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Fiorentina: Sousa detta le sue condizioni per restare Sport

Firenze –   Domani sera la Fiorentina affronterà in trasferta il Chievo Verona, ancora una rivolta rivelazione del campionato con 48 punti. Ma a tenere banco, visto che l’obiettivo Europa è praticamente centrato grazie ai 6 punti di vantaggio sul Milan, sono le parole di Sousa sul suo futuro e sulle condizioni per rimanere alla guida della squadra viola.

E quello che viene subito alla mente sono le similitudini tra la situazione odierna e quella di un anno fa quando Montella espresse chiaramente la necessità di fare quello scalino che potesse permettere ai viola di competere con le grandi. Sappiamo tutti come finì, con l’aereoplanino scaricato e una squadra ridimensionata nell’organico.

Oggi pomeriggio Sousa in conferenza stampa ha espresso concetti simili, dando disponibilità a restare ma a certe condizioni: “‘Io sono sempre stato molto sincero sia sul piano tattico che strutturale. Anche strutturale. Nella vita meglio tardi che mai. Ho parlato già diverse volte di diversi modelli sportivi di varie società. Io ho le mie idee, ho fatto la mia valutazione ed analisi. Ho fatto notare su cosa potevamo crescere insieme. Posso lavorare su punti importanti e riflettono il risultato tattico della partita dei ragazzi, ma io adesso devo concentrarmi sul mio campo. Non potrò mai prendere un ruolo che non è il mio. Quest’anno stiamo lottando per il quinto posto, e sono felice di quanto abbiamo fatto. ll mio primo passo, la mia prima vittoria è la crescita personale e tattica dei miei giocatori. E i risultati sono una conseguenza di questo. Noi abbiamo alzato l’aspettativa perché siamo riusciti a competere. Poi sappiamo che ci sono tanti fattori che influiscono nella stagione. Domani sarà un’altra possibilità di crescere nella gestione dei momenti difficili. Parlo di me, del mio staff e di tutti i giocatori”.

Migliorarsi quindi, nella mentalità, nel gioco ma sopratutto nella rosa e nella capacità della società di farsi sentire presente per gestire i momenti difficili:”Abbiamo perso punti con le piccole, questo è vero. Ma dipende tutto dai momenti nei quali abbiamo affrontato queste squadre. Dobbiamo lavorare tutti anche dentro la società per tenere alto il livello durante tutta la stagione creando situazioni positive”.

Domani sarà una partita comunque importante, per consolidare il quinto posto:“Abbiamo la possibilità di dimostrare che siamo maturati. Io non sono un allenatore o una persona timorosa. Abbiamo dimostrato con i ragazzi che possiamo andare oltre i nostri limiti. Dobbiamo usare queste partite per migliorare la nostra mentalità. Anche se non vinci puoi creare una mentalità vincente. E in ogni partita devi fare tutto il possibile per provare sempre a vincere. Il Chievo sta facendo un grandissimo campionato. Hanno principi acquisiti praticamente da sempre. All’andata noi giocammo una grande gara senza concedere niente ad un avversario che ha anche qualità. Sarà una partita con lo stesso sviluppo tattico. Hanno perso solo Paloschi, ma l’idea di gioco è sempre la stessa”.

E a guidare i gialloblu c’è un tecnico che la Fiorentina sta seguendo, quel Maran che sta confermando per il secondo anno il Chievo a livelli alti per la rosa a disposizione, con un gioco non brillante ma molto pratico, quella solidità che quest’anno è mancata spesso ai viola. E su questo punto, Sousa parla di due tecnici che stanno facendo grandi cose in Europa con un’idea di calcio diametralmente opposta, Simeone e Guardiola: “”Ci sono diversi modi in cui si può vincere. Il modo di impostare un gioco propositivo e attrattivo dipende anche dai giocatori. Servono transizioni offensive ma anche mentalità difensiva. Il lavoro è minore sul piano cognitivo secondo me. Simeone sta introducendo in un calcio difensivista, più di attesa, grande modernità in una formula che di base non è innovativa”.

Infine una battuta sul fenomeno Leicester che domani potrebbe laurearsi campione scrivendo una delle favole più belle della storia del calcio (e che Firenze si appresta a festeggiare in Santa Croce domani sera): “C’è una grande differenza culturale anche tra come i tifosi vivono la partita. Una alchimia continua per dare continuità a dei risultati che ti portano a battere anche chi solitamente lotta per vincere la Premier. La cultura inglese lo consente

 

“.

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