto e mettergli accanto il portiere della nazionale rumena con un contratto quasi doppio rispetto al suo; non vorrei che ora si dicesse di puntare su Babacar (e meno male che questa volta almeno il contratto gli è stato rinnovato) e poi lo si mettesse all’ombra di un giocatore che non è propriamente il corrispettivo di un Gila o di un Borriello (i quali, per l’età, non minacciano il futuro di nessuno).

Altro affare concluso, Astori: giocatore che dovrebbe andare a sostituire Savic, ma che è reduce da un’esperienza non brillantissima con la Roma e da una prestazione (l’ultima) in Nazionale a dir poco inguardabile. E qui c’è anche da dire dell’incosciente trascuratezza con la quale alla Viola si sta gestendo il parco difensori. Basanta liquidato sommariamente (a lui è stato preferito addirittura Roncaglia!), Hegazi in partenza, Bagadur infortunato…mentre si vociferano arrivi di modesta caratura, dallo Xaha caro a Sousa al giovane Rose. Siamo sicuri che tutto questo non ammonti a “disimpegno”? Ricordiamoci che la squadra ha rinunciato a Pizarro, Vargas, Savic, Gomez, Aquilani, Neto. Ora va via un nazionale argentino come Basanta e quasi sicuramente uno dei nostri eroi: Joaquin! E peggio con peggio, si è rinunciato a Montella, l’unico che aveva in mano davvero la squadra e che conosceva i giocatori uno per uno, pregi e difetti, potenziali e carenze, e che sarebbe stato una garanzia nella rifondazione e nel progressivo ringiovanimento della squadra.

A dieci giorni dalla chiusura del mercato, con tutte le lacune che la società ha (e ammette di avere) a centrocampo e in difesa, ci si riscalda col nome di un altro centravanti, tal Baez, uruguagio di belle speranze, anche lui pronto a dar noia a Babacar!. Non si può parlare di disimpegno perché i DLV si indispettiscono. Però non si parli di progetto. Perché l’unico che intravedo è quello di ammucchiare un po’ di giocatori presi a buon mercato e valorizzabili, indipendentemente dal ruolo e dall’utilità, per poi magari rivendere la società a prezzi maggiorati. Cosa che i Pizarro e i Joaquin non avrebbero consentito. Sarà senz’altro una malignità, la mia. Ma dovranno essere i DLV a smentirmi, e in fretta.

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