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Fiorentina: squadra improvvisata, sconfitta assicurata Sport

Firenze – Questa volta non sono per nulla d’accordo con Montella. Quando ho visto la formazione annunciata, con Tomovic centrale, Rosi e Lazzari in campo, con tutti i campioni fuori, Mati, Gonzalo, Savic, Borja, Pizarro, Joaquin, Babacar, Salah…, sono corso al Match Point a giocare il Verona vincente a 6.50. Intendiamoci, potevamo anche vincere, per carità. Il solito rigore sbagliato, le solite occasioni sprecate incredibilmente, con gli avversari che non hanno fatto un tiro in porta se non quello del gol! Ma egualmente non si presenta una squadra così, con giocatori mai schierati insieme e altri che non hanno una partita nelle gambe da mesi.

È anche un torto a chi paga il biglietto per vedere i suoi beniamini, e non per vedere far le prove a una squadra improvvisata! Almeno un uomo-base per reparto ci voleva: Gonzalo in difesa e Salah all’attacco subito, visto che a centrocampo c’era Badelj a garantire un po’ di equilibrio. Il campionato, caro Montella, non è il girone di Europa League, dove anche se sbagli una partita puoi recuperare tranquillamente, e dove i valori, a quel punto del torneo, non sono quelli del nostro campionato.

Alla fine la presunzione (o l’esagerata prudenza) la paghi cara; perché non solo perdi la partita, ma sfiduci giocatori che avrebbero ben altro rendimento se impegnati accanto a compagni di maggior esperienza e caratura tecnica e se inseriti in un gioco collaudato. Impariamo anche dall’esperienza altrui. La Juve ci affronta (e ci travolge) in Coppa Italia con cinque seconde linee; che però, schierate dopo tre giorni, pagano perdendo dall’ultima in classifica. Neanche un Bayern o un Barcellona potrebbe sostituire undici uomini da una partita a un’altra. Perché lo dobbiamo fare noi?

Ora sarà più “nervosa” anche la sfida dentro-fuori contro la Dinamo. La Juventus, saggiamente, contro la Lazio ha fatto riposare solo due uomini, senza snaturare il gioco. E ha vinto. Ora incontrerà il Monaco col morale alto e la squadra più convinta nei suoi mezzi (mentre sono sicuro che il Monaco pagherà psicologicamente il mezzo passo falso in campionato per aver mandato in campo molte riserve). Speriamo che la Fiorentina abbia fatto bene i conti, perché sarebbe il fallimento totale di una stagione.

C’è qualcosa da salvare di ieri sera? Sicuramente Gilardino, che da ora merita di giocare con accanto gente di pari valore; sorprendentemente Lazzari, che è stato il migliore in campo; forse Aquilani, in ripresa. Poco altro.  Mentre calano le quotazioni di Diamanti (dopo un buon esordio, una partita peggio dell’altra), di Ilicic (stasera era nel suo ruolo, ma predicava nel deserto e si voleva dimostrare determinante), di Neto (una papera , sia pur perdonabile), di Tomovic (scriteriato e affetto dal morbo della giocata impossibile quando c’è quella facile a disposizione), di Salah (testardo e poco lucido), di Pasqual (impalpabile e mai al cross dal fondo), dello stesso Badelj (che non ha giocato male, ma è calato vistosamente alla distanza; e pensare che lui sarà titolare sicuro giovedì prossimo!

Già che aveva fatto un turn over radicale, perché Montella non ha messo Kurtic al suo posto?). Bisogna anche dire che la sfortuna continua a vessarci. Il quarto rigore decisivo sbagliato, e poi gli unici due possibili titolari di giovedì, Babacar e Badelj, infortunati.  Ma ora voltiamo pagina. Dobbiamo superare il turno europeo. Non credo che la Dinamo di Kiev sia molto superiore al Verona, e credo anche che le somigli per tipo di gioco. Va affrontata con la difesa a tre (Savic, Gonzalo, Basanta); con Mati, Badelj e Borja a centrocampo; con Joaquin e Alonso sulle fasce e Salah e Gomez (purtroppo!) all’attacco.

Preghiamo perché Pizarro possa essere disponibile almeno un tempo, e teniamo caldi Ilicic e Kurtic per dare un po’ di peso, se occorre, alla mediana. E dopo, comunque vada, solo i migliori fino in fondo. Perché dall’andare in Champions al giocarsi i preliminari di Europa League a agosto (e magari neanche quelli) c’à la differenza che corre tra vincere e perdere.

 

 

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