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Fiorentina, Wolski vale l’ultimo sforzo Calcio, Opinion leader

Ma io non voglio entrare nel merito delle quantificazioni del valore, che, come si sa, dipendono sempre molto dalla concorrenza eventuale e da altri fattori contingenti (il Legia che vuol vincere il campionato, per esempio). Voglio invece parlare del valore in sé. Secondo me Wolski vale molto, e vale molto di più se visto nel progetto a lungo termine della Fiorentina di Montella. Qualcuno dirà che quello sforzo finanziario si dovrebbe fare per un “cannoniere”, non per un centrocampista avanzato. Provo qui a difendere la scelta della nostra dirigenza (se si confermerà tale).

È vero che manca “chi la mette dentro”. Ma è anche vero che, in prospettiva non poi tanto lontana, è stato comprato Pepito Rossi, del quale si prevede un futuro da centravanti di manovra con il gol facile alla Montella. E soprattutto è vera un’altra cosa: nel gioco di una squadra che punta sul possesso palla, che tiene il baricentro alto, che si difende attaccando, un po’ come il Barça, indipendentemente dal modulo (se con la difesa a tre, a quattro ecc.), quanto conta il top player all’attacco? Le statistiche e una facile induzione ci direbbero: niente! Il Barça in questi anni ha avuto Henry, Ibra, ora Villa e Sanchez; tutti giocatori in odore di pallone d’oro o comunque tra gli attaccanti più appetiti e stimati in Europa. Sono tutti finiti in panchina o, sorte condivisa anche dagli ultimi arrivati, in vendita. Non si può dire che sia è solo una questione di rigetto per giocatori che non sono della “cantera”; è però senz’altro una questione di “linguaggio”. Pedro, o Bojan, o Tello, personalmente in Italia non ce li porterei neanche regalati; ma nel Barça il loro gioco è perfettamente assimilato e adeguato, più e meglio di quello di un Ibra, e nel Barça quei giocatori rappresentano proprio il caso in cui è la squadra a valorizzare il singolo (sempreché abbia certe particolari caratteristiche).

Vorrei anche suggerire che forse è questa la ragione per cui JoJo ci convince poco, in questo periodo. Perché è un giocatore un po’ troppo individualista per una squadra che tende a giocare di prima e a trovare il giocatore smarcato a occhi chiusi. Lui tocca troppe volte la palla, e tende alla soluzione personale. Quello che in genere fanno i top players, ma che può diventare una nota stonata in una musica che non contempla strumenti solisti. Forse Wolski lo si vuole per sostituire JoJo l’anno prossimo, o forse lo si vuole affiancare a JoJo dietro una punta-pivot per un gioco diverso, una sorta di albero di Natale (dove allora anche JoJo possa far valere le sue eccellenti prerogative). Comunque sia, io sono molto favorevole a questo acquisto, perché i piedi di Wolski sono di quelli che fanno correre l’azione, che agevolano l’attacco dello spazio da parte dei compagni, indipendentemente da quanti gol fanno. Non dimentichiamoci, poi, che il capocannoniere della Juve campione e squadra dei record dell’anno scorso ha finito il campionato a dieci reti. E che Gonzalo è già a cinque!

Alessandro Pagnini

foto: tutto-viola.it

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