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Fiorentina subito stop: a Torino 20′ di dominio, poi il buio (3-1) Sport

Firenze – Venti minuti di buona Fiorentina, centrocampo di qualità sopraffina, pressing imparato a memoria in tre anni di gran gioco, buone intuizioni offensive di Ilicic e Kalinic e soprattutto di Borja Valero. Il possesso palla della squadra, schierata in un inatteso 3-5-2 molto offensivo, ha portato al gol di Alonso: lancio perfetto di Borja dalla tre quarti, testa di Kalinic sul portiere che respinge come può e tap in angolato di Alonso (che poi si prende ammonizione e fischi reiterati del pubblico per un inchino da “torero” che suona beffardo sotto la curva avversaria).

Si continua a tener palla e a stazionare nella metà campo del Toro, poi, dopo il venticinquesimo, uno strano rallentamento del ritmo. Forse calo di forze, forse eccessiva sicurezza. Fatto è che il Toro non tenta neanche di togliere la palla alla Viola e aspetta solo gli errori. Nel primo tempo pochi, che fruttano solo un colpo di testa di Quagliarella parato da Tata e un corner per Maksimovic nel finale; nel secondo troppi. Si ricomincia il secondo tempo con la solita melina senza affondare.

Il Toro sembra più deciso nel pressing e ruba più spesso palla. Il centrocampo viola si sgretola progressivamente, pur senza far rischiare quasi nulla alla difesa. Poi, però, il solito calcio d’angolo subito di troppo. Non è neanche la mezz’ora, e Moretti (un ex), su una palla lenta e apparentemente poco pericolosa, anticipa al volo di sinistro Suarez, che nella circostanza si oppone blandamente (anzi, mostra le terga all’avversario senza intervenire) e segna nel sette.

Passano pochi secondi e una palla persa banalmente a centrocampo si trasforma in un’occasione per Quagliarella (altro ex) che, pur decentrato sulla destra in area, anticipa Roncaglia e segna un bel gol rasoterra sul palo opposto. La Fiorentina non c’è più. Non riesce a cambiare ritmo e subisce l’adrenalina degli avversari che ora arrivano sempre prima e vanno dritti verso la porta. Lo fa al 38simo Baselli (uno che poteva esser nostro), che salta Borja con facilità irrisoria e segna un gran gol con un destro da venti metri.

Ci saranno anche altre occasioni per il Toro, mentre la Fiorentina inventa una specie di disperato 3-3-4, con Rebic, Rossi, Bernardeschi e Kalinic davanti e Borja (esausto, ma sempre il più lucido), Suarez e Alonso a cercare di lanciarli in qualche modo. Rossi ottiene un paio di punizioni dal limite non sfruttate, ma la partita è finita da un pezzo. Forse, per la Fiorentina, al 25simo del primo tempo.

Difficile fare una diagnosi di questa sciagurata prestazione. La Fiorentina ha mostrato dei limiti noti, soprattutto in difesa, dove continuo a considerare cervellotico l’impiego di Roncaglia a sinistra; e soprattutto sulla fascia destra, dove Gilberto ha fatto da mera comparsa. Nullo in attacco, tra l’altro ignorato dai compagni, e fragile e fuori posizione in difesa. Molto deludente anche la prestazione di Suarez; estraneo al gioco, troppo spesso fuori misura (ma cosa aveva Badelj per essere sostituito dopo la bella prestazione di domenica col Milan?).

Le poche note positive sono per Kalinic, che ha quasi sempre anticipato i pur forti centrali del Torino ma che conferma, però, di non essere un cecchino spietato: in due partite, due palle solo davanti al portiere e tutt’e due sbagliate. Gli altri? La difesa senza problemi finché è stata protetta dal palleggio fitto dei centrocampisti (Montella docebat!), poi in affanno su ogni affondo avversario. Mati, elegante, come sempre, ma a corto di forma e di idee. Ilicic voglioso e tecnico, ma a sprazzi e senza alcuna collaborazione vera da parte dei compagni di reparto. Le uniche occasioni se le cerca con insistite azioni personali. Buono Alonso, anche se avvilito da un’ammonizione per il suo sciocco comportamento e soprattutto dai fischi del Comunale.

Resta da dare un giudizio su Sousa, e qui mi mordo la lingua per non dire fino in fondo quello che penso; ma Sousa ha gestito la partita in modo assurdo, denunciando una scarsa conoscenza del calcio italiano, e una scarsa disposizione a emendarsi. Dopo quel primo tempo vivacchiato per portare in porto l’1-0 (era lui che plaudiva alla melina) non doveva ripresentare Gilberto, giacché la squadra era chiaramente in dieci uomini; doveva infittire il centrocampo, magari mettendo Badelj a far legna o Vecino a dare un po’ di velocità e di quantità, e doveva mettere la difesa a quattro facendo presidiare le fasce da Tomovic e Alonso.

Anche il calo fisico di Borja Valero è stato gestito male. A quel punto, doveva essere spostato in avanti, dove può sempre inventare qualcosa e dove perder palla è meno pericoloso, mentre a centrocampo, come dicevo, ci doveva essere qualcuno che proteggeva meglio la difesa e aveva più fiato per rincorrere gli avversari. Quando Sousa ha cambiato qualcosa, lo ha fatto troppo tardi. Lo stesso arrembaggio finale (che poi non è stato affatto tale) con le quattro punte, è stato gestito senza lucidità e senza logica.

Restano ventiquattr’ore per aiutare Sousa a sbagliare meno intervenendo sul mercato. Qualsiasi gioco si faccia, manca un esterno destro, che ormai sappiamo non sarà Joaquin (o non sarà più lo stesso Joaquin). Temo che Verdù non basti. E la difesa è tutta da rinforzare, dal terzino destro allo stopper. Ma, anche se so bene che è presto dielo, c’è anche un’altra soluzione: tornare al tecnico che poi in fondo la Fiorentina continua a pagare. E con tante scuse!

 

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