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Fiorentina: Salah bene la prima, Gomez insufficiente Sport

Firenze – La cosa che più mi dispiace è che qualcuno, a caldo, abbia lodato la prestazione di oggi di Mario Gomez. Così non si aiuta Montella; che spero solo faccia come ha fatto con Ilicic, preoccupandosi, sì, dei mugugni dei tifosi, ma poi difendendo un patrimonio della Fiorentina e (sono pronto a scommetterci) facendolo fruttare. Qui non ci sono dei mugugni, ma degli applausi fuori luogo. Il caso Gomez di simile al caso Ilicic ha solo il fatto che c’è da salvare un altro investimento, il più grosso fatto dalla Fiorentina; ma ora davvero basta! Altro che blocco psicologico! Oggi Gomez non ne ha presa una. Gli è passato un pallone da spingere in rete, solo davanti alla porta, e non è riuscito neppure a articolare un intervento.

Ha avuto la diligenza di aiutare in area quando l’Atalanta fruiva di calci piazzati e si è fatto anticipare due volte di testa da Maxi Morales (che di maxi ha solo il nome, forse ironico). Non ha rifinito un pallone per gli altri e non ha costituito una coppia d’attacco con Diamanti (i due sempre sfasati, senza intesa). Ha tentato (cadendo, come è sua acclarata specialità) un tiro dopo  essersi liberato al limite dell’area e mi resta il dubbio se abbia colpito il pallone. Emblematico è stato infine il suo sguardo esterrefatto quando Borja Valero, nel primo tempo, ha fatto un velo dei suoi in area destinato a lui, che sicuramente non ha visto, dato che era nascosto dietro due difensori avversari.

E non è stato il solo caso, perché si è fatto sempre anticipare, anche su quei cross che lui richiede per esprimersi al meglio e che ora, grazie alla vena di Joaquin e Pasqual, fioccano a iosa. Dobbiamo dirlo apertamente: giochiamo tutte le partite in dieci uomini, e forse regaliamo un difensore in più agli avversari, visto che tutto il lavoro dei nostri bravi assist-men si vanifica in quel nulla psicologico e fisico che al momento appare Gomez. Nelle precedenti tre partite ha segnato cinque gol. Ho il sospetto che li avrebbe segnati anche un palo conficcato in mezzo all’area. E comunque questi gol non riscattano Gomez dall’essere palesemente un corpo estraneo al gioco della Fiorentina.

Quindi, basta. Il suo recupero psicologico dovrebbe esserci stato, o almeno quei cinque gol e la doppietta decisiva contro la Roma dovrebbero valere più di una psicoterapia. Mi pare invece che non ci sia un recupero fisico e tecnico del giocatore, che forse ora anche dannoso alla squadra. Diamanti, con il gol del 2-1, gli ha evitato l’umiliazione dell’uscita dal campo proprio quando avrebbe dovuto esser lui a prendersi sulle spalle la squadra per vincere la partita. Ma quel momento in cui Montella ha chiamato la sostituzione è eloquente, e io spero che ammonti a una sentenza. Le occasioni Gomez le ha avute, le avrà ancora (perché ci sono gli arrembaggi nei finali di partita dove ha i mezzi per farsi valere, magari accanto a un altro centravanti; e perché c’è ancora, si spera a lungo, un’Europa League dove non ha la concorrenza di Gila); ma ora Montella deve perfezionare il suo gioco puntando su un centravanti diverso.

E Gila mi sembra perfetto, almeno per come l’ho visto nel quarto d’ora finale a Genova. Gila sa giocare spalle alla porta, sa tenere alta la squadra perché ha un controllo di palla migliore (ma basta dire che ha controllo di palla), sa svariare per favorire gli inserimenti dei compagni, e soprattutto ha uno score di reti in Italia che non ammette dubbi sulle sue capacità di opportunista e di realizzatore. Gila garantirebbe anche un altro vantaggio: la possibilità di giocare que l 4-3-1-2 che nel secondo tempo di oggi ci ha consentito di vincere la partita e che, cosa più importante, sarà il gioco che preferirà Rossi quando rientrerà. Ricordiamoci che ora abbiamo anche Salah (buona la prima!), rapido, tecnico, presente con la testa, e soprattutto giocatore che parla un linguaggio tecnico che gli altri compagni capiscono bene.

E’ uomo che può velocizzare il gioco, che può davvero rifinire al meglio quello che la squadra costruisce fino al limite dell’area. E abbiamo un Diamanti che, sinceramente, non ci aspettavamo così pronto e in grado di assumersi responsabilità da leader. Servirà ancora anche Joaquin, certo, ma la base deve essere quel gioco corto, palleggiato, dove in ogni zona del campo (e non solo sulle fasce) c’è la possibilità di creare superiorità numerica con le qualità dei nostri. Se si darà il caso di giocare “in contropiede”, allora ci sarà Babacar, e sarà pronto anche Ilicic, che va a nozze negli spazi. Ma non chiediamo a questi raffinati poeti di scambiare quartine con Gomez. Perché lui sa rispondere solo come quel simpatico troglodita delle strisce di Linus: Grog!

Foto: www.fiorentina.it

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