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Fiorentina, stop alle critiche: lasciamo lavorare Montella Opinion leader

Non ci sto proprio alle critiche. Fiorentina lenta, Fiorentina prevedibile, giocatori non all’altezza. Davvero il tifo e l’impazienza potrebbero rovinare un progetto che Montella sta gestendo secondo me con concretezza e con la giusta fermezza. Certo, potevamo avere quattro punti in più. Ma che c’entra Montella? Anche ieri, se entrava il primo dei palloni da spingere in rete che ha avuto Babacar, forse parleremmo di un’altra partita. Ricordiamoci che il Torino, prima del gol, non aveva fatto un’azione che fosse una. Sempre rintanato nella propria metà campo, a cercare tutt’al più di sfruttare in contropiede un paio di palle perse. Vorrò vedere le “grandi” cosa faranno a Torino!

In pochi hanno capito che Montella, quest’anno, intendeva cambiare radicalmente gioco alla squadra. Niente più tiqui taca (ve ne siete accorti che Borja e Pizarro sembrano attualmente ai margini del gioco, o almeno non più indispensabili come gli anni scorsi?!), niente più svolazzi ornamentali nel palleggio a centrocampo, ma solidità, più recupero palla che possesso palla, con giocatori fisicamente (e balisticamente) in grado di impensierire la difesa avversaria quando la squadra pressa e attacca. La Fiorentina che Montella aveva in mente era una squadra che puntava molto sul trio d’attacco (Cuadrado-Rossi-Gomez, ricordiamocelo, era sulla carta l’attacco più forte del campionato); un attacco che doveva avere più spazio, che non doveva essere “soffocato” dalla presenza alta dei centrocampisti, e che doveva fruire di cross, di lanci (finalmente!) e che doveva favorire, calamitando i difensori avversari, l’inserimento e il tiro da fuori di gente, come Badelj e Kurtic, che il tiro ce l’ha. Lo capite cosa vuol dire aver comprato il materiale per costruire un grattacielo e ritrovarsi, in pochi giorni, a dover gestire la solita emergenza, con appena i mezzi per coprire il tetto di una capanna?

Montella aveva due opzioni: tornare a gestire l’emergenza come l’anno scorso, rinunciando alle punte, costruendo la solita squadra di centrocampisti dai piedi buoni con la speranza che da qualche uno-due e da qualche inserimento venisse il gol perfetto; oppure continuare imperterrito nel perseguire il cambiamento, dando spazio a quei centrocampisti di peso e di fisico che dovrebbero essere i protagonisti del nuovo gioco, e inserendo gli attaccanti giovani sui quali si era scommesso in estate. Montella ha scelto, in modo lungimirante, la seconda opzione. Ma ci vuole pazienza! E anche obiettività nelle valutazioni. Per esempio, mi pare che Alonso e Richards siano intanto due giocatori che mostrano di poter coprire il ruolo da titolari di livello; Kurtic sembra l’Ambrosini giovane, con in più il tiro da fuori, che aspettavamo; Badelj è, sì, poco appariscente e timido, ma ha anche il ruolo più difficile, quello del regista davanti alla difesa, che deve presidiare la posizione più che avventurarsi in scorribande offensive (è ben chiaro che giocatori nuovi per il calcio italiano, come Badelj e Richards, per ora non possono far di più che svolgere il compitino tattico). E poi c’è la B2. Per ora niente male, sempreché non si chieda a due ventenni di essere protagonisti e risolutori sempre. Guai, diceva ieri Montella, fare troppi complimenti a questi ragazzi. Ma guai anche pretendere da loro cose che una Juve non si sognerebbe di pretendere da Morata e Coman!

Di positivo poi c’è anche il bel ritorno di Mati e il momento d’oro di Aquilani, non per caso il centrocampista “calimero” fino a ieri, e ora a suo agio con accanto compagni fisici e di peso (mentre lo spaesato sembra Borja). Insomma, io trovo solo motivi di ottimismo, e torno a ripetere che, se non sciupiamo tutto con la furia e la polemica, il campionato della domenica, visto che quello del sabato è un altro, ce lo possiamo giocare tranquillamente. Ricordiamoci anche, tanto per continuare a vedere il bicchiere mezzo pieno, che, dopo le stesse partite con gli stessi avversari, abbiamo un punto in più dell’anno scorso. E allora su col morale, a vedere se si riesce domenica a far piangere Mazzarri; magari (e sarebbe l’ora) per un’ingiustizia arbitrale o un’episodio sfortunato a nostro favore!

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