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Fiorentina, stile ritrovato (al contrario di chi non lo ha mai avuto) Opinion leader

Firenze dalla fermezza del suo nuovo direttore sportivo, Daniele Pradè, è rimasta colpita positivamente, visto anche che lo stesso ex dirigente romanista ha confessato di aver scritto di suo pugno le ultime righe del comunicato con il quale la società viola, senza fare nomi e di conseguenza mostrando uno stile che all’ombra del Ponte Vecchio sembrava perduto, attaccava il mondo Juventus, reo di aver provato a scippare Berbatov in dirittura d’arrivo (si dice che non si può rubare al ladro, e invece ogni tanto…).

Bravo, bravissimo Pradè: oltre a un mercato coi fiocchi – perché non ingannino la vittoria in extremis con l’Udinese e il ko del San Paolo, Montella e i suoi ragazzi sono sulla  strada giustissima per un gran campionato – alla Fiorentina ha ridato dignità, affidabilità, peso. Cose che volendo si condensano in una parola: stile. Quello stesso stile Daniele, e te lo diciamo in amicizia, con il quale dovresti pagare a Berbatov non solo il viaggio in business, ma anche le compere della moglie a Londra (Vuitton e Gucci c’erano anche a Firenze…), il parrucchiere che gli disegna da anni quella divisa che a volergli dare una definizione si scadrebbe nel volgare, un pittore per fargli capire che la vita non è solo bianca o nera (come le maglie di Juve e Fulham, guarda caso), ma ci sono tante altre sfumature che ti fanno andare a giro a testa alta e col rispetto della gente.

Detto questo, anche senza Berbatov, la nuova Fiorentina piace, e se ne sono accorti in tanti, se è vero che il sindaco Renzi dopo anni di battaglie avrebbe trovato l’area per costruire dodici stadi, novantasei campini per gli allenamenti, sette sala stampa e un’infermeria grande quanto Careggi (ci sono mica le primarie a breve?). Ma questo al fiorentino verace non importa. Importa che quella maglia viola per la quale sbava e stravede, esca dal campo sempre pregna di sudore e sporca d’erba e terra, qualunque sia il risultato. Come protagonisti andati non facevano da mesi. Tipo il neogenoano Vargas. “In rossoblu ritrovo l’amico Gila” aveva detto. E l’amico Gila l’ha trovato in rossoblu: quello del Bologna però. Tranquillo Vargas, Genova-Bologna in macchina sono appena 300 km., se tuo cugino se la sente di guidare…

Foto: www.sportnews.eu

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