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Fiorentina, settimana no. Troppe scelte sbagliate Opinion leader

Firenze – La mia era stata una domanda retorica: cosa pensasse Sousa di quei tecnici “integralisti” che vedono solo il loro schema di gioco, come quei generali che decidono di attaccare il nemico incuranti di quanti uomini lasceranno sul campo di battaglia, comunque sacrificati a una grande causa.

Ieri sera (ma, direi, nelle tre partite di questa deludente settimana) abbiamo avuto tutti una risposta chiara. Sousa è uno di quei generali! Con Empoli, Basilea e Sassuolo, Sousa ha commesso errori gravi, di valutazione dell’avversario, di valutazione delle potenzialità dei propri giocatori, di autovalutazione. Errori ancor più gravi e preoccupanti, a parer mio, perché dovuti a scelte che anche un profano non avrebbe fatto.

Non si toglie, contro l’Empoli, in una partita da primato in classifica, il centravanti che sta trascinando la squadra insieme ad altre due pedine fondamentali nel gioco come Badelj e Ilicic. Non lo si fa, se non altro, per rispetto dei tifosi e del pubblico del Franchi in un derby giocato da prima in classifica. E non si fanno quelle scelte per giocarsi tutto contro un Basilea che anche la Primavera viola avrebbe affrontato con lo stesso risultato (a meno che a Basilea Sousa non abbia messo il proprio orgoglio e prestigio davanti a tutto!). E non si viene a dire, nella partita successiva altrettanto delicata come quella di ieri sera, che i giocatori erano stanchi; perché non lo sarebbero stati se lui avesse fatto scelte meno scriteriate in settimana.

E poi Pepito Rossi. Sousa deve aver preso l’impegno di Reggio come una partita d’allenamento, perché schierare Rossi contro una squadra che fa pressing a tutto campo e che fisicamente è un tritacarne, e schierarlo centravanti, non è audacia e “dimostrazione che lui considera tutti i giocatori titolari”, ma è pura incompetenza. A meno che Sousa non voglia stupire il mondo con effetti speciali, solo per tenere i riflettori accesi su di sé. Tanto, in Italia (e questo concetto l’ho espresso più volte), se un tecnico straniero fallisce è sempre colpa del calcio italiano, parrocchiale, difensivista, poco creativo, mentalmente arretrato.

Al di là delle partite sottovalutate e delle scelte sbagliate, mi preoccupa anche un’altra cosa: Sousa sta dilapidando un patrimonio di giocatori forzandoli in ruoli non loro e richiedendo prestazioni che non si confanno alle loro credenziali. Ho appena detto di Pepito centravanti in una partita delicata come quella a Reggio, oltretutto giocata quasi per intero, dopo il primo quarto d’ora, in contropiede e con insoliti lanci lunghi, a pretendere da Rossi che tenesse alta la squadra! E ho detto già diverse volte di Bernardeschi. Bernardeschi è potenzialmente un campione, e per lui si spendono e non a sproposito i paragoni con Antognoni e Baggio.

Sousa, per ora, lo vuol far diventare un Di Livio, e ci rassicura che comunque al giocatore, destro di piede, in chiara difficoltà quando punta l’avversario sulla fascia non sua dove ed è sempre costretto a rientrare, questa esperienza gli farà bene. E Badelj: il centrocampo a due non gli giova, perché lui non è un mediano, ma un centrale che gioca con scioltezza e classe al centro con due alfieri accanto, non essendo velocissimo e avendo la grande prerogativa del senso della posizione e della prontezza nello spostarsi a raddoppiare e a aiutare dove serve.

Con Sousa è costretto a rincorrere gli avversari e a muoversi come Vecino, ed è sacrificato e spesso fuori giri (lo dimostrano le frequenti ammonizioni che prende). Temo che anche Suarez, abituato da sempre a un centrocampo a tre, soffra a integrarsi per l’ineffabile scelta da parte di Sousa del centrocampo a due; e temo che anche Mati ormai sia solo relegato a vice Borja (per ora insostituibile) o a vice Ilicic; visto che ieri sera, con un altro dei suoi sorprendenti effetti speciali, Sousa non l’ha “visto” neppure al posto di Badelj e gli ha preferito Verdù!

Ci sarebbe poi da dire di Babacar. Forse Sousa non capisce quanto è delicata la sua posizione attualmente. In estate era oggetto di desiderio da parte di mezza Europa; ora si è visto scavalcare da Kalinic, e giustamente, ma è chiaro che non l’abbia presa benissimo. Figuriamoci come l’ha presa ieri sera a vedersi preferito Pepito in una partita che sembrava disegnata proprio per le sue caratteristiche di velocità e di potenza!

Insomma: Sousa è venuto a Firenze trovando, per sua fortuna, una squadra fatta, compresa del proprio impegno e delle proprie responsabilità, con una mentalità europea, preparata atleticamente e valorizzata in tutti i suoi effettivi. Joaquin l’ha detto dalla Spagna: se la Fiorentina l’anno scorso avesse avuto Kalinic avrebbe lottato per lo scudetto. Sousa invece ha deciso di rivoluzionare tutto (anche se con gli stessi uomini di Montella!).

Ora siamo qui a contare i sorpassi. In una settimana ce ne sono stati due, da parte delle squadre che sembravano sulla carta più abbordabili. E dietro incalzano nientemeno che Roma, Juve e Milan. Se tra due settimane dovessimo, per caso, perdere contro la Juve, i sogni di gloria diventerebbero l’incubo di non rientrare neanche nella zona Europa. E qualcuno continua a dire che con Sousa si diverte di più…

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