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Fiorentina: tre punti per dimostrare che il terzo posto non è bugiardo Sport

Firenze – Obiettivo tre punti. E’ quello che la Fiorentina cercherà di ottenere con una vittoria stasera contro il Bologna dell’ex Delio Rossi, in modo da arrivare al big match contro l’Inter di domenica a ridosso dei nerazzurri. Una squadra viola che non ha convinto sul piano del gioco in questo inizio di campionato ma che si ritrova al terzo posto solitario, complici le false partenze di squadroni ben più quotati come Roma, Milan, Lazio e sopratutto Juventus.

E una vittoria contro i cugini nel derby dell’appennino potrebbe dare ragione a mister Sousa sulla gestione del gruppo in questo scorcio di campionato che ha dimostrato quanto far sentire tutti utili e necessari al progetto sia una condizione necessaria per avere successo. Non è un caso infatti che le vittorie siano arrivate con formazioni sempre differenti, ottenute soffrendo da squadra, chiedendo ai singoli sacrifici fisici e di ruolo.

L’emblema è stato Bernardeschi impiegato come interno di centrocampo di quantità e qualità, pronto a sacrificarsi per il bene della quadra rincorrendo tutti i palloni e ripiegando anche in fase difensiva. Forse per questo la Fiorentina di adesso è stata paragonata a quella di Trapattoni in cui campioni del calibro di Rui Costa e Batistuta davano mano anche in fase di non possesso, anche se “Noi vogliamo sempre essere noi stessi – ha detto Sousa in sala stampa – ma quando fai paragoni così grandi non posso che essere felice. Quando sono arrivato ho detto che mi volevo confrontare con grandi allenatori e lui lo è stato”. Idee chiare sulla sua Fiorentina, che sta plasmando lentamente a sua immagine e somiglianza: “I risultati ci danno le fondamenta per andare avanti. Nelle ultime 8 partite dello scorso anno, rispetto a queste prime, ci sono solo 3-4 giocatori che stanno giocando. Cambiano giocatori, cambiano allenatori, non è facile. Io vi ho già detto che sono soddisfatto perché i risultati non sono buoni solo a livello di punti ma a sprazzi vediamo che ci sono cose veramente molto importanti. Questa Serie A è migliorata tantissimo ed è per questo che è sempre più difficile”.

Sulla partita contro il Bologna che ha ottenuto i primi tre punti domenica scorsa in casa col Frosinone, soffrendo per tutti i 90 minuti, Sousa analizza quelle che potranno essere le difficoltà maggiori: “Il più difficile per un allenatore è avere il tempo di allenare concetti ed idee nuove, cercare di analizzare il meglio possibile l’avversario e dopo cercare di passare la nostra idea ai nostri giocatori. Il Bologna sta crescendo ed ha un’idea difensiva ma allo stesso tempo aggressiva quando serve “.

E uno dei giocatori più in difficoltà a recepire le lezioni tattiche dell’allenatore viola sembra essere Suarez a cui Sousa si riferisce in maniera netta: “L’uomo mercato è stato Savic non Mario, lui è un giocatore importante ha caratteristiche importanti e come tale deve piano piano entrare negli automatismi del calcio italiano”. Chi invece sembra nato per giocare nel calcio del tecnico lusitano è Borja Valero, rinato dopo un’annata deludente: “Desideriamo che tutti i migliori possano giocare sempre, ma nel calcio moderno dobbiamo tenere conto di tanti fattori, a partire dall’intensità di gioco. Cercherò di fare la miglior gestione, fermo restando che Borja è un giocatore importante per questa squadra”.

E una rinascita la sta vivendo anche uno dei protagonisti di questo inizio di campionato, il pupillo del ds Corvino (ora al Bologna) che lo scovò giovanissino e lo definì il nuovo Drogba, Kouma El Babacar: “Noi cerchiamo una dinamica in cui tutti possono essere in grado di fare gol, questo è il nostro obiettivo. Da Babacar o dalle punte mi aspetto molto di più, prima di fare gol bisogna costruire ed interagire col resto della squadra. Deve crescere e lo sta facendo. Stiamo cercando di capire e di far capire a tutti che siamo appena all’inzio”.

Chi ha stupito invece è l’esterno brasiliano Gilberto, arrivato in sordina, ma che si sta ritagliando un ruolo importante nello scacchiere tattico del neo allenatore viola: “Io credo che è cresciuto tanto perché si è integrato molto bene. È un ragazzo molto propositivo, dobbiamo dare continuità e aspettare che migliori. Lui è un terzino di fascia, ma quando integri un giocatore brasiliano ci vuole del tempo”. Infine una battuta sul solito Rossi, in recupero di forma ma ancora poco integrato nel gioco offensivo della squadra: “
“Lui è pronto dal punto di visa fisico e può giocare sempre, è un fenomeno assoluto ma dobbiamo essere consapevoli che viene da un recupero e da una lunga riabilitazione. Col Carpi non ha preso nessuna botta che lo possa condizionare”.

Sousa ci crede e se la squadra riuscirà a mettere il carattere del suo allenatore sul campo per il Bologna sarà davvero dura.

 

 

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