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Fiorentina, riflessioni sulla bella incompiuta Opinion leader

Firenze – A freddo, dopo l’euforia per la bella vittoria di domenica sera, mi sembra utile tornare a riflettere su questa bella incompiuta che è la Fiorentina. Almeno finché resta un po’ di tempo, e di mercato, per renderla meno incompiuta! Perché dico “incompiuta” è facile da capire: rispetto alla squadra di Montella, oltre a Montella, mancheranno i seguenti giocatori: Neto, Richards, Pizarro, Kurtic, Rosi, Aquilani, Vargas, Rosati, Gilardino, Diamanti, Savic, Salah e Gomez (un’intera squadra da alta classifica), oltre ad alcuni giovani primavera come Bittante e Octavio e a giocatori come Lazzari e El Hamdaoui, che comunque facevano parte della rosa e che sono serviti in alcune occasioni (andando anche tutt’e due a segno). Sembrano in partenza, e comunque non graditi all’allenatore, Hegazi e Basanta. E, ahinoi, sembra in partenza, o al “confino disciplinare”, Joaquin! In entrata si registrano Suarez, Kalinic, Astori, Sepe, Gilberto e Baez più i rientranti dai prestiti Roncaglia, Yakovenko, Vecino e Rebic (forse destinato a andare a farsi le ossa in prestito).

L’allarme viene da una dichiarazione della dirigenza secondo cui la Fiorentina non compra più nulla, salvo dover rimediare all’ammanco (indesiderato) di Joaquin e alla cessione dell’ultim’ora di Hegazi e Basanta. La rosa dei venticinque, al momento, è la seguente: Tata, Sepe e Lezzerini portieri; Tomovic, Roncaglia, Gonzalo, Astori, Bagadur, Basanta difensori; Joaquin, Gilberto, Alonso e Pasqual esterni; Badelj, Suarez, Borja Valero, Mati, Vecino, Dhiakité, Ilicic centrocampisti; Rossi, Bernardeschi, Kalinic, Baez, Yakovenko punte. Tra gli “acquisti” ci voglio mettere anche Rossi e Bernardeschi, che lo scorso campionato si sono visti poco o punto, e che speriamo quest’anno possano essere i titolari che ci aspettiamo. La squadra è ringiovanita, e non mi fa affatto specie vedere un Diakhité che va a sostituire Aquilani o un Bagadur o un Baez tenuti in considerazione per la prima squadra. La Lazio è andata in Champions League valorizzando ragazzi come Cataldi, Keita, Onazi, Luljc, Anderson, Berisha e ora con Kishna e Milinkovic-Savic. Spero tanto che anche i nostri giovani valgano quelli laziali, e in ogni caso sono d’accordo sulla scommessa. Quello che però mi pare si sottovaluti, e questo in aperta contraddizione con il “progetto” sbandierato, sono le necessità dettate dal gioco che Sousa pare aver scelto e che mi auguro la dirigenza dovesse conoscere nel momento in cui lo ha chiamato al posto di Montella. Sousa vuole azzardare un 4-2-3-1 (che il solo Benitez si è ostinato a praticare ai limiti dell’autolesionismo e oltre), se non addirittura un quasi inedito 3-4-3 (lo provò Montella l’anno scorso in casa col Torino in uno dei tanti suoi esperimenti di turn over radicale). In tasca, si tiene però stretto un 3-5-2, assai ben collaudato dal suo predecessore, che all’occorrenza gli può dare più garanzie di copertura e di equilibrio. In tutt’e tre gli schemi, comunque, Joaquin o un giocatore del suo peso tecnico e delle sue caratteristiche è indispensabile sulla destra (e quel giocatore, si è già visto, non può essere Gilberto). Ma in tutt’e tre i casi è indispensabile anche una difesa di ferro, perché quest’anno la Viola concederà molto campo agli avversari, proprio per garantirsi gli spazi delle ripartenze. E, a parte il fatto che non c’è alcuna garanzia di avere in attacco un goleador da venti reti (ed è quello che ci manca da anni e che Gomez avrebbe dovuto supplire), non c’è per ora alcuna certezza neppure sulla difesa. Astori vale Savic? A dar retta al mercato ci sono 20 milioni di differenza! E poi, se va via Basanta (che è pur sempre un nazionale argentino reduce da una finale del Mondiale), non credo ci si possa contentare di un simil-Bagadur o di un giovanotto di belle speranze. La grandezza della Fiorentina fino a ieri, e anche la sua personalità, erano dovute a una perfetta armonia di forza giovane e di esperienza. Senz’altro sull’esperienza si era contato anche troppo; ma resto perplesso sul fatto che oggi il ringiovanimento sembri ammontare a una vera e propria epurazione.

In conclusione, come messaggio nella bottiglia per gli operatori di mercato della Fiorentina (che mi sconcertano dicendosi a posto così), raccomando un sostituto di Joaquin che non sia da meno di Iturbe (non conosco Vilhena, ma se fosse eccezionale non costerebbe i soliti 5 milioni), e raccomando un difensore che dia garanzie da usato sicuro (non mi dispiacerebbe un Paletta). E ai Della Valle invece chiedo: ma che fine hanno fatto quei 30 milioni che si diceva di avere cash per acquistare da subito Salah con tanto di ingaggio da 3 milioni? E che fine hanno fatto i 10-15 milioni risparmiati sul monte ingaggi (cui ora si andrebbero a aggiungere gli altri 3 o 4 che si risparmierebbero per Joaquin)? Ad oggi la campagna acquisti-cessioni è pressoché in bilancio pari. Non vale la pena di pensare a un piccolo sacrificio, almeno per dimostrare che non c’è “disimpegno” da parte della società, ma solo una politica oculata di rilancio all’insegna del nuovo? Rileggetevi la lista dei giocatori che la Fiorentina si è alienata. Non sono andati via solo campioni come Pizarro, Savic e Salah, ma è andata via anche tanta esperienza e tanta mentalità vincente. Esperienza e mentalità che ci possiamo anche rifare, benissimo: ma allora non si dica che il “progetto” resta quello (quale?), perché il progetto che si intravede, e con l’aiuto di non poca fantasia, non somiglia per nulla al progetto che aveva quasi realizzato Montella. A meno che, all’ultim’ora…

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