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Fiorentina: si può organizzare un seminario sulla strategia comunicativa? Opinion leader, Sport

L’ultimo caso riguarda Valon Behrami, in questo momento (o forse sarebbe corretto scrivere “fino a quel momento”…) unica colonna di un progetto che fin qui non sembra esistere, al quale il club viola, e ancora resta da scoprire da chi è partito il diktat, ha negato la partecipazione con la sua nazionale, la Svizzera, al torneo di calcio dei Giochi Olimpici che scattano a Londra tra circa tre settimane.

Così facendo tra le parti, in contrattazione per un rinnovo con aumento che fino a ieri sembrava assai probabile, è sorto un gelo che mette a rischio la permanenza del motorino svizzero nella rosa a disposizione di Vincenzo Montella per la stagione ai nastri di partenza. Il dispiacere di Behrami infatti dopo questa spiacevole questione è salito ai massimi, per vari motivi. 1 – Da più parti si sente dire, e da settimane, che Behrami aveva già chiarito i tempi di una sua partecipazione olimpica con la sua Svizzera (si parla della Svizzera, non della Spagna o del Brasile, facile immaginare che uno come lui tra i fuoriquota possa rientrarci) assieme alla Fiorentina, che aveva dato l’ok; 2 – Da più di una settimana Behrami aveva anticipato il rientro dalle vacanze per allenarsi da solo e presentarsi in forma al raduno olimpico; 3 – Di rinnovo con adeguamento del contratto (e se non lo merita lui a Firenze, ditemi chi lo merita) fin qui se n’è parlato solo a parole, ma a mercato in corso sarebbe opportuno fare qualcosa di più; 4 – Le sirene blasonate, prima la Juventus e ora il Napoli, si fanno sentire, e il progetto viola, tra il Nesta delle Piramidi e El Hamdaoui che deve firmare da sette mesi ormai, stenta a decollare e appare ben poco appetibile agli occhi di chi guarda (e dunque figuriamoci agli occhi di chi dovrebbe esserne parte attiva…). Infine, ma non cosa meno importante, la delusione di non partecipare ad un’Olimpiade.

E’ vero, il calcio alle Olimpiadi passa in secondo piano in mezzo agli altri sport; ma chi di sport vive, dal calciatore megamiliardario e plurititolato al lanciatore di tappi del Jack Daniel’s nella botte, sogna di vivere l’esperienza a cinque cerchi fin da quando è un ragazzino, dunque è facilmente immaginabile la delusione del Valon Behrami uomo di sport, e non calciatore. Dunque, chi ce la spiega la strategia comunicativa della Fiorentina? Un club dove ADV dice una cosa, poi si sveglia DDV e due ore dopo la smentisce dicendo tutt’altro, con i poveri Cognigni (gni-gni-gni come Ruggero De Ceglie, altro che…) e Mencucci che provano a metterci le pezze e Teotino che da quando è arrivato è ricordato solo per la rima con “juventino”; un club che a suo tempo vendette a metà stagione un capitano, giocatore mediocre ma che teneva in piedi praticamente da solo lo spogliatoio; un club che il nuovo capitano se lo lascia scappare senza combattere, senza contrattare, senza palle, ancora una volta a metà stagione, e che si sente dare l’ufficialità da un “comunicato stampa dell’entourage del giocatore”, e non riesce a farselo dire in faccia dal ragazzo stesso. Se qualche agenzia formativa, sulla strategia comunicativa della Fiorentina, volesse organizzare un seminario, anche a pagamento, per spiegarci come funziona, a contenere i partecipanti probabilmente non basterebbe lo stadio. Il vecchio Maracanà da 120 mila posti però…

Foto: http://www.calciomercato.it/news/113400/Fiorentina-infortunio-al-ginocchio-per-Behrami.html

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